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SUTUANA

Araba Fenice

SG Records

 

Dopo un buon esordio datato 2007 (“PerdutaMente…”) tornano a far parlar di loro i mantovani Sutuana nati dal 2006, con all’attivo molte esibizioni dal vivo nella parte alta della nostra penisola. La musica proposta in questo album non si distanza tantissimo dal precedente full lenght forse anche perché è partorita ancora una volta dal binomio Nicoli/Zagni. L’hard rock proposto dal quartetto è facilmente paragonabile ad un mix tra i migliori Rats incrociati ai primi Dhamm forse complice anche il cantato in italiano.

Un intro chitarristico ci introduce “ArdenteMente”, che sembra riprendere il discorso interrotto con il primo album e non solo per il modo in cui è scritto il titolo del pezzo. “Senza identità” ha una ritmica un po' più sostenuta che ci fa batter il tempo per tutta la durata della canzone. Arriviamo a “Distante” un pezzo per cui mi vengono spontanei alcuni accostamenti non proprio comodissimi: il primissimo Vasco Rossi per il testo ed i primi Iron Maiden per il lavoro chitarristico sempre in bell'evidenza. L'ascolto dei disco schizza via come il tappo dello spumante allo scoccare della mezzanotte del 31.12. Se si vuole cercar il pelo nell'uovo, l'unico neo potrebbero essere i ritornelli non semplicissimi e poco immediati, ma qui entriamo nel discorso delle due facce della stessa medaglia: c'è chi vuole il ritornello semplice che ti si stampa in mente e chi invece preferisce qualcosa di più ricercato, qualcosa che possa lasciar un'impronta anche negli ascolti successivi. Diciamo che i Sutuana sono più vicini alla seconda ipotesi. Mai titolo fu più azzeccato per un album (di meglio mi viene in mente solo “Made in heaven” dei Queen), visto che la storia della fenice calza alla perfezione perché, come nella leggenda, anche i Sutuana riescono a risorgere dalle proprie ceneri. E di ceneri si tratta in quanto -come scritto all'interno del cd- alcuni ignoti hanno dato fuoco alla loro sala prove. Il quartetto non si è perso d'animo ed è riuscito a “salvare” qualcosa sfruttando quel poco che è rimasto della saletta per farne una location per la realizzazione delle fotografie contenute nell'album stesso. E proprio da lì sono ripartiti, ancora più forti di prima. Il consiglio è di fare come l'araba fenice, assaggiate anche voi di queste dodici perle d'incenso.

 

Recensione di Andrea Lami