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RAGE + Golem + Bejelit

 

 Rock'N'Roll Arena, Romagnano Sesia 17 Aprile 2011

 

Report a cura di Andrea Evolti

 

 

 

Un locale bello ma, apparentemente per i die-hard fan, in un paese poco conosciuto ma magico, da scoprire; tutto questo per una band, i Rage, che non finiscono mai di elargire metal e creatività ai loro fan ed a tutti quelli che amano l'heavy metal di base classica ma senza troppe barriere.

Aprono la serata una delle più particolare metal band italiane dedite al power di stampo U.S. con infiltrazioni di Blind Guardian-sound, gli home-boy Bejelit, i cantori di Berserk. Sfortunatamente, il sottoscritto, per un piccola deviazione, riesce ad arrivare solo a concerto ampiamente iniziato. La prova Comprendeva 25 minuti iniziati con Rostov, opener dell'ultimo You Die and I e conclusisi, dopo la cover di The Trooper, con il classico Bejelit. Poco tempo per dare un giudizio, se non segnalare che l'ingresso di Jacopo Bersan, l'ascia che sostituisce Daniele Genugu, sembra essere stato ben metabolizzato dal five-piece piemontese, che è sembrato in buona forma. Attendiamo prove sulla lunga distanza per confermare il trend positivo di uno dei fiori all'occhiello del power nazionale.

Vengono dalla Puglia ma sembrano una ben riuscita fusione tra gli In Flames (da Clayman in avanti, va precisato) ed i Lamb of God. Si chiamano Golem e, con appena sfornato il secondo lavoro One Bullet Left, danno vita a circa 40 minuti di ottimo e coinvolgente melodic death di scuola svedese, ben incrociato con la potenza del thrash di ultima generazione come, Lamb of God (appunto) o As I Lay Dying. Pezzo forte della band, per bravura ma anche per stile e personalità, il lead guitarist Ottavio Marzo, che con i suoi solo dona quel tocco in più di personalità alle composizioni del quartetto pugliese. Il pubblico reagisce molto bene, perchè i pezzi sono coinvolgenti e ben suonati, attraversati dalle raw vocal del cantante/chitarrista Matteo De Bellis, anche se il segno della band di Friden è molto marcato, fino quasi a sfiorare il plagio per via delle intro campionate che sembrano veramente prese da Clayman o Reroute to Remains. Se sapranno metabolizzare ed evolvere le proprie influenze, trasformandole in materiale per la loro creatività, i Golem potranno riservarci interessanti sorprese.

I Rage sono una di quelle band particolari, da culto, non solo per la fedeltà con cui i fan li seguono, ma proprio per la loro identità musicale e la capacità creativa che da sempre caratterizza il power-trio guidato dal simpaticissimo Peter 'Peavy' Wagner. Forti di una lunghissima carriera ed una discografia sconfinata, di cui l'ultimo Strings to a Web è il tassello numero 19 (tenendo conto solo dei full-length) il three-piece di Herne parte subito con Edge of Darkness, opener dell'ultimo lavoro, dove ad imporsi è subito lo smisurato talento di Victor Smolski, uno dei chitarristi dotati di maggior tecnica e gusto, del panorama metal odierno. La splendida miscela di power/speed melodico, ma con la potenza della scuola americana e le venature armoniche e ritmiche dell'hard rock, fa subito presa sul pubblico del RNR Arena, che sostiene con tutte le sue energie Peavy e soci nelle successive Soundchaser ed Hunter&Prey. A spingere questo galeone a reazione, c'è un propulsore di nome Andrè Hilgers, questa sera in stato di grazia per potenza e fantasia negli abbellimenti con giochi di piatti a pezzi quali Drop Dead o Empty Hollow.

Affiatati e guidati dalla voce e dalla personalità di Peavy e dalle architetture di Smolski, i Rage continuano ad infiammare i presenti, nonostante qualche piccolissimo problema sulla taratura dei suoni, poi facilmente risolto, passando dalla meravigliosa Set this World on Fire (tratta da Unity) all'anthem War of Worlds che chiude la prima parte dello show, prima dell'esibizione solista di Smolski, che introduce all'ultima parte (che vedrà per altre due volte la band richiamata sul palco) con Straight to Hell e la chicca conclusiva della cover Highway to Hell (gioco di titoli...ma non citiamo gli autori dell'ultimo pezzo, per evitare di offendere l'orgoglio di chi legge con citazioni superflue), a suggello di un concerto ancora una volta straordinario e particolare, ancora una volta unico come il loro stile, privo di steccati e stereotipi che, troppo spesso, finiscono per uccidere la creatività dell'heavy metal. Solo tanta fantasia, talento e passione....per una creatura unica che si chiama Rage. Memorabili come al solito.

 

 

Foto a cura di Fabrizio Tasso

Golem

Bejelit