CONDIVIDI

 

GASLIGHT ANTHEM

 

Sharks + Chuck Ragan

  

Magazzini Generali Milano 09 novembre 2010

 

Report a cura di Mattia Jay Giambini

 

Dopo soli 3 mesi dalla loro ultima calata Italica, ritroviamo i Gaslight Anthem, questa volta di nuovo in quel di Milano.

 

Visto il preannunciato sold-out mi presento in largo anticipo per potermi ascoltare anche la performance degli Sharks e di Chuck Ragan, ma soprattutto per ritagliarmi un posto dove potermi godere la performance con i volumi "al loro posto". Appostatomi a metà sala rimango piacevolmente impressionato da entrambi gli opening-act. I primi (Sharks) vengono da Leamington Spa, vicino Birmingham e la loro proposta la si può catalogare nel filone rock-punk che profuma di "vecchio" influenzato da Clash, Joy Division & co.

 

Dopo di loro, a calcare il palco, è Chuck Ragan, ex leader degli Hot Water Music che, tra l'altro, stando alle sue dichiarazioni di non molto tempo fa, starebbe lavorando ad un album proprio con Brian Fallon dei Gaslight Anthem. La proposta di Ragan è un country-folk-rock in puro "american style" suonato da una chitarra acustica, un'armonica a bocca e un violino che assieme alla sua voce cruda graffiante vanno a creare un'ottima atmosfera in attesa dei ragazzi del New Jersey.

 

Terminata la sua esibizione, il pubblico non aspetta altro che Fallon e soci, che, alle ore 22.15 circa, salgono sul palco dei Magazzini Generali ed accendono gli animi attaccando con la nuova "The Spirit of Jazz". L'impatto dei quattro sul palco è davvero travolgente, la "scuola" del boss Bruce Springsteen in questi casi si fa proprio vedere, soprattutto se si pensa che la band ha eseguito più di venti brani in 90 minuti. La setlist della serata poi non può lasciare nessuno a bocca asciutta, dato che i brani coinvolti sono stati presi dal primo "Sink or Swim", da "59 Sound" e dall'ultimo eccellente "American Slang" senza dimenticarsi dell'EP "Señor and the Queen". La cosa che più mi lascia senza parole è il fatto che la band non si fermi mai un minuto, sparandomi addosso una raffica di canzoni senza mai tirare il fiato, se non in un un paio di occasioni, ma per un brevissimo lasso di tempo.

 

I suoni, per quanto mi riguarda, dalla posizione in cui mi trovavo, sono stati più che soddisfacenti, andando così a coronare quello che a mio parere può benissimo andare a candidarsi per il titolo di "show dell'anno".