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gio

19

lug

2012

Recensione PINO SCOTTO - Codici Kappao’

PINO SCOTTO

Codici Kappao’

Valery Records

Data Pubblicazione: 24 Aprile 2012

 

Nuovo lavoro per PINO SCOTTO dopo il fortunato “Buena Suerte” pubblicato due anni fa; il tenace rocker campano, ex Vanadium e ora punta di diamante del programma Database in onda su Rock TV, non si smentisce, continuando la sua crociata in musica a favore della gente comune e dei più deboli e contro la becera politica del nostro paese con annesso e connesso il triste teatrino che passano i mass media quotidianamente, dando alla luce l’inedito CODICI KAPPAO’, dal titolo che appunto conferma quanto le regole e i crismi di civiltà siano andati a farsi benedire, una denuncia cantata con la sua tipica grinta da grezzo, supportata dalla collaborazione di nomi noti del panorama nostrano e non, quali Edoardo Bennato (“Meno male che adesso non c’è Nerone”), i Club Dogo (“Pino’occhio”), la bravissima Aida Cooper (“Festa & Croce”), i Modena City Ramblers (“Funambolo retrò”), i The Fire (“ Business trash”), con le chitarre di Kee Marcello e con la batteria di Mike Terrana.

 

L’amato/odiato Pino Scotto in questo album non fa solo il suo rock, ma dona spazio a sound diversi, contaminando, perché la musica è varia ed è bella in tutte le sue sfumature e intonazioni e perché è sempre gradito ampliare gli orizzonti. Quindi troveremo la potenza e l’energia come il dio metal comanda, la carica del rock classico, la raffinatezza del blues, il tono scanzonato del folk, la strafottenza del rap e chi più ne ha più ne metta. Un disco ben fatto, prodotto e registrato da Olly Riva e che, se acquistato in versione in vinile regala una traccia in più, che è “Mondo a perdere”. Il cofanetto include un secondo cd, “Live … Rock for Belize”, riprodotto al Summer Music Festival di Lonca di Codroipo (UD) l’ 8 Agosto 2011 durante il Buena Suerte Tour, al fine di raccogliere fondi per il progetto Onlus Rainbow, ed è sempre una cosa buona e giusta. Rock ! Link: www.pinoscotto.it ; www.facebook.com/pino.scotto

 

 

Margherita Simonetti