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Recensione EXILIA - Decode

EXILIA

Decode

ZYX Music

data release: 30 marzo 2012

 

 

Ho proprio voglia di parlarvi degli Exilia. Credo di non aver mai recensito un cd di questa band, ma ne ho sempre seguito la carriera. Gli Exilia sono italiani e nascono come una sorta di Guano Apes incazzati, con una grinta e una voglia di spaccare il mondo. Caratteristiche queste, che insieme alla qualità delle canzoni composte ed al genere proposto (fresco e “di moda”) ha permesso loro di suonare molto in giro e di riscuotere un ottimo successo all'estero, grazie anche ai tour fatti insieme a band come i Therapy?, Rammstein, Il Nino e Pink.

 

L'album in questione si compone di dodici brani ed è un concentrato di potenza che viene espressa anche quando le canzoni rallentano un pochino il tiro (“Emily”, “Invisible”, “My Exception”) ma il leit motif di questo lavoro è rappresentato da una sorta di voglia di spaccare tutto. Lo si capisce già dall'opener “Satellite”, che ha la potenza di un 747 in fase di decollo: il suono se vogliamo si è avvicinato al nu-metal con i suoni delle chitarre che son diventate più scure e strizzano l'occhio ai Korn. Il singolo “Over The Edge” del quale è stato fatto anche un videoclip ha tutte le qualità per entrarvi in testa già al primissimo ascolto. “Unconventional” non fa altro che confermare quanto precedentemente ascoltato: rabbia, violenza, potenza ma anche ritornello semplice e diretto.

 

Non mancano le novità, frutto di anni di carriera da parte della band ed in “Myself” e “Forever” saltano all'occhio (orecchio?) evidenti i cambi di tempo di Rob Iaculli che insieme a Marco “DonPrivacy” Valerio formano la nuova sezione ritmica. Il chitarrista Aimer sostituisce degnamente il membro fondatore Elio, mentre della cantante, compositrice, produttrice Masha Mysmane ho molto da dirvi: una persona splendida, tanto animale da palcoscenico quanto dolce appena finito il concerto stesso. Caratteristiche che sono riscontrabili in ogni composizione a firma Exilia. Ed è proprio dal lato più dolce, melodico che vi parlo del brano posto in chiusura dell'album: “In My Vein” è una canzone che merita un capitolo a parte per lo spessore, cosa che viene maggiormente evidenziata se lo stesso viene inserito in chiusura di un album potente come “Decode”. Il testo della canzone rappresenta un saluto ed un ringraziamento ad una persona cara, ma con la consapevolezza e la maturità di aver in qualche modo accettato questo addio. Toccante. Non fate l'errore di non dare un'ascoltata a questo album perché ve ne pentirete amaramente, gli Exilia sono riusciti a superare il loro masterpiece “Unleashed” ed il consiglio è doppio: 1. fate vostro questo album che sarà capace di soddisfare il vostro palato sempre alla ricerca di nuovi sapori ma fedele al rock-metallo di qualità e 2 non appena vedete che gli Exilia passeranno dalle vostre parti, andateli a vedere, dal vivo sono ancor meglio che su cd. Una macchina da guerra.

 

 

Recensione di Andrea Lami