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  DARK DECADENCE TOUR

 

 HARDCORE SUPERSTAR- 69 EYES -CRASHDIET

 

 @ Live Club - Trezzo D’Adda

 

Domenica 10 aprile 2011

 

Report a cura di Andrea Lami

La terza ed ultima data del Dark Decadente Tour si svolge a Trezzo d'Adda e lo staff di Rock Rebel Magazine si è mosso quasi nella sua totalità per potervi consegnare un report -scritto e fotografico- della serata, oltre alle video interviste di rito.

 

Ad aprire le danze troviamo gli svedesi CRASHDÏET, una band che ho avuto il piacere di incontrare dal vivo in occasione del Glamattak di quasi un anno fa. L’intro dei Judas Priest fa capire subito che si fa sul serio e che lo spettacolo sta per cominciare. La prima canzone eseguita “Down In The Dust” fa partire le danze ma il delirio si scatena quando le prime note di “Riot In Everyone” invadono il locale. Non sono da meno le successive canzoni, alcune delle quali sembrano essere uscite dalla penna degli Skid Row ed il bel singer Simon Kruz in qualche modo ci riporta alla mente Sebastian Bach, soprattutto per un discorso di grinta e di potenza vocale sulle note più urlate. La formazione è ben rodata e l'esibizione fila liscia come l'olio. La straziante “Beautiful Pain” ha il potere di catturar l’attenzione, ma le successive “Breakin’ The Chainz” e “Generation Wild” sembrano eseguite con l’intento non solo di scaldare, ma di dar proprio fuoco ai presenti.

Breve pausa, cambio di scenografia ed ecco salire sul palco i 69 EYES. L'ultima loro esibizione dalle nostre parti risale al 2009, la fame di 69 EYES è talmente elevata che i cinque musicisti dovranno faticare e non poco per ''saziare'' i presenti, ma bastano una manciata di canzoni per dimostrare a tutti quanto di buono sappiano fare. La profondità del vocione di Jyrki 69 -un misto tra Ian Astbury (Cult-Doors) ed Elvis Plesley- si espande per tutto il locale ma l’impressione che ne deriva è che il pubblico presente non venga reso complice, almeno non nell’immediato. Passano senza colpo ferire canzoni come “Devils”, “Wings & Hearts”, “Crashing High” o “Sister Of Charity” facenti parte del vecchio repertorio ed inserite in una tracklist che comprende per lo più brani presenti nell’ultima produzione (“Back In Blood” datato 2009). A fine esibizione la band viene richiamata a gran voce sul palco -in questo caso ero dubbioso proprio per la non totale partecipazione del pubblico- per l’esecuzione dei bis in versione prima acustica e poi elettrica. Chiudono il set “Brandon Lee” e “Lost Boy” forse due dei maggiori successi della band. La musica dei 69 Eyes nelle ultime produzioni, diciamo dopo la svolta gothic, poco c’entra con quella dei Crash Diet o degli headliner Hardcore Superstar. Ma la parte di pubblico affezionata a questa band riesce a far arrivare il suo calore e la sua partecipazione tanto che nelle canzoni un po’ più “rock’’ anche il resto del pubblico sembra esser coinvolto. Mattatore dell’esibizione è stato sicuramente il drummer Jussi 69: un indiavolato con le bacchette in mano.

Forti del recentissimo “Split your lip”, un album a dir poco perfetto, tornano nella loro amata Italia gli HARDCORE SUPERSTAR. Sono passati ormai molti anni dal quel “Bad Sneakers And A Pinà Colada” che tanto mi stupì. Ricordo come se fosse ieri la loro (forse) prima esibizione in Italia, in apertura del concerto degli Ac/dc a Torino (insieme ai Gotthard). Non erano certo conosciutissimi, visto che ero uno dei pochi esaltati durante il loro esordio nella terra dello stivale. Ho avuto occasione di vedere più e più volte la band e di osservare i miglioramenti. Anche a livello discografico il salto qualitativo è stato rilevante, anche se non mi sento di ''bocciare'' nessuna delle loro uscite, che di volta in volta ho apprezzato ed amato. L'ultima fatica è un disco di facile assimilazione che colpisce per completezza ed integrità. I primi tre pezzi sono “Sadistic girl”, “Guestlist” e “Split Your Lip” estratti dall’ultimo album, e hanno un effetto dirompente: il pubblico che prima si era scaldato sulle note dei Crash Diet, semi tranquillizzato/assopito con i The 69 Eyes, esplode letteralmente come una bottiglia di spumante agitata per due ore. “Liberation” è una delle sorprese della serata, insieme “Have You Been Around” e “Someone special” poiché tutte e tre fanno parte dell’album d’esordio ormai vecchio di ben undici anni, anche se il risultato finale regala agli ascoltatori tre canzoni freschissime. Anche in questo caso l’ultima release ha il sopravvento nella scaletta ma una parte di tutto rispetto se la ritaglia l’album “Hardcore Superstar” con l’esecuzione di ben quattro canzoni (“Wild Boys”, “My Good Reputation”, “Bag On Your Head” e “We Don’t Celebrate Sunday”). Quando Vic Zino imbraccia la chitarra acustica, Jocke lo presenta come il Dio dello strumento e parte un’esecuzione “Here Come That Sick Bitch” più toccante del solito, mentre Martin e Adde si riposano un attimo. Piccolo siparietto quando Adde cede le bacchette ad Eric Young (dei Crash Diet) per l’esecuzione di “Bag On Your Head”, prima dell’esecuzione di quella che una delle canzoni più potenti e coinvolgenti dell’ultimo album: “Last Call For Alcohol” che fa saltare e ballare tutti i presenti. La band ringrazia e saluta, ma qui nessuno dei presenti ha voglia di dire basta e dopo poco rieccoli salire sul palco pronti a regalarci ancora tre perle: “Moonshine” il cui ritornello viene cantato da tutti, “Someone special” di cui abbiamo già avuto modo di parlare ed infine “We Don’t Celebrate Sunday” dove, a metà del pezzo, salgono sul palco i membri delle altre band per una sorta di saluto finale.

Dopo circa tre ore piene di musica e sulle note di “Bedroom eyes”, del chitarrista svedese più famoso al mondo, il pubblico accorso si dichiara soddisfatto e piano piano guadagna l’uscita, non prima di essere passato dal merchandise a prendere un souvenir della splendida serata. Questo Dark Decadence Tour ha riscosso un grandissimo successo di pubblico, segno che queste band sono ormai affermate anche nel nostro paese. Non solo ne risentiremo parlare, ma avremo sicuramente il piacere di rivederli dal vivo.

 

 

SETLIST - THE 69 EYES

Devils

Ghettoway Car

Dead n’gone

Wings & Hearts

Dance D’amour

Kiss me undead

Crashing high

The Chair

Lips of Blood

Perfect skin

Sister of Charity

Never say die

Dead girls are easy

Feel Berlin

Heartbreak hotel

Rocker

Brandon Lee

Lost boys

 

SETLIST - HARDCORE SUPERSTAR

Sadistic girl

Guestlist

Split your lip

Liberation

My good reputation

Wild boys

Have You Been Around

Dreamin’ in a casket

Here comes that sick bitch

Last forever

Bag on your head

Last call for alcohol

Moonshine

Someone special

We don’t celebrate sunday

 

 

GUARDA LE FOTO DEL CONCERTO QUI  Realizzate da FRANCESCO PRANDONI