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14

gen

2013

Recensione ACELSIA - Don't Go Where I Can't Follow

ACELSIA

Don't Go Where I Can't Follow

Quietitude Productions

Release date: 7 Gennaio 2013

 

 

Dalla fredda Oslo, rinomata città norvegese, arriva il primo album degli Acelsia. Dopo aver realizzato solo ed unicamente prodotto degli EP, il gruppo si è focalizzato nella stesura di un disco che sappia dare un quadro ben specifico delle loro capacità. Il genere offerto ha per colonna portante il Gothic Metal anche se si lasciano trasportare nel Pop e in parti Hard Rock ed Heavy Metal. Il duetto Malene Markussen e Odd Henning Skyllingstad, rispettivamente voce e chitarra del gruppo, hanno racchiuso in “Don't Go Where I Can't Follow”tutta l'esperienza maturata dal 2006 ad oggi offrendoci un lavoro variegato, imperniato principalmente sulla vocalità di Malene.

 

“Roads” evidenzia subito l'etereo timbro vocale della cantante che si poggia su di un arpeggio di chitarra clean molto rilassante. Subito dopo la prima strofa la “musica” cambia dando un'accelerata modesta al ritmo, senza creare sconvolgimenti. Arie più gotiche e parte cantata più decisa in “Stiches”, 4/4 asciutto e molto alla Dolores O'Riordan. Ritmiche più lente e suoni più tendenti al “grigio” e malinconici vengono proposti in “Up On The Roof” ma che, grazie a “The Most Important Fight”, vengono riportati a scene più frivole e colorate con un cantato semplice e melodioso. Punta di diamante dell'album è sicuramente “The Mender” che, forte di una buona struttura ritmica, riprende lo stile di Amy Lee pur non supportata dallo stessa impronta musicale offerta dagli Evanescence ma accompagnata da semplici ed incisivi riff di chitarra. “Blue Knell” viaggia a braccetto con “The Mender” seppur più votata alla struttura Pop ed a mettere nuovamente in primo piano Malene che, nel ritornello sfodera un'incisività che non ci si aspetterebbe da una voce così melodiosa. “Haven” è un altro brano lento ed intimistico, quasi depressivo; con “Hold My Breath” si rialza un pochino il ritmo ma ancora si rimane come in un limbo musicale dove si è avvolti come in una coperta davanti ad un camino acceso: si sta bene in completa apatia per quello che ci circonda. Carillon iniziale per “Before I Fall” che non si discosta molto dalle linee ritmiche guida del cd, con una mid tempo neutra e la solita voce a farla da padrona, poggiata su parti di chitarra senza molta identità. Un lieve spinta è data da “Another Day” che, pur seguendo lo stile globale, da una lieve accelerata al ritmo fino a trovare nuovamente un forte rallentamento dato da “Left Alone” che potrebbe ricordare i Massive Attack di “Teardrop”.

 

Gli Acelsia si fanno forti di una capacità vocale di Malene Markussen molto buona e versatile ma, purtroppo, la stesura globale dei singoli brani si basa troppo su questo aspetto. Troppo ricorrente la scelta di far poggiare le strofe su elementari arpeggi di chitarra che “ruggisce” solo negli interlude o negli intro, per poi venire “ingabbiata” fino all'assolo, non sempre di elevata ricercatezza. Di sicuro il lavoro offerto avrebbe giovato delle idee offerte dall'innesto di qualche altro elemento nella lineup che avrebbe caratterizzato maggiormente lo stile offerto, di chiara estrazione nordica.

 

Recensione a cura di Luca MonsterLord

 

 

Tracklist:

  1. Roads

  2. Stiches

  3. Up On The Roof

  4. The Most Important Fight

  5. The Mender

  6. Blue Knell

  7. Haven

  8. Hold My Breath

  9. Before I Fall

  10. Another Day

  11. Left Alone

 

Lineup:

Malene Markussen - Vocals
Odd Henning Skyllingstad - Guitars

 

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