CONDIVIDI

mar

16

apr

2013

Recensione ROB ZOMBIE - “Venomous Rat Regeneration Vendor”

ROB ZOMBIE

Venumous Rat Regeneration Vendor

Zodiac Swan/T-BoyRecords/Universal Music

Release date: 23 Aprile 2013

 

 

 

Parlare di Rob Zombie significa farsi una cultura in molteplici forme d’arte d’intrattenimento, dal cinema alla letteratura e in questo caso in musica. “Venomous Rat Regeneration Vendor”, quinto album solista del funambolico pazzo del Massachusetts è un compendio di tutto quello che in passato erano quella pallottola vagante degli White Zombie e il presente fatto di film horror dalla visione vintage che fanno del nostro eroe un novello Tobe Hooper.

 

Suoni elettronici, riff metallici e campionature in ogni dove sono da sempre il marchio di fabbrica di Rob che ritrova anche la sua innata vena hard rock quasi garage ben ridistribuita sui dodici brani che compongono questo album. Nuovo album, nuovi titoli di canzoni che non trovano una loro logica neanche se fossimo psichiatri o veggenti, perché in effetti si ha la quasi certezza matematica che Rob Zombie per dare un nome ai suoi pezzi utilizzi lettere prese a caso dal gioco dello scarabeo miste a cartellonistiche di film porno-horror di serie b di settantiana memoria e quando trova il suono giusto poi le utilizzi, ed è anche questo che ce lo fa piacere di più, perché in fondo non è altro che se stesso, cosa rara di questi tempi. Si ha la chiara sensazione che l’album sia strutturato e concepito non tanto per un ascolto in vestaglia su di una comoda poltrona mentre si sorseggia un brandy fumandosi la pipa, ma più come una sperimentazione in studio di quello che verrà poi trasposto in sede live, da sempre uno dei punti di forza di Rob.

 

Entusiasmano “Dead City Radio And The New Gods Of Supertown”, supportato da un video assurdamente in stile con il suo protagonista e la cover di “We’re An American Band” dei Grand Funk Railroad qui rivista in chiave metallizzata più che mai, con l’apporto della voce di Rob che cambia completamente leregole del gioco. Se era un passo avanti venticinque anni fa, figuriamoci adesso che muove i suoi fili artistici in mille direzioni, riuscendo sempre nel suo intento di stupire e violentare a livello sia sonoro che visivo l’interlocutore di turno. Donne barbute, bambole gonfiabili, nani e freaks, bentornati nella dimensione grandguignolesca circense di Rob Zombie, dove non ci si stupisce di niente, dove tutto può essere.

 

Recensione di Emiliano Vallarino

 

 

Tracklist:

01. Teenage Nosferatu Pussy

02. Dead City Radio And The New Gods Of Supertown

03. Revelation Revolution

04. Theme For The Rat Vendor

05. Gong Gang Gong De Do Gong De Laga Raga

06. Rock And Roll (In A Black Hole)

07. Behold! The Pretty Filthy Creatures

08. White Trash Freaks

09. We’re An American Band

10. Lucifer Rising

11. The Girl Who Loved The Monsters

12. Trade In Your Guns For A Coffin