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AA.VV. ZZ TOP

A Tribute From Friends

Show Dog/Universal Music - 2011

 

Questo cd ha per me ha un sapore particolare ed è segnato dal destino. L’ho aspettato per un po’di tempo e credevo fosse andato perso, grazie alle simpatiche Poste Italiane. Quando le mie speranze erano ridotte al lumicino, eccolo finalmente recapitato a destinazione. Mesi fa, quando su RockRebelMagazine demmo la notizia, tutti eravamo euforici. Gli ZZTop son l’ABC (e pure tutto l’alfabeto del rock). Carriera lunghissima, come le loro barbe, han influenzato tantissimi col loro sound forgiato anche nel blues. Scorri la lista dei performers e rimani a bocca aperta. L’inizio è affidato ai The M.O.B. Bene, pensate, che sia un gruppo di pischelli alle prime armi? Mmm no sono arzilli giovanotti che rispondono al nome di Mick Fleetwood e Steven Tyler aiutati da un “certo”guitar hero, tale Jonny Lang (che negli ultimi 15 anni, seppure giovanissimo, è già una realtà solida nel rock) e da John McVie. Cover piuttosto fedele all’originale, non fosse altro per l’inconfondibile voce di Steven Tyler. Le bands non si limitano a fare il compitino ma personalizzano molto le canzoni. Esempio gli industrial rock “Filter” di Richard Patrick, riscrivono a loro modo tutta la ritmica del classicone “Gimme all your lovin” e detto francamente non riescono ad accendere una luce nel ginepraio in cui si vanno a mettere. Molto meglio “Tush” rifatta da Grace Potter & The Nocturnals. Grace ha una bella voce e non ha la barbetta e rende bella incazzata la canzone. Avrei visto bene anche Shania Twain come voce in questo pezzo, visto che me l’ha ricordata proprio. Chitarre decise ed entrata in tackle sulla rotula, ecco i Nickelback con “Legs”. Molto sperimentale anche questa e che riesci davvero ad apprezzarla, dopo un paio di ascolti. Non che io sia un accanito fan di Kroeger e soci, ma l’impegno profuso è certamente adeguato. Ottima è anche la performance dei Wolfmother in “Cheap sunglasses” con Andrew Stockdale che si cimenta nei suoi celeberrimi acuti soltanto in poche occasioni. Sicuramente uno dei momenti piu’ belli è “Got me under pressure” rifatta dai Duff McKagan’s Loaded. Lo storico ex bassista dei Guns N’Roses si cimenta in questo classico insieme ai fidi compari Jeff Rouse, Mike Squires ed Isaac Carpenter. Il risultato è davvero molto bello, con la band che suona davvero coesa. I Coheed & Cambria rifanno invece “Beer drinkers and hell raisers”, molto fedele all’originale e che va a ricordarmi da vicino anche la cover che i Tesla fecero anni fa. “Just god paid” è coverizzata dai Mastodon, band che è esplosa in questi anni fragorosamente sulla scena metal con concerti live granitici e dischi che ti annientano dall'inizio alla fine, fanno anche loro un bel lavoro. Wyclef Jean, noto per la sua militanza nei Fugees, è il nome che non ti aspetti e stravolge quasi in chiave dub e reggae “Rough boy”. La definirei una canzone da amplesso su qualche bel lettone. Daughty, una delle voci piu’belle degli ultimi anni si cimenta nel medley di “Waiting for the bus/Jesus just left Chicago” e i risultati sono degni delle aspettative. Nessuna sbavatura vocale e chitarre belle urlanti. Il loro pezzo forse piu’conosciuto “La grange” e che molti di noi hanno ballato nei migliori clubs rock italiani, chiude questo gradevole dischetto. Il compito è affidato a Jamey Johnson, che la rende fedele all’originale e con padronanza canta il tutto. Un bel disco che sicuramente annovera cover fatte molto bene ad altre forse un attimino azzardate, ma è bello apprezzare anche il tentativo.

 

 

Recensione di MauRnrPirate