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Recensione Lilith - "777" (EP)

LILITH

777 

Artigianato Musicale

Data di pubblicazione: Aprile 2013

 

 

Lilith, demone femminile per eccellenza. Ma anche Lilith, simbolo di una sensualità oscura dalla quale è impossibile fuggire, come è impossibile sottrarsi a un sogno gotico, spaventoso ma accattivante. Sono queste le sensazioni che passano attraverso le casse fin dal primo ascolto di “777” l’EP del duo femminile di Reggio Emilia, omonimo del passionale e intrigante demone della tradizione.

 

È un onirismo inquietante quello che pervade i tre brani di quest’opera, una sottile angoscia che passa attraverso la scelta di mettere in campo strumenti mai “puri” ma distorti, effettati, arricchiti dal controcanto creato dal synth e dalla drum machine che Alice (voce, piano, drum machine) e Anna (basso, drum machine, cori) usano con capacità, competenza e un pizzico di coraggio spregiudicato.

 

A completare il quadro ci pensano le voci delle due artiste messe al servizio di testi visionari e talvolta – come nel caso dell’autobiografica “14 maggio” (di cui è stato realizzato un video) – ossessivamente ripetitivi che danno vita a una litania vocale e strumentale ipnotica e vibrante capace di aggrapparsi alle viscere e non staccarsi più.

 

Non è musica per tutti, di sicuro, ma “777” nel complesso è un lavoro pregevole che lascia nell’ascoltatore di genere un palese senso di attesa. Per l’album completo, ovviamente. E per la prossima, inquietante, favola raccontata da Alice e Anna.

 

Alessandro Pantani

 

Tracklist:

1.Vermi

2.$$$

3.14 maggio

 

www.facebook.com/lilith.htilil.75?fref=ts