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mer

20

feb

2013

Recensione HEIMDALL - Aeneid

HEIMDALL

Aeneid

Scarlet Records

Release date: 26 Febbraio 2013

 

 

Gli Heimdall, veterani del power metal, sono tornati con il loro quinto album “Aeneid”, ben otto anni dopo la release di “Hard as Iron”. La band riunitasi per alcuni live nell'inizio del 2012 riassetta la lineup che, con una rinnovata sezione ritmica e vocale, trova nuova fonte di ispirazione per la scrittura dei brani. Nasce “Aeneid”, Eneide in lingua anglosassone, che riprende la monumentale opera epica di Virgilio, con 12 tracce che segnano il viaggio dalla caduta di Troia alla fondazione di Roma, il tutto in un prezioso mixing di Classic Heavy Metal, Power e Speed.

 

Il prologo vede la voce narratrice circondata da una base musicale dall'elevato pathos, incalzata immediatamente da “Forced by Fate”. Cassa triplettata e tiro epico in stile teutonico, voce chiara e potente supportata da cori equilibrati, il tutto proposto nel canonico schema metrico delle canzoni Speed Metal. Tastiere in primo piano e chitarre arroganti segnano potenti riff che caratterizzano “Save You” , ove, nuovamente, parte vocale e cori sono ottimamente amalgamati nella melodia musicale, culminante in un solo tecnico e veloce ma ben strutturato, a due “voci”. Intro con cantato baritono ed un main riff che spacca le ossa per “Waiting for The Dawn”, mentre la strofa poggia unicamente sulle pelli della grancassa, il ritornello è arricchito da un fraseggio di chitarra eccellente che, nella seconda strofa, è inizio di un solo ricco e sfarzoso. “Ballad of the Queen” è la tipica ballad dalle arie celtiche, caratterizzata da un arpeggio di chitarra acustica di certosina fattura e cantato melodioso. “Funeral Song”, di chiara ispirazione nordica, con suoni di fiati e archi tipici della cultura nordeuropea, spezza il ritmo dell'album che, presto, ritrova poderoso vigore con “Underworld” e la sua batteria secca e veloce. Cori e riff importanti proiettati ad un assolo di 6 corde denotante l'elevato carico tecnico; scrosci di pioggia, presenti anche in “Waiting to the Dawn”, danno inizio a “Gates of War” che viene introdotta da un giro di basso notevole per poi puntare sulla vocalità e sui riff di chitarra. Con “Hero” il ritmo sale nuovamente con riff “gonfi” e “sfacciati”, brano dalle sfumature Power Metal dalla potente linea di basso, copione che viene ripreso anche in “Night of the World”, caratterizzato da parti di “sei corde” più protagoniste. Tastiere potenti e ritmo trascinante per “All of Us” di chiaro stampo Power, abbellito da fraseggi di chitarra in secondo piano ma che concorrono ad un risultato di impatto. “Away”, piano e voce , un po' in stile Jon Oliva dei Savatage, fa da intro a “The Last Act”, imponente ultimo atto del viaggio epico, gran finale in chiave Epic/Classic Hard Rock

 

Il nuovo progetto degli Heimdall è di sicuro un ritorno in grande stile, dando un filo conduttore narrativo a tutto l'album. L'amalgama musicale è frutto di un'attenta progettazione musicale e melodica e, la presenza polistrumentale, accentua il valore espresso nei brani. La selezione della tracklist è stata ponderata in maniera da dare una buona movimentazione globale, alternando accelerazioni e rallentamenti di ritmo, senza stancare l'orecchio durante l'ascolto. Unico dettaglio discutibile, di puro gusto personale, sta nella scelta del “timbro” dei piatti della batteria: abbastanza asciutti e secchi. Di sicuro un Must Have per gli amanti del genere.

 

Luca MonsterLord

 

 

Tracklist:

1.Prologue

2.Forced By Fate

3.Save You

4.Waiting For The Dawn

5.Ballad Of The Queen

6.Funeral Song (Instrumental)

7.Underworld

8.Gates of War

9.Hero

10.Night Of The World

11.All Of Us

12.Away

13.The Last Act

 

Line-up:

Gandolfo Ferro - Vocals

Fabio Calluori - Guitars

Carmelo Claps - Guitars

Umberto Parisi - Guitars

Daniele Pastore - Bass

Nicolas Calluori - Drums

 

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