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JOURNEY

Eclipse

Frontiers Records

 

A distanza di soli tre anni i Journey tornano in studio e danno alla luce (una contraddizione in termini visto il titolo) “Eclipse” un album riuscito dalla prima all’ultima nota. È praticamente inutile che io mi soffermi a raccontarvi quanto sono bravi i musicisti coinvolti in questo ennesimo capolavoro, trattandosi praticamente di chi questo genere l’ha inventato o quantomeno reso famoso. Apre l’album “City Of Hope”, che contiene un giro di chitarra diretto tale da rendere il pezzo piacevole sin dal primo ascolto e proprio per queste caratteristiche la scelta di promuoverlo a primo singolo appare azzeccata. Le composizioni si mantengono su un livello di tutto rispetto, alternando momenti più spinti (“Human Feel”, “Ritual”) a momenti più riflessivi e tranquilli (“Tantra” o “She’s A Mistery”) dove Pineda conferma quanto di buono gli abbiamo già sentito fare su “Revelation”. Difficile parlare di un brano e lasciar da parte un altro, visto che la qualità degli stessi è realmente elevata, escluso forse “Venus” il brano strumentale di chiusura, che sembra la sigla finale con tanto di titoli di coda. La mia personale idea è che qualche brano contenuto in questo quindicesimo album potrà affiancarsi senza difficoltà nelle future scalette a “Don’t Stop Believin’”, “Any Way You Want It”, “Faithfully”, “Separate Ways”: io punto su “City Of Hope”. Mai vista un eclisse così luminosa!

 

Recensione di Andrea Lami

BI-POLAR SLUTS

Out-4-Dinner

Black Fading Records - 2011

 

Energia allo stato puro dall'Emilia Romagna con i parmensi Bi-Polar Sluts che ci omaggiano di un classic hard rock puro e trasparente, come da miglior tradizione d'oltre oceano, e in parte accompagnati lungo il percorso del loro primo full-lenght "Out-4-Dinner", in uscita per la Black Fading Records, da un sound alternative per un debut album davvero scoppiettante e per il quale Mike Molinari (vocals), Giux Morini (guitars), Max Gavina (guitars), Joe "Forlo" Forlini (bass guitar) e Paul Casali (drums) si sono avvalsi di illustri special guest quali Beppe Cantarelli (Quincy Jones, Mina) in veste di collaboratore e chitarrista in due brani, Luciano Girardengo (Paolo Conte, Francesco Renga) al violoncello e Georgeanne Kalweit (Delta V) alla voce per il primo singolo "Keep Screaming" anche videoclip girato nel sud della California e prodotto dalla FIlm Cartel Entertainment di Hollywood. La sopra citata "Keep Screaming" apre le porte al buon rock anche se non si tratta dell'opener, tale e grande compito spetta all'intro arpeggiato della title track seguìto dall'energico brindisi di "Apertive" e per un solo che da un tocco esplosivo in più alla traccia in questione. Cercate gli AC/DC? Ascoltate il riff di chitarra di "I Can't Stand It" e farete un incredibile viaggio retrò fatto non solo di intensa grinta amarcord, le corde vocali di Mike rispecchiano fedelmente tale atmosfera come negli episodi in speed energy style di "Listen To Me", "Treat U Bad", la divertente "Never Trust A Woman" e "Believe" che pur se in piccola parte ricorda i primi Bonfire. Dopo tanto buon rock non potevano assolutamente mancare momenti più soft a partire dalla catchy "One Day" (a parere personale una vera e propria summer song), e a colorare l'album di fresco sound c'è anche "Vodka & Lime" dall'incredibile tocco U2 e non da meno la power ballad "Something To Kill The Pain" preceduta dalla breve arpeggiata e parlata "Prelude To" e in tal proposito, di breve durata vi sono anche le ultime due tracce del cd "Sammy's Backyard", impreziosita dal violoncello di Luciano Girardengo, e la conclusiva "Back 4 Breakfast" dal sound, e lo sottolineo ben volentieri, tutto Rockets! Un debut album geniale, di grande energia e ben curato anche sotto il profilo melodico e se è vero come è vero che il buongiorno si vede dal mattino, il rock

Made In Italy si appresta ad aggiungere una chicca speciale in più. Link: www.bipolarsluts.com - www.myspace.com/bipolarsluts - www.twitter.com/BipolarSluts

 

Recensione di Francesco Cacciatore

WHITESNAKE

Live at Donington 1990

Frontiers Records

 

Quando ho saputo della pubblicazione di questo live mi sono addirittura emozionato, semplicemente perché ai tempi che furono acquistai un cd bootleg del concerto in questione intitolato “Monster Of Rock” e quindi l’idea di ascoltare (anzi vedere in dvd) il concerto in una qualità sicuramente migliore dalla mia registrazione pirata mi ha esaltato e non poco. Siamo a Donington Park, 18 agosto 1990, i Whitesnake hanno appena dato alla luce “Slip Of The Tongue” ed arruolato Steve Vai tra le loro fila. L’altra chitarra è tra le mani di Adrian Vandenberg e la sezione ritmica è affidata a Rudy Sarzo e Tommy Aldridge: a mio giudizio la miglior formazione che i Whitesnake abbiamo mai potuto esibire sia su disco che dal vivo. Le canzoni che formano la scaletta sono una sorta di best of della band ed includono gran parte dell’album appena pubblicato, insieme a quelli che sono i grandi classici come “Crying In The Rain” (intervallato dall’assolo di batteria di Tommy Aldridge), “Here I Go Again”, “Bad Boys”, senza dimenticare “Is This Love”. Le perle di questo album sono una prestazione sopra le righe, merito dell’eccellente stato di forma di tutti i musicisti, i due assoli di chitarra eseguiti da Vandenberg e successivamente quello di Steve Vai, con l’esecuzione di “For The Love Of God” e “The Audience Is Listening”, estratti da “Passion And Warfare” uno degli album strumentali più apprezzato e venduto di tutti i tempi. La track list del DVD è praticamente identica, con l’aggiunta del The Making of Slip of the Tongue e dello Slide Show come contenuti speciali. This live album is for ya!!

 

Recensione di Andrea Lami