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NEW YORK DOLLS

 

Land of Live Legnano (Mi), 9 Aprile 2011

 

Report a cura di MauRnrPirate

 

 

Quando appresi pochi mesi fa, che una delle band che sicuramente aveva influenzato non poco la mia formazione musicale, avrebbe suonato in una location vicinissima a casa mia, non ci volevo credere. I New York Dolls, sabato sera hanno suonato al celebre “Land of Live”, un bel set di infuocato rock n’roll. Le vicissitudini della vita fanno che siano presenti solo due dei componenti originali: il cantante David Johanssen e il chitarrista Sylvain Sylvain. La formazione è completata dal bassista Jason Hill, dal chitarrista Earl Slick e dal collaudatissimo batterista Brian Delaney. L’affluenza del pubblico è stata davvero buona. Era presente ogni categoria di amante del rock. Dai glamsters piu’ incalliti e cotonati all’attempato signore di mezza età , insospettabile nella sua tenuta rockettara. Purtroppo erano assenti le nuove generazioni, forse distratte da nomi piu’ trasmessi nelle radio che da queste leggende viventi che senza loro molte bands del punk non sarebbero manco esistite: un nome su tutti, Sex Pistols.

In discreto orario, la band da una bella lezione di come deve essere il rock n’roll. Un piccolo problema tecnico che fa interrompere due volte le parti di batteria dell’iniziale e immortale “Lookin’ for a kiss”, vengono superati con nonchalance dal carisma di David Johanssen, sempre piu’ gemello di Mick Jagger e Steven Tyler, che ride e scherza sull’accaduto salutando tutti con un bel “Ciao Legnano” o meglio “Lignano”(come pronuncia lui). Sylvain Sylvain non sbaglia un colpo ed è il degno compagno al buon Johanssen. La band è di per sé molto defilata, specie il bassista Jason Hill, che non mi ha convinto per nulla. Troppo statico e troppo serio nel suo compito. Non son mancati quasi tutti gli hits storici ad eccezione di “Human Being” o “Too much ,too soon”.

Boati hanno accolto l’esecuzione di “Trash” con un bel sing a long del pubblico e “Personality crises”. Le parti di tastiera son state interamente eseguite da Sylvain Sylvain, che ha dimostrato fuori dal palco, un’eccezionale disponibilità verso i suoi fans, firmando autografi e concedendosi a svariate foto e soprattutto ha dimostrato di apprezzare parecchio il vino rosso italiano. Vari episodi dei dischi dopo la reunion del 2004 son stati eseguiti. Il singolo “Fool for your babe”, molto funkeggiante ha riscosso un discreto successo di gradimento, mentre personalmente voglio dimenticare l’episodio finale del concerto “End of summer”, una canzoncina sul generis, molto anni 60’ alla Eduardo Vianello e con un coro femminile di una tipa che era con loro sul palco. Parte finale che conclude la recensione: “Ma chi è che ha parlato di Topo Gigio a David Johanssen, visto che a un certo punto si è messo a citarlo?”.

 

Un concerto che mi ha lasciato piu’ che soddisfatto, anche se al posto di Jason Hill e Earl Slick avrei di nuovo voluto con loro Sami Yaffa e Steve Conte visto che per tristi motivi non si puo’ rivolere Johnny Thunders e compagnia bella.

 

 

Foto a cura di Luca Casella