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dom

27

mag

2012

Recensione CIRCUS MAXIMUS - Nine

CIRCUS MAXIMUS

Nine

Frontiers Records

Release date: 01 giugno 2012

 

Dopo ben cinque anni di attesa tornano a noi i Circus Maximus. La formazione è praticamente invariata: Michael Eriksen alla voce, Mats Haugen alla chitarra, il fratello Truls Haugen alla batteria, Glen Cato Mollen al basso e l'ultimo entrato, Lasse Finbraten, alle tastiere. La formula rimane pressochè identica, anche se il livello compositivo e la ricerca si sono sicuramente fatte più accurate, tanto che ogni singola composizione ha una propria identità, una propria sfumatura.

 

Una breve introduzione di un minuto (“Forging”) che sa molto di Pink Floyd, ci traghetta subito verso il brano più lungo dell'intero album: “Architect of Fortune” una suite della durata di oltre dieci minuti nella quale ritroviamo i Circus Maximus per come li conosciamo, cioè una belle più belle realtà prog metal, nata come mille altre band pagando tributo i grandi fino ad acquisire una propria identità. I sei brani che seguono hanno una durata media, contengono un mix di melodia e tecnica ed il loro semplice susseguirsi è già di per sé piacevole. “Reach within” è stata scelta come singolo che aprirà le danze e farà sapere a tutti dell'uscita di questo album, la scelta pare azzeccata. Gli ultimi due brani “Burn After Reading” e “Last Goodbye” sono due suite che per poco non raggiungono la lunghezza della precedente, ma non è la lunghezza a far la bellezza del brano, quanto la sua freschezza e fruibilità. Spesso di fronte a brani lunghi il pensiero va diretto al “riuscirò ad ascoltarlo tutto?”. Non è questo il caso, visto che le due canzoni scivolano via senza che l'ascoltatore focalizzi nella sua mente il tasto skip. Oltre ai soliti elementi classici del genere, nella prima ho apprezzato una parte strumentale indiavolatissima che ne precede un'altra che strizza l'occhio alla musica classica. La seconda, “Last goodbye”, viene introdotta da elementi elettronici e contiene svariati cambi di tempo/atmosfera che la rendono molto ascoltabile. L'album risulta immediato e molto spontaneo, un prog metal molto potente che -se amate questo genere- vi conquisterà in pochi ascolti e, senza troppo pensarci, si guadagna il titolo di migliore inciso sino ad oggi dalla band. Rimane solo un dubbio: il titolo dell'album.

 

Le canzoni che compongono l'album sono dieci, questo è il terzo lavoro, i membri del gruppo sono cinque. Insomma non trovo la chiave di lettura e con questo dilemma, visto che questo tipo di musica ha bisogno di più ascolti, schiaccio ancora una volta play. Cavolo ma questo è la nona volta che lo ascolto, la recensione è finita, posso godermelo. Che sia questa la soluzione?

 

Recensione di Andrea Lami

 

 

Tracklist:

 

01 Forging

02 Architect Of Fortune

03 Namaste

04 Game Of Life

05 Reach Within

06 I Am; Used

07 The One

08 Burn After Reading

09 Last Goodbye