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GILBY CLARKE – ITALIAN ACOUSTIC TOUR 2011

 

(Promoter: SECONDO AVVENTO PRODUZIONI)

 

- TOUR DIARY –

Testo e foto a cura di  Patrizia Cogliati

È un grande onore per me poter narrare gli aneddoti e i retroscena di una settimana trascorsa insieme a un uomo che non è solo parte della storia del rock, ma una delle persone più straordinarie che abbia mai conosciuto. Abbiamo macinato chilometri su chilometri attraversando l’Italia come un elettrocardiogramma a bordo della “tour bus boat” dei Lola Stonecraker, la band che ha accompagnato Gilby Clarke in questa avventura che difficilmente potrà sbiadire dalle nostre memorie.

 

 

 

16th May - DAY ONE: Venice, meet & greet at Hard Rock Cafè

Camminiamo per le calli di Venezia e stiamo andando a prendere Gilby Clarke in hotel. Sì, Lo ammetto: sono emozionata. E chi non lo sarebbe? Anche il tempo ci ha graziati regalandoci una splendida e fresca giornata di sole, ma io ho ugualmente le mani spugnate quando ci presentiamo. Giunti all’Hard Rock Cafè non facciamo neppure in tempo a sederci che arrivano i primi fedeli fan muniti di macchina fotografica, cd e pennarelli. Gilby sembra di ottimo umore nonostante le interminabili ore di volo da Los Angeles e lo diventa ancor di più quando ci servono una ghiotta cena a base di american steaks. Il monitor alle nostre spalle proietta le sue immagini e in tutto il locale risuona l’ultimo best album “Gilby Clarke”. Da subito mi rendo conto di essere seduta al tavolo con una persona dolce e gentile, che non perde occasione per scherzare e chiacchierare con tutti. La serata prosegue con le interviste e gli autografi di rito, salutiamo lo staff del locale che ci ha decisamente coccolati e ci incamminiamo per una gita notturna tra piccoli chioschi di gelato e bar. Chiaramente, possiamo non fargli assaggiare il famigerato spritz? O non farlo salire sul ponte di Rialto? Non è stata la sua prima volta nella città, ci racconta di aver già visitato l’Italia e trascorso le vacanze in famiglia tra il Lago di Como e Roma. Non è stata nemmeno la mia prima volta in quel di Venezia, ma questa è di sicuro molto più entusiasmante …

Lo riaccompagniamo in albergo e tutti a nanna presto pronti per il primo viaggio.

17th May – DAY TWO: Udine, live at Black Stuff

Un’altra mattinata di sole! Insieme agli organizzatori del tour, Alvise e Fabio, raggiungo Gilby che è impegnato in una photo session con il mitico Alex Ruffini e ovviamente mi infilo in mezzo alla foto finale di gruppo. Quasi mi scendono due lacrimucce quando Alex tira fuori la maglietta del concerto di Modena del 1993. I was there! E ora sono qui... quante sorprese può riservarti la vita? Una pizza al volo e poi tutti in barca dove Gilby diventa subito il nostro capitano e si mette a navigare lungo il Canalgrande. Sottofondo musicale: Live Era, mi pare scontato no? Attracco da manuale ed ecco arrivare un’altra “nave”… il tour bus dei Lola Stonecraker che diventerà un po’ la nostra seconda casa su ruote per i prossimi giorni.  Al volante c’è Dave, del duo solista della band, e mi pare sia emozionato quanto me dato che ha un sorriso a 456 denti stampato in faccia.

Dunque, qui c’è da fare una premessa: avevo pensato di usare come sottotitolo di questo tour diary la frase “L’uomo che sorregge il Papa” e spiego subito il perché. Mi ribalto dal ridere quando noto che sul cruscotto del furgone c’è un piccolo Papa Wojtyla, di quelli fatti a caricatura che muovono la testa (niente di blasfemo credo, è stato comprato a Roma!). Alla prima curva ecco che il papa cade e Gilby esclama: “Nooo the pope! Stay here!” e per i 10 minuti a seguire è un continuo cercare di farlo stare in piedi. Giunti a destinazione è subito il momento del primo sound check. Il Black Stuff è un locale davvero carino, in stile Irish pub e già si prospetta un ottimo spettacolo.

Uno due tre prova ma… che succede? Qualcuno non si ricorda il testo di Sweet Child of Mine? Cavolo, il guaio è che non ce lo ricordiamo nemmeno noi! L’emozione gioca troppi strani scherzi! Tappa rapida in hotel, doccia e ritorno al pub. Atmosfera caldissima, locale strapieno di fan, sembra di vivere in una di quelle scene da film anni ’80. Il pubblico si è stretto intorno al palco, chi seduto, chi in piedi per gustarsi l’esibizione dei Lola in acustico e quando arriva il nostro uomo è un’ovazione. Io e i ragazzi della band ci piazziamo in zona backstage ma solo per stare tranquilli eh, non perché lo staff ha organizzato un gran buffet con ogni ben di Dio.È bellissimo: Gilby è in piena forma, i suoni perfetti, il pubblico non smette mai di cantare. Una set list che ripropone le sue hit e anche qualche chicca intramontabile come "Knockin’ on heaven’s door" e "Wild Horses". Sulle note di "Tijuana Jail" si chiude lo show ma non la serata. Ad uno ad uno, tutti i fan si stringono intorno a G. che non ne lascia andare via neanche mezzo senza foto e autografo. Il pubblico di Udine mi ha veramente stupita: non ero mai stata in questa città e sinceramente non mi aspettavo persone così calorose. , non so perché … sarà che l’estremo nord da quell’idea di freddo? Grazie Black Stuff e grazie al proprietario del magnifico soggiorno che ha preparato un after show con cena da gourmet. Tutti a nanna ora, domani si riparte!

18th May – DAY THREE: San Donà di Piave (PD), live at Revolver Club

Terzo giorno di sole, quest’uomo ha portato con sè anche il clima losangelino. Non troppo mattinieri (siamo rockers… e insomma!) ci dirigiamo di nuovo verso Venezia. È decisamente presto, quindi una gita all’outlet ce la possiamo concedere. Ho intuito che Gilby ha una passione per i gilet, Christian (drummer dei Lola) per i pellicciotti di Prada da 5000 euro. Perché non l’hai comprato Chris??? Ti donava un sacco! Cerchiamo un qualsivoglia posto dove pranzare e capitiamo in un simpatico e caratteristico ristorantino che ci spenna vivi per un piatto di pasta al forno cucinato con ingredienti a vanvera. I miei elogi allo chef, Gordon Ramsay sarebbe fiero di te. Un attimo di siesta in albergo, non prima di aver lanciato il tormentone del giorno: “la sindrome di Tourette”. Imitazione di Gilby da premio Oscar. Ok, si arriva in perfetto orario al sound check, il Revolver è una figata! C’è anche una magnifica signorinella bulldog inglese che ci tiene compagnia, sembra apprezzare in modo particolare la cover Relax dei Frankie goes to Hollywood che i Lola Stonecracker proporranno per lo show in elettrico. Ad aprire questa serata è il trio padovano The Sade, mi chiedo come un vocione del genere possa uscire fuori da un giovanotto così esile. Partitino a biliardo e vai con i Lola per il secondo show della settimana. Il club non è propriamente gremito ma Gilby riesce comunque a rendere il tutto speciale. Altro giro, altro regalo! Thanks Revolver! Nota personale della serata: complimenti al dj per una scaletta clamorosa. Sarà il caso di dirigerci verso il letto visto che domani ci attendono 600 km? L’unico inconveniente è che ci è toccato di rivedere per 3 volte di fila la stessa rotatoria: forse ci siamo leggermente persi.

19th May – DAY FOUR: Rome, live at Locanda Blues:

La mia sveglia è geniale, la punto sulle 8 del mattino e suona un’ora dopo. Anyway, ritrovo a colazione, chiusura bagagli e via che si va. Dovrò rimangiarmi una parte di ciò che ho detto prima a proposito della scaletta del dj perché sembra che Gilby non abbia apprezzato particolarmente "Bad Medicine" dei Bon Jovi: gli è entrata in testa e non sembra volersene andare. Mentre chiacchieriamo in attesa che basso e batteria si decidano a prendere l’ascensore, mi accorgo che la pistola giocattolo con cui scherzavamo ieri notte non è più nella tasca della portiera: un Gilby Clarke versione sbirro in borghese con la pistola in cinta ci piace tanto! Eccoli, i due mancanti sono arrivati, giusto in tempo per la barzelletta: “Un batterista e un bassista si lanciano dal tetto di un grattacielo, chi tocca terra per primo? …. A chi importa?” Grande Gilby! E povero Christian! Il viaggio è veramente interminabile, Padova – Roma con sole due soste non è una cosa che si fa tutti i giorni. Ma siamo arrivati nella capitale, Roma caput mundi. Peccato non avere il tempo per una passeggiata in centro. Locanda Blues, un altro bellissimo locale dove veniamo accolti da un altrettanto amabile staff. Ci siamo, vedo Alex, Dave, Max e Gilby che provano una canzone: questo significa che saliranno sul palco tutti insieme! Gilby viene accompagnato in hotel, ma qualcuno si dimentica di noi nel parcheggio: niente paura, a quell’ora la via Cassia non è così trafficata. Tornate a prenderci, grazie?! Uno snack da asporto nell’immancabile rosticceria malfamata del quartiere e la serata ha inizio. Oltre ai Lola stasera abbiamo il piacere di ascoltare una tribute band locale dei Guns n’ Roses, i Rocket Queen. Lasciamo il palco a lui adesso.

Non apprezzo particolarmente i locali in cui la gente sta seduta ai tavoli durante i concerti, ma in questo caso la cornice è così intima che è decisamente perfetto. Un'altra serata sold out per un'altra ora di puro “motorcycle” rock’n’roll. Bellissimo e sicuramente emozionante momento quando Gilby e i Lola Stonecracker salgono nuovamente sul palco, questa volta insieme, per darci la carica finale con "It’s so Easy" e "Sweet Child of Mine". E ora l’assalto. Come ho già detto, nessuno esce dal locale senza aver avuto la sua foto. Nemmeno il dolcissimo gattino che ha tenuto compagnia a Gilby per un’ora di autografi. Amore lui! Questa toccata e fuga nella città d’Italia che adoro di più per me è stata diversa dal solito, non sono triste pensando che domani ripartirò.

20th May – DAY FIVE:  Milan, live at Eon club

Padova – Roma, Roma – Milano … che dire, una passeggiata. Fa caldo ragazzi … troppo caldo maledizione! Siamo tutti abbastanza provati, il viaggio prosegue in un silenzio interrotto solo da qualche bottiglia d’acqua che gironzola per il furgone. Ci fermiamo a fare rifornimento. Il parabrezza sembra un po’ sporchino, Gilby scende a dargli una pulita: mi pare ovvio tocchi a lui, no? Quest’uomo non finisce mai di stupirmi!

Un’ora incolonnati in tangenziale come di consueto e arriviamo all’Eon club, che

per la gioia di Gilby, si trova proprio sopra ad un concessionario di motociclette.

Localino piccolo e molto particolare, azzeccatissimo per un acoustic set. Arrivando in hotel noto un angolino strepitoso dove poter fare finalmente la photo session tanto attesa. Sofa fucsia, muro grigio scuro… perfetto! Gilby acconsente e ci diamo appuntamento per le 22. Ovviamente alle 21.59 arriva una delegazione di giapponesi (credo sbronzi di sakè), che si piazzano sul mio sofà e intorno ai tavoli a giocare a briscola nipponica, urlando peggio dei vecchietti da bar. Ma cosa ho fatto di male?!

Prendo in mano la situazione, li sfratto gentilmente dal divano e realizzo la mia impresa.

Un altro spettacolo che ha entusiasmato i presenti, tante altre foto di rito e un’altra giornata finisce. Sono quasi incredula: 20 anni fa mi divertivo a fotografare Gilby dalla tv, stoppando il video del live in Tokyo, oggi l’ho fotografato sul serio…

21th May – DAY SIX: Pisa, live at Borderline

Come sempre sono quella che si sveglia con due ore di anticipo: il buffet dell’Holyday Inn mi chiamava dal piano terra! Ricca colazione per tutti, solo dopo aver capito come funziona il maledetto tostapane, e si riparte alla volta di Pisa. Scegliamo di attraversare la Cisa, vuoi per il panorama, vuoi perché dell’A1 ne abbiamo le tasche discretamente piene. Riconosco tanti luoghi familiari: la Liguria, le Alpi Apuane, Sarzana… anche a Gilby piacciono molto, è un piacere vederlo così rapito da questi posti a me cari.

Giunti a Pisa lasciamo che gli altri ragazzi facciano il check in all’ostello, sì, proprio quello con l’insegna enorme “Hostel”, sperando che nessuno li faccia fuori con la motosega. Raggiungiamo il Borderline, quanto amo questo locale!! E’ spettacolare, ti sembra di essere finito al confine col Messico. Mentre Gilby prova qualche pezzo con la band che stasera farà da spalla oltre ai Lola, i J27, io mi guardo intorno e cerco una postazione tattica per scattare. Prevedo il pienone totale stasera, meglio premunirsi onde evitare spargimenti di sangue per un posto in prima fila. Arrivo all’hotel dove Gilby viene subito riconosciuto dal receptionist incredulo di poterlo ospitare. Siamo alloggiati in una zona magnifica, circondata da un’oasi. Ma come diavolo si dice airone in inglese?!? La cena è prevista dal mitico Giorgio, una bella tavolata fra amici è quel che ci vuole prima di iniziare il sabato sera. Anche il photo bomber nascosto dietro la finestra ha regalato però! Come immaginavo arriviamo al locale che è già fitto di gente, quando i Lola stanno per finire il set. Tocca ai J27 adesso, che ci propongono il loro rock graffiante. Mezz’oretta di acustico e Gilby imbraccia una Les Paul, i J27 lo seguono e sulle note di It’s so easy il pubblico esplode. C’è pure il pogo, help! Serata favolosa, ne ero sicura.

22th May – DAY SEVEN:  Fiesse (BS), live at Happy Days

Prima ed unica mattina in cui mi sveglio in ritardo. Sarà che non vorrei più tornare a casa. Lasciamo questa bella oasi e ci incamminiamo verso Piazza dei Miracoli per la gita alla Torre pendente. Io e Gilby non l’avevamo ancora mai vista, Alvise the manager invece, che si ritrova a Pisa per la 5 volta in due mesi, ha ormai stretto amicizia con i venditori delle bancarelle. Nessuna foto idiota da turista, per fortuna (o forse si?), un gelato dal gusto indefinito e salutiamo anche Pisa. Ultima tappa del tour è Fiesse, dove lo staff dell’Happy Days ci accoglie da subito con un affetto ed un’affabilità incredibili.

Entro nel locale e vedo striscioni di benvenuto, sguardi commossi, qualcuno scappa pure in bagno a tentare di calmare l’emozione. Tutto ha un’aria così amichevole, tanto che al sound check Gilby decide di licenziare Christian e prende il suo posto alla batteria. One two three check, ok. Si può andare a mangiare. Anche questa notte la passeremo in un bellissimo hotel immerso nella natura, con oche e pavoni a farci compagnia. Carine eh, ma se evitassero di starnazzare come delle ossesse ne saremo tutti grati. Temo per le poche ore di sonno che ci potremo concedere. Il pubblico dell’Happy Days si sta già scalmanando per l’esibizione dei Lola Stonecracker (Mc Kenny’s Place spacca davvero il culo ragazzi), cosa accadrà quando Gilby monterà sul palco? Ecco, succederà questo: il casino totale. Ancora più casino quando per la seconda volta tutti insieme, Lola e Gilby, echeggiano Monkey Chow, Tijuana Jail e ahimè concludono la serata con Sweet Child of Mine. Alex fa un discorso di ringraziamento che mi commuove. Ho la lacrima facile stasera, lo so! In camerino è il momento per la band di salutare l’amico e compagno di viaggio che credo abbia realizzato per loro un bellissimo sogno. Che momento triste, accidenti. Posso solo immaginare cosa significhi per un musicista poter dividere lo stesso palco insieme a uno dei propri idoli e doversi separare dopo una settimana come questa. E con il nodo in gola ce ne andiamo tutti a letto, sperando che le oche e i pavoni siano stati sedati.

23th May – THE LAST DAY: Goodbye Gilby

Fuori è ancora buio quando suona la sveglia. Il mio umore non è dei migliori, so già che ci scapperà di nuovo la lacrima. Il simpatico e silenzioso pavone sul tetto ci saluta, carichiamo i bagagli in macchina e imbocchiamo l’autostrada per Milano, destinazione aeroporto di Malpensa. Mentre albeggia ripenso a questi giorni trascorsi insieme ad un uomo straordinario, tutti noi abbiamo avuto la fortuna di conoscere non solo il Gilby Clarke musicista, il Gilby Clarke del Use your Illusion tour. Abbiamo conosciuto una persona squisitamente dolce, gentile, spiritosa e dall’animo semplice. Un uomo che rimarrà nei nostri cuori e che ci mancherà incredibilmente, quando torneremo alla nostra vita di tutti i giorni. Siamo all’ingresso del gate… goodbye Gilby, see you soon!

 

SET LIST ACOUSTIC TOUR:

GOOD ENOUGH 4 RNR

MOTORCYCLE COWBOYS

BLACK

DEAD FLOWERS

SKIN N BONES

CURE ME…

KNOCKIN' ON HEAVEN’S DOOR

SWEET CHILD OF MINE

TIJUANA JAIL

 

 

PATRIZIA COGLIATI PHOTOGRAHER
WEB: www.musicphoto.it