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ANNIHILATOR

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SWORN AMONGST + SVÖLK

 

Live Club, Trezzo sull'Adda (MI) – 03/11/2010

 

Report a cura di Andrea Evolti

 

Foto a cura di Francesco Prandoni

 

 

 

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Ci sono cose che non tradiscono mai le aspettative...anzi che riescono perennemente a stupire in positivo. Tra queste (poche) cose, vanno annoverate gli Annihilator. La formazione canadese, creatura di Jeff Waters, da qualche anno in coppia con un altro funambolo musicale, Dave Padden, si presenta in gran forma all'appuntamento della data italiana del tour di supporto del nuovo ed omonimo album Annihilator, al Live Club di Trezzo sull'Adda, accompagnati da due ottimi opening act.

 

Dalla Norvegia gli Svölk rompono gli indugi, con la loro miscela di pesantissimo Hard'n'heavy dalle forti tinte power blues e southern hard-rock, caratterizzato dal doppio cantanto del chitarrista Jengt Castra e del bassista Thomas Österhaug. Sarà il primo di questi, ahimè, l'unica pecca della band scandinava, con una prestazione vocale non certo impeccabile, a differenza del suo compagno di band dedito al basso. Per il resto, 30 minuti di godibilissimo heavy/power/blues, per 4 musicisti esperti e navigati, anche se di supporto al loro primo ed omonimo full-length.

Passiamo da musicisti esperti ad una band molto giovane, ma davvero interessante e dalle grandi potenzialità come gli inglesi Sworn Amongst, età media 22 anni ma già 3 album e 2 EP alle spalle. La loro ultima fatica, Severance, viene supportata a piene mani dalla scaletta che mette in mostra una formazione affiatatissima e dedita ad un thrash/speed tecnico e furioso, suonato con intensità e classe, dove spicca il lead-guitarist Harvey Fox, vero virtuoso del chitarrismo violento ed elaborato, con assoli fulminanti che ricordano quelli Dave Mustaine per lo stile 'nervoso' ma di grande fattura. La loro esibizione è estremamente coinvolgente e porta le prime file (discretamente numerose; il locale è grande e comincia adesso a riempirsi) a lanciarsi in un pogo vivace, sotto i colpi di brani tratti anche da And So It Begins e Derision Of Conformità, grazie alla prestazione superba e pirotecnica del batterista Johnny Harper e guidati dalla voce dell’altro ax-man, Liam Liddell. Tra Death Angel degli esordi, Exodus e qualcosa dei Forbidden, uniti ad influenze di alcune bend scandinave di thrash ultra tecnico come i grandi Darkane, questo four-piece britannico si candida come una formazione estremamente interessante nel panorama thrash mondiale che non vuole finire per produrre solo cloni nostalgici del passato.

Ok, ammettiamolo, c’è poco da fare e da dire. Quando loro, gli Annihilator e, soprattutto, Jeff Waters, salgono sul palco, si potrebbe evitare di scrivere una recensione…pigro? No, non sono pigro…forse siamo noi giornalisti a non tenere il passo con questa meravigliosa macchina umana musicale. Punto uno non deludono mai; punto due, sorprendono sempre. Detto ciò cosa si può aggiungere se non che i pezzi del nuovo album, oltre ad essere di qualità superiore all’80% di quello che si sente in giro, dal vivo sono ancora più devastanti. Che i pezzi storici suonati da Jeff con le sue inseparabili chitarre Flying-V Gibson, ora munite di led luminosi rossi e blu nei capitasti, sono inarrivabili per bellezza, intensità e naturalezza, visto che l’ax-man canadese suona brani come Set The World On Fire, Hell is War o Plasma Zombie saltando a destra e sinistra, interagendo con il pubblico, facendo facce divertenti e giocando con il resto della band. Una band formata dall’altra faccia degli Annihilator, Dave Padden, cantante eccezionale per versatilità tecnica e doti espressive, capace di passare dalla furia vocale di Ultra-Motion alla fluidità melodica di un medley inedito, Phoenix Rising/Sounds Good to Me, una chicca da brividi d’intensa emozione. Padden, Waters ed il bassista Campuzano seduti, per far prendere corpo ad un’esibizione meravigliosa, da pelle d’oca e da standing ovation, che sancisce il mostruoso talento di Padden. E si va avanti, con una band affiatatissima e che mostra una forza d’urto incredibile in brani come King Of The Kill o la grandiosa Phantasmagoria, dove Jeff Waters torna al duetto vocale, supportato da un comparto cori da epoca d’oro del thrash. Gli Annihilator appaiono inarrestabili: non sbagliano un colpo, generano pogo di magnitudo 5, con pezzi come Funpalace e W.T.Y.D., veri razzi terra-aria lanciati grazie alla propulsione ritmica di Cantatore (drums) preciso e potente in velocità, quanto fluido nel molti cambi di tempo di pezzi intricati e pieni di stacchi come Ambush, 21 e Something Witchy. Lo spettacolo definitivo, però, sono sempre loro due: Jeff che dispensa virtuosismi chitarristici e Dave che assalta ed incanta con la voce, oltre a tenere il passo ritmico di Jeff (impresa epica) e doppiando alcuni suoi assoli (impresa sovrannaturale), supportati da un’affiatatissima ed impeccabile sezione ritmica. Concerto da incorniciare, superbo per intensità e qualità, oltre che per coinvolgimento di pubblico (anche se non tantissimi come il sottoscritto avrebbe voluto vedere…perdonate parla un fan) con ottimi suoni ed in una location perfetta, che raggiunge il suo apice nell’uno-due Crystal Anne/Alice In Hell, a sigillo di un concerto che può essere il migliore dell’anno, secondo solo all’epica performance di Ottobre degli Shadow Gallery. Unici, inarrestabili e spettacolari…proprio come il thrash!

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