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Recensione GODYVA - Alien Heart

GODYVA

Alien Heart

Southern Brigade Records

Data di uscita: 11 marzo 2013

 

 

Terzo lavoro dei baresi Godyva (dopo “In Good And Evil del 2006 e “Planetarium” del 2008) e terza freccia piantata ben al centro del bersaglio: questa band sta abituando bene il pubblico italiano e lo fa mettendo in campo tutte le caratteristiche che un gruppo di successo deve mostrare di avere. Prendete tre parole chiave – qualità, quantità, coraggio – e avrete la perfetta sintesi di “Alien Heart”.

 

Partiamo dalla qualità: che i Godyva fossero tecnicamente eccellenti probabilmente era già noto al pubblico ma questo terzo lavoro mette in luce ancora una volta le splendide capacità vocali di Lady Godyva (potente, cristallina, mai fuori registro e capace di raggiungere tonalità davvero impegnative. E se volete provare un brivido, fate partire “In your eyes” per capire di cosa si sta parlando). A dare un tocco in più ci pensa il chitarrista G.G.Gohm, unitosi alla band nel 2011 e capace di portare nuova energia e riff di grande qualità in una chiave meno gothic e più vicina all’heavy metal classico.

 

Parola chiave numero due: quantità. “Alien Heart” è un disco della misura giusta, sotto tutti i punti di vista: undici brani solidi, definiti, cesellati per non avere niente di troppo. Niente pezzi da 7 minuti ma canzoni che si susseguono in una sequenza perfettamente concatenata che rende difficile l’interruzione dell’ascolto. Insomma, una volta fatta partire la opening track “Apocalypse Fire” (dove emergono godibilissime influenze elettroniche, davvero una piacevole sorpresa) potete stare certi che finirete per sentirvi anche “Apocalypse Fire II – Grand final”, la perfetta conclusione di un album di ottima qualità.

 

E infine tocca alla terza parola chiave: coraggio. E in questo “Alien Heart” ce n’è davvero tanto. A partire dalle influenze di cui abbiamo già accennato: frequenti pennellate elettroniche, virtuosismi vocali, atmosfere talvolta più metal che gothic… Ma c’è di più: c’è la scelta, difficile e davvero coraggiosa, di cimentarsi con una canzone che farebbe tremare i polsi anche a cantanti con maggiore esperienza.

 

Decidere di fare una cover della storica “Ti sento” dei Matia Bazar significa mettere le proprie corde vocali a confronto con quelle di Antonella Ruggero, una delle voci più grandi della musica italiana dal dopoguerra in poi. Il risultato? Varrebbe da solo l’acquisto del disco. Per capire, cercate “I feel you”, traccia numero cinque, mettete il mouse sopra il file, fate doppio click e lasciate spazio ai brividi. D’emozione s’intende.

 

 

Alessandro Pantani

 

 

Tracklist:

1. Apocalypse Fire

2. No Return

3. Alien Heart

4. My Earliest Memories

5. I Feel You (Ti Sento) (Matia Bazar cover)

6. In your Eyes

7. Everything is Over

8. I Stay Here

9. Brainstorm

10. This Light

11. Apocalypse Fire II (Grand Final)

 

Line up:

Lady Godyva - vocals

Botys Beezart - keyboards

G.G. Gohm - guitars

Nick Barah - bass

Enyo – drum

 

www.godyva.it