CONDIVIDI

lun

07

mag

2012

Live e Foto Report GROEZROCK 2012 @ Meerhout, Belgio - Day 1 - Sabato 28 Aprile 2012

Report a cura di Andrea “Canthc” Cantelli (scrive in nero) e Marco Ricciotti ( scrive in blu)

Foto a cura di Andrea “Canthc” Cantelli

Oggi io e Marco dobbiamo solo raccontarvi di quel che è il più importante festival europeo punk rock che ci sia, la scaletta è il top che ci possa essere, quindi proviamo a dirvi un po’ meno cazzi nostri del solito e parlarvi della band…e sono sicuro che non ce la faremo, quindi glisso sui 1.300 km in macchina che ci portano al festival e lascio la parola al mio collega per la sua presentazione.

 

 

Per un festival con così tante band fare il report in tag team (come nel wrestling) è quasi d’obbligo. In più ci sono delle band di cui Cant non riuscirebbe proprio a parlare e come successe qualche anno fa riguardo i Touché Amoré, il commento sarebbe: “Non so, io ascolto gli MxPx”, una risposta tanto corta quanto pregna di significato. 

 

Prima band per quel che riguarda la mia scaletta sono i Chixdiggit! da Calgary con special guest Keepi Ghoulie al basso. Non è per niente facile aprire un festival di queste dimensioni e per di più suonare alle undici del mattino, i suoni sono ancora approssimativi e il pubblico sta per lo più ancora entrando e non è ancora caldo. La band Canadese che nel corso degli anni ho visto moltissime volte porta a casa uno show decente, niente di più. Solo Manca è esaltato, ma lui ha un metro di giudizio eguagliabile al tizio che in tv fa “Orrori da gustare” che per la cronaca una volta era in un paese dell’Est e si è mangiato l’intestino crasso di non so cosa e ha detto che sapeva di merda ma gli piaceva lo stesso…insomma lui e Manca non sono affidabili per niente.

 

Tempo di seccarsi una birra “Jupiler”, sponsor alcolico del festival assieme allo Jagermeister e arriva il turno degli Authority Zero, che come al solito dal vivo sono piacevolissimi. Il pubblico si comincia a scaldare al suono del loro skate punk con forti contaminazioni reagge. Riesco a vedermi solo la prima parte della performance perché in scaletta si sovrappongono con i The Copyrights e dopo neanche una decina di pezzi schizzo via all’impericon Stage.

 

Il primo giorno siamo partiti con i Copyrights, purtroppo i primi gruppi della scaletta suonano sempre nel main stage e ciò è non è buono. Viene da sè che un gruppo che suona al mattino è un gruppo relativamente piccolo e i gruppi relativamente piccoli stanno bene nei club o al limite nei palchi piccoli, senza transenne, con il pubblico accalcato davanti alla faccia e non sparpagliato di fronte ad un palco gigantesco. Suonando in un palco grande, i Copyrights non hanno potuto dare il massimo, proprio come successe l’anno scorso per i Dead To Me. Con questo non voglio dire che il loro non sia stato un buon concerto, tutt’altro, del buon punk rock come si deve, suonato bene che fa partire col piede giusto una dura giornata di festival.

 

 

Eccoci ad uno dei momenti più attesi dal sottoscritto, infatti è arrivato il momento per la mia “prima volta” con i The Menzingers, la band che molto probabilmente per il sottoscritto a fine anno avrà fatto il disco migliore “On the impossible past”. Dal vivo non deludono le mie aspettative e regalano a me e agli altri presenti un concerto impeccabile, dal vivo inoltre reinterpretano vocalmente qualche pezzo regalando qualche sfumatura rispetto al disco.

Purtroppo devo segnalare che qualche giorno dopo questo concerto la band è stata rapinata a Manchester, qua di seguito trovi tutti i dettagli sull’accaduto e su come aiutare questa band ad uscire da questa situazione http://themenzingers.tumblr.com/ .

 

Momento remember: Dopo sette anni torno a vedere i Belvedere su un palco.

Si infatti dopo la parentesi con i This is a Standhoff , Steve Rawles è ritornato con sua band di origine. Gli anni sono passati, la loro energia no, e quindi giù di hc melodico veloce e tecnico come facevano alla grande nei loro anni d’oro. Circola la voce che Steve e soci stanno preparando nuovo materiale…se la notizia è vera io sarò li pronti ad ascoltarlo…BENTORNATI!!

 

 

Il secondo gruppo che mi è stato assegnato da recensire sono i Bouncing Souls, non so perché non ne ha voluto parlare Cant a dire il vero… Comunque è facile parlare di loro, sempre un piacere vederli suonare e quando scendono dal palco ti lasciano qualcosa, tutto soggettivo chiaramente, può essere malinconia dei tempi andati come voglia di bersi mille birre. O anche tutte e due. Ricordo che qualche anno fa andai a vederli al Rock Planet, era il loro ventesimo compleanno e c’erano anche venti persone a vederli. Tutt’altra storia al Groezrock: grandissima risposta di pubblico tanto che li ho dovuti guardare da un po’ lontano per non finire in mezzo al pit e essere malmenato. Contentissimo per loro.

 

Il tempo di dare il bentornato ad una band e con un pò di tristezza mi appresto a vedere quello che probabilmente sarà il mio ultimo show degli Heideroosjes, infatti la band ha già da tempo annunciato il proprio scioglimento dopo quest’ultimo tour. Purtroppo la scena punk rock mondiale perderà una grandissima band, sapere di fare una cosa per l’ultima volta mi mette un po’ a disagio e devo ammettere di aver sentito un attimo quel nodo alla gola quando hanno fatto “Time is ticking away”, onore a questa grandissima band.

 

Rimango sul mainstage per fare le foto agli Yellowcard, visto che con Cece poi li dovrò intervistare, intanto penso “se non ho mai cagato gli Yellowcard fino ad oggi pomeriggio un motivo sarà!” Sono quindi il meno indicato a parlarvi della loro esibizione visto che me la passo al merch a fare compere in compenso e ho preso alcune maglie strafighe che potrete presto vedere nel mio nuovissimo blog: http://dressedtopunx.tumblr.com/ mi son fatto pure pubblicità…potevo vero?

 

Si sa che quelli del Groezrock ci tengono tantissimo alle reunion e non potevano farsi mancare i Verse: hardcore band scioltasi qualche anno fa e riunitasi qualche mese fa. I Verse fanno un hardcore di quello con i delay, un po’ sognante, un po’ triste, un po’ arrabbiato, un po’ ribelle e un po’ rassegnato. Dei loro tre album ne ho apprezzato molto l’ultimo, in realtà mi è piaciuto solo quello e gli altri non li ho approfonditi quasi per nulla; ad ogni modo sono curioso di vederli dal vivo. Mi posiziono un po’ lontano perché so che la situazione nel pit si farà difficile e come ho già detto non sono il tipo giusto, le spinte mi infastidiscono e divento piuttosto vendicativo.

Sinceramente con il pubblico così in delirio e con tutto l’hype che c’è per loro, mi aspettavo uno show nettamente migliore: scarichissimi e dopo pochi pezzi mi annoio a morte. Tecnicamente molto bravi ma non mi hanno trasmesso granché.

 

Se i Verse mi erano parsi scarichi non posso dire la stessa cosa dei Dillinger Escape Plan. Lo sappiamo tutti che hanno qualcosa che non va nel cervello, che sia un club o un palco di un festival come in questo caso loro non si risparmiano: ogni volta uno show incredibile, più uno spettacolo circense che un concerto. Li ho visti parecchie volte ma non mi stancano mai, ogni volta cerco di capire come facciano a non sbagliare una singola nota facendo tutto quel casino. Mi chiedo spesso anche come possano essere ancora vivi facendo tutto quel casino. Da ormai tre anni alla batteria c’è un ragazzo molto giovane, ha del talento da vendere ma preferisco di gran lunga il suo predecessore Gil Sharone.


Direttamente dall’estremo Sud della California, veterani del Groezrock con ben tre partecipazioni dalla loro reunion del 2008, arriva il turno dei Face To Face.

In due parole: ennesima esibizione fotocopia di quelle precedenti. Ci sono band che ad ogni concerto riescono a trasmetterti qualcosa di differente, ma questo a parer mio non vale per loro, l’unica cosa che cambia è il culo di Trever che ogni anno è sempre più gigante (e suppongo sia pure flaccido!). Detto questo, già so che la prossima volta che mi capiterà di vederli non mancherò l’occasione. Amo contraddirmi.

 

I Lagwagon. Innanzitutto devo dire grazie a Cant per avermi fatto parlare di loro, è stato lo show più emozionante del Groezrock di quest’anno e su un pezzo mi sono sinceramente commosso. I Lagwagon dovrebbero piacere a tutti…perché? Perché sì e basta. Sarò un po’ di parte ma la loro è stata una delle esibizioni migliori di questo festival. Sempre carichissimi, divertono e si divertono tantissimo: Chris Flippin che se la mena e fa gli assoli senza guardare, Dave Raun sempre impeccabile e Joey Cape canta ancora come se avesse vent’anni. Sembrano tutti più giovani di me. Su “Making Friends” lacrimoni, come avrebbe fatto mia sorella ad un concerto dei Take That negli anni ’90. Mi riprendo un attimo e fanno “May 16”, mi vogliono male. Io gli voglio un gran bene.

 

 

Le luci si spengono, Tim Armstrong arriva da solo sul palco e con la sua inconfondibile voce comincia a intonare la prima strofa di “Radio”, la festa può cominciare, i Rancid sono sul palco. Nemmeno il tempo di tirare il fiato e stanno facendo “Roots radicals”, io finisco di fare le foto il prima possibile e poi mi lancio nel pit tra i miei simili. Non so se mi spiego, ma essere ad un concerto dei Rancid e non stare nel pogo è come… (nella mia testa c’è una similitudine troppo porno, te la evito!).

In circa 80 minuti di live la band di Oakland ripercorre i suoi venti anni di stupenda carriera,

in particolare mi esalto su pezzi come “Nihilism”, “St. Mary” e “Dead Bodies”.

Prendo e do botte, urlo e canto e insieme a me tutti i presenti del Groez, che non li ho contati ma so che si stagliano di fronte ai Rancid in un orizzonte di teste… si decisamente uno show emozionante.

Grazie ai Rancid per questi venti anni, senza di voi il punk rock non sarebbe quello che è adesso.

 

Non mi dilungo nei saluti visto che il report è già lunghissimo, tra qualche giorno saremo ancora con voi per raccontarvi la seconda giornata del festival, e grazie di cuore se sei arrivato a leggere fino a questo punto.