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U2

360° TOUR

Martedì 7 luglio 2009 Stadio Meazza S.Siro Milano

 

Report a cura di MauTheRnrPirate

 

Ho visto tantissimi concerti in vita mia ma ogni volta che un concerto degli U2 si avvicina, sale in me  una sana trepidazione e sono ben consapevole che sto per assistere ad un evento. Lo stesso entusiasmo mi pervade appena parcheggio la mia macchina a circa due chilometri da San Siro e mi avvio ad assistere alla prima delle due date italiane a San Siro dell'attesissimo "360 tour", che ha fatto registrare il tutto esaurito con i biglietti in brevissimo tempo.
Leggendo sulle varie riviste e navigando in Internet, ero informato che il palco usato dagli U2 questa volta era qualcosa di mai visto prima, ma tra il leggere e vedere di persona, la differenza è veramente enorme e quando mi son seduto al mio posto nel secondo anello blu, sono rimasto a dir poco a bocca aperta dalle dimensioni e dalla bellezza dell'imponente stazione spaziale a forma di ragno usata dagli U2 per questo tour. L'attesa si è svolta tra varie canzoni di sottofondo e varie "ola "fatte dal pubblico, che puntualmente fischiava una parte dello stadio, che a un certo punto, proprio non voleva saperne. In quasi perfetto orario  e dimostrando per l'ennesima volta la loro immensa professionalità, i quattro irlandesi più famosi del pianeta sono saliti sul palco. Ho letto varie recensioni sull'evento, qualcuno ha parlato di band svogliata e senza tono. Bene, non credete una virgola di queste affermazioni, li ho visti sei volte e mi hanno deluso solo nel tour di Pop a Reggio Emilia 1997 davanti a 150.000 persone. La band è in  forma smagliante e inizia lo show con ben quattro pezzi dall'ultimo "No line on the horizon" tra cui la ballatissima e cantatissima "Get on your boots". Sugli schermi appaiono spesso i testi delle canzoni e la traduzione in un italiano a dir poco maccheronico di quello che Bono comunica ogni tanto ai presenti. Sulle passerelle vanno ogni tanto anche The Edge e Adam Clayton per la loro immersione da vicino con i loro fans delle prime fila.

I pezzi storici sono eseguiti quasi tutti e ci sono assolute chicche quali "The unforgettable fire", un pezzo storico dall'omonimo capolavoro, molto difficile da cantare e che Bono canta invece alla perfezione e soprattutto "Party girl" che viene eseguita sul palco con la presenza della figlia di Bono che compie gli anni proprio quel giorno e viene festeggiata con spumante, si spera di italiana produzione. Toccante è l'omaggio a Michael Jackson su "Angel of Harlem" e la band esegue, comunque sinceramente male, pezzetti degli hits del appena defunto Re del Pop, vale a dire "Don't stop til you get enough" e "Man in the mirror". C'è anche ad un certo punto un grosso rimprovero di Bono al premier italiano Silvio Berlusconi, reo secondo lui di non aver mantenuto le promesse fattegli a riguardo della fame del mondo e lo si invita insieme agli altri potenti della Terra, riuniti quei giorni a L'Aquila per il G8 a fare qualcosa per queste popolazioni. Lo schermo diventa spesso anche coreografia e stop e bellissimo è l'effetto dei grattacieli di New York sulla ormai classica "City of Blinding Lights".
Altri momenti da ricordare son un'esecuzione praticamente fatta col pubblico del classico di Ben E.King "Stand by me" e di una "I still haven't found what i'm looking for"a dir poco emozionante. Toccante è anche l'omaggio alla Presidentessa Birmana costretta da tantissimi anni  a vivere ostaggio nella sua casa durante "Walk on" con gente che sale sul palco con la sua maschera davanti e si pone a cerchio e tale canzone poi finisce con le parole di un grande quale Martin Luther King.

Anche questa volta gli U2 hanno trionfato e per chi li vuole seguire durante il tour, dico solo che ogni sera cambiano scaletta.
In U2 we trust.

MauTheRnrPirate

 

Publicato il 18 luglio 2009