CONDIVIDI

mar

27

nov

2012

Recensione RHYME - "The Seed and the Sewage"

RHYME

The Seed and the Sewage

Bakerteam Records/Scarlet Records

Release 3 Dicembre 2012

 

 

Un curriculum d'eccezione per i lombardi Rhyme che, dopo il successo del loro primo disco intitolato Fi(r)st, ci riprovano con The Seed and the Sewage dopo una maturazione legata ai numerosi show live al fianco di Papa Roach e Misfits in Europa e Staind, Seether, Whitesnake, Motley Crue e Black Label Society al Rocklahoma negli States. Cambio della lineup per quanto riguarda il motore ritmico della band, infatti, Vinnie Brando eredita cassa e bacchette prima di Guido Montanarini. Grazie alla firma con la Bakerteam Records la seconda opera del gruppo, focalizzata sui problemi dell'economia mondiale e della situazione sociale, tutti concretizzati in chiave Metal anni '90, Hard Rock e Southern Rock, verrà distribuita anche negli USA, Russia, Taiwan ed Australia.

 

3,2,1 Go...”Manimal” ha un suono carico e dal gran tiro, impatto sonoro che troviamo anche in “The Hangman”, addirittura più incisivo. “Blind Dog” è più pastosa rispetto le altre due tracce, la chitarra di Matteo Magni assume un suono un pochino più “tondo” per via degli arpeggi in overdrive ma la parte preponderante diventa la coralità vocale di Gabriele Gozzi, accentuata dall'effettistica usata. La potenza torna padrona nel brano “Slayer to the System”, un pochino alla Stuck Mojo per sonorità e groove, mentre la mid tempo, dalle sfaccettature Mansoniane, “Fairytopia” fornisce un ottimo sunto delle caratteristiche del sound dei Rhyme: impatto vocale, motore ritmico basso-batteria trascinante e muro di suono per la chitarra. “Party Right” è West Coast, in stile Papa Roach o Alien Ant Farm, chitarrona carica, batteria “dritta” ed un cantato coinvolgente; “Brand New Jesus” ha un main riff che spacca i neuroni, semplice e immediato ed un testo sparato come una sventagliata di mitra. Riff secco e ritmica da fabbro per “World Underground” che picchia dura, tanto quanto “Nevermore” che fa da tramite per introdurre “Victim of Downturn” con accordi “aperti” e coralità vocale accentuata, facile piglio e voglia, da subito, di accompagnare la voce nel cantare il ritornello. Un capitolo a parte va aperto per la cover dei Depeche Mode, “Wrong”, proposta in chiave Alternative Metal. Quando vengono fatte delle cover di pezzi di alto calibro si creano sempre le due fazioni, l'una di chi apprezza lo studio fatto e l'altra di chi critica ritenendo la cover un abominio!!!In questo, caso la chiave di lettura utilizzata risulta essere duplice: la parte puramente strumentale convince appieno mentre la parte vocale lascia un po' di amaro in bocca, forse perchè rapportarsi al sig. Dave Gahan non è propriamente una passeggiata.

 

La seconda fatica dei Rhyme è un album Alternative Metal con sfumature Hard & Heavy, sicuramente degno di una promozione ma con qualche appunto. La tracklist dell'album tende ad essere poco variegata e tendenzialmente monotona, soprattutto nei primi ascolti, fattore che viene smorzato dopo qualche “total repeat” dell'album mentre, a livello di peculiarità, nell'editing finale del sound abbiamo i piatti della batteria che appaiono molto presenti e con un suono un po' “asciutto” che tende a stancare l'orecchio. Pregevoli sono i pattern ritmici di batteria e basso che sono forza trainante e spina dorsale dei brani ove, chitarra e voce, leggermente più in primo piano nel mixing, danno l'imprinting finale che porta ad un risultato di rilievo.

 

Luca MonsterLord

 

Tracklist:

1.Manimal

2.The Hangman

3.Blind Dog

4.Slayer to the System

5.Fairytopia

6.Party Right

7.Brand New Jesus

8.World Underground

9.Nevermore

10.Victim of Downturn

11.Wrong (Depeche Mode Cover)

 

Lineup:

Gabriele Gozzi: voce

Matteo Magni: chitarra

Riccardo Canato: basso

Vinnie Brando: batteria

 

Contacts:

Sito Ufficiale

Pagina FaceBook