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ADLER'S APPETIT

 

Rock N’Roll Arena Romagnano Sesia, 5 Febbraio 2011

 

Report a cura di MauRnrPirate

 

 

Ennesimo tour in Italia e soprattutto ennesima line-up completamente stravolta, rispetto alla precedente visita nella nostra penisola, da parte dello storico batterista dei Guns N’Roses, Steven Adler. Ho cominciato ad apprezzare i fucilieri di Los Angeles nel lontano 1987 grazie a lui, e tantissimi sanno cosa rappresentano i Gnr per me. La curiosità di rivedere un amico (in fondo l’ho seguito in lungo e in largo per l’Italia nel corso degli anni-organizzando anche iniziative tra i suoi fans), era davvero tanta questa volta. Sono passati ormai quasi cinque anni dall'ultima volta che ho assistito ad un live del buon Popcorn. Steven ha sempre lottato coi demoni di droga (principalmente) e alcool nel corso della sua venticinquennale e passa carriera. Dopo vari ricoveri in varie cliniche disintossicante, documentate anche da reality shows americani, il buon Steven sembrava si fosse liberato una volta per tutte da Mr Brownstone e cattive compagnie. Purtroppo tali fatti, sono stati smentiti dal mio incontro ravvicinato con lui prima del concerto e vicino al tour bus, dove chiaramente faceva ampia fatica a tenersi in piedi, ma è stato ugualmente disponibile con me e i vari fans che lo hanno avvicinato per una foto, un saluto o un autografo. Memore del fatto che Steven anche se ”in aria” riesce sempre a suonare degnamente le sue composizioni.

 

 

Ma passiamo all'evento della serata. Sono entrato all’interno della favolosa Rock n' Roll Arena, un posto davvero all’altezza per concerti di un certo livello, con ottima acustica, palco ampio e solerte ed efficace assistenza ai vari artisti. Ad aprire la serata è toccato ai torinesi Backstage Heroes (ho assistito solo al loro ultimo pezzo), una buona band rock n’roll, selvaggia e con un album appena uscito già recensito su Rock Rebel Magazine. In tempi relativamente brevi rispetto alla discesa dal palco dei Backstage Heroes, sono saliti sul palco gli inglesi Knock out Kaine, guidati dal carismatico cantante Foxy e autori di uno sleaze selvaggio e vecchio stile che ha conquistato e scaldato parecchio la maggior parte delle persone presenti al locale, me incluso. La band ha appena fatto uscire il loro primo EP, che potete acquistare sul loro sito Internet.

Dopo di loro e dopo una certa attesa sminuita dai vari pezzi degli Ac-Dc, introdotti da un lungo intro strumentale, sono saliti sul palco gli Adler’s Appetite. La formazione è cosi’ composta, oltre al leader Steven Adler alla batteria: al basso, il suo amico fraterno Chip Z’Nuff, alla chitarra solista Michael Thomas, alla voce Rick Stitch e alla chitarra ritmica un biondo sostituto di Alex Grossi (impegnato col tour dei Quiet Riot). Le danze si aprono con l’infuocata “Reckless life”, tratta dal primo storico EP dei Gnr ”Live like a suicide” e proseguono per una buona oretta e un quarto. Molti classici dei Guns N’Roses vengono eseguiti degnamente dalla band. Rick, con la sua t-shirt dei Nirvana, domina la scena con la sua indubbia presenza scenica e con acuti eseguiti magistralmente. Chip Z’Nuff alla fine è il secondo leader della band, detta i tempi, fa i cori ed è perennemente con i suoi inseparabili e buffi occhiali da sole, per tutto il concerto. Michael Thomas suona la maggior parte degli assoli e fai quasi fatica a riconoscerlo,rispetto a quello visto in azione anni fa coi Bullet Boys, non tanto per come suona (in buon modo), ma per i capelli che si son moltiplicati esponenzialmente.

Il chitarrista biondo che fa da ritmico, è un attimino timido sul palco, ma fa il suo dovere assembrandosi in modo consono al sound della band. Steven, nonostante le precarie condizioni legate a qualche abuso, è perfetto. Sentire suonare da lui le parti di batteria dello storico “Appetite for destruction” non ha prezzo e i vari Sorum, Ferrer, Brain, seppure molto bravi come batteristi e magari sicuramente più tecnici, non riescono a ricreare quell’atmosfera. Steven, sicuramente ha indurito il suo sound nel corso degli anni, ma questo non era sfuggito a tanti che lo hanno seguito nei tour passati.

Il pubblico acclama Steven per tutto il concerto e lui risponde prendendo la parola in alcune occasioni e ringraziando, felice come un bambino, tutti i presenti. Man mano scorrono le varie “Rocket Queen”,”Mr Brownstone” (accolte con un boato), ”Civil War” che vengono intervallate da composizioni della band molto toste, quali “Alive”, un rock selvaggio che mi ricorda per energia e feeling la Snakepitiana ”Been there lately”, da “Stardog”, pezzo sempre veloce ma non grezzo e feroce come “Alive” e dalla semiballad”Fading”.

 

Breve pausa e la band torna sul palco per due bis storici:”Paradise city” e “Welcome to the jungle” e direi che è il delirio... con gente che poga e tantissimi che cantano ogni singola strofa (come il sottoscritto) a squarciagola. Un ottimo concerto di puro rock n’roll senza troppe menate e direi degnamente organizzato. Alla prossima caro e “vecchio” Popcorn.

 

 

Foto a cura di Fabrizio Tasso