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VIETCONG PORNSURFERS

Restless, Young, Hungry Anf Free

Street Symphonies Records

 

Per recensire un cd di questo tipo bisogna fare una premessa un po' particolare. Innanzitutto immaginate di trovarvi nella Los Angeles a metà degli anni 80. Migliaia di band si contendono il diritto a salire sul carrozzone del successo. Mtv, le radio e le case discografiche sono sempre alla ricerca della “New Entry” da dare in pasto al pubblico. Per una band che ce la fa, cento sono costrette a far le valigie e tornarsene da dove sono venute. Che cosa centrano i Vietcong Pornsurfers con questa premessa? Ecco, loro sarebbero state una delle cento bands ha tornarsene a casa nel bel mezzo degli anni 80. Non prendetela come una stroncatura senza mezzi termini di questo “Restless, Young, Hungry And Free”, perché se proprio devo essere sincero, dopo ripetuti ascolti non è malaccio. Le canzoni sono semplici e dirette. Le chitarre mordono a dovere e la sezione ritmica quando deve spingere sull’acceleratore fa il suo degno lavoro. In più la voce di Tom K. si inserisce alla perfezione con il sound del combo svedese. Per farvi un idea della proposta musicale di questi quattro ragazzi, immaginate di miscelare Motley Crue (quelli più grezzi e stradaioli di Too Fast For Love), Hanoi Rocks, Poison, Swedish Erotica e Dogs D’amour. Aggiungete una bella attitudine punk (“Getaway Boy” e “Don’t Need Your Lies” su tutte), una dose massiccia di Rock N Roll e otterrete più o meno il tipo di suono che scaturisce dal cd. Il problema di fondo di questo platter è che le canzoni le abbiamo già ascoltate da anni con titoli diversi. Per farvi un esempio “A Song For Jonas” potrebbe essere una canzone a caso dei Dogs D’amour (anche perché il timbro vocale di Tom K. si avvicina molto a quello di Tyla). In definitiva posso dirvi che il cd scorre piacevolmente veloce (in effetti dura meno di 35 minuti). Le canzoni sono fresche, discretamente suonate e possiedono una buona dose di adrenalina, ma il rovescio della medaglia è la poca originalità (per essere buoni). Su tutte sceglierei “Give It All”, “Let Me In” e “Spanish Rose”, che sono quelle che possiedono un qualcosa in più. Se avete tempo e voglia di dargli un ascolto, i Vietcong Pornsurfers (mezzo voto in più per l’originalità del nome) allieteranno per una mezz’oretta la vostra giornata. Link: www.vietcongpornsurfers.com - www.myspace.com/vietcongpornsurfers

 

Recensione di Fabrizio Tasso