CONDIVIDI

GUNS N’ ROSES: traduzione dell’estratto dal libro “Louder Than Hell”

Oggi, 14 maggio, è stato pubblicato il libro “Louder Than Hell: The Definitive Oral History of Metal” di Wiederhorn e Katherine Turman. Il libro consta di più di 700 pagine e contiene centinaia di interviste ai più noti musicisti del rock n’ roll. 
 

 

Grazie all’L.A. Weekly che ha riportato sulle sue pagine alcune parti del libro in inglese, di seguito è possibile leggerne una parte in traduzione italiana eseguita dalla nostra redattrice Amelia Tomasicchio.

 


Nelle righe seguenti, leggerete la parte di “Louder Than Hell”in cui si parla delle avventure dei Guns n’ Roses prima che firmassero il loro primo contratto con la Geffen.
 

 

RIKI RACHTMAN (DJ, VJ, fondatore del nightclub Cathouse): “Durante la prima vera performance dal vivo del Cathouse suonarono i Guns n’ Roses, i Jet Boy, gli L.A. Guns ed i Faster Pussycat, anche in acustico; nessuno aveva ancora firmato con delle etichette. Probabilmente ci furono cinquecento persone. Nessuno sapeva che i Guns n’ Roses sarebbero diventati la più grande band del mondo”. 

 
VICKY HAMILTON (ex-Geffen A&R, manager): “I Guns n’ Roses finirono col vivere con me perché Slash un giorno mi chiamò e disse: “La polizia sta cercando Axl. Può dormire da te per un paio di giorni?” Questo accadde prima che diventassi la loro manager. Axl si trasferì, poi qualche giorno dopo mi dissero: “La polizia è ancora in giro. Possiamo venire anche noi?” Così anche il resto dei Guns viveva con me, ad eccezione di Duff, che viveva sempre con la sua ragazza. Mi sentivo come se mi dovesse venire un attacco di cuore ogni giorno perché accadeva sempre qualcosa – come per esempio i poliziotti che bussavano alla porta e roba del genere. Ad un certo punto, Howie Hubberman, che mi aiutava finanziariamente con i Poison ed i Guns n’ Roses, disse: “Questi sono un paio di centinaia di dollari. Tu e Jennifer (n.d.a. Perry, compagna di stanza di Vicky e promoter di concerti) avete bisogno di andare in albergo. Penso che altrimenti ti verrà un attacco nervoso e morirai”. 
 

 

STEVEN ADLER: “Vivemmo lì per tre mesi; cinque di noi, Vicky e Jennifer. Distruggemmo quell’appartamento. L’ultimo giorno che eravamo lì, io ed Axl iniziammo a litigare e mi spinse contro la porta d’ingresso. Il vetro si ruppe ed io lo buttai in salone, visto che mi aveva spinto fuori. Lo spinsi contro il tavolo; tutto era distrutto”. 
VICKY HAMILTON: “L’edificio in cui vivevamo era il primo appartamento costruito su Clark Street, vicino al Whisky. Non ero presente quando ci fu la lite, ma al mio ritorno vidi una finestra rotta e il mio appartamento era più distrutto di come lo avessi lasciato. Una volta Steven stava cercando di aiutarmi a togliere le bottiglie vuote di Jack Daniel’s e di birra, mentre Axl dormiva sul divano. Lo svegliammo ed impazzì tanto da prendere il tavolino di legno e da gettarlo contro Steven con tutta la roba sopra. Poi iniziò a colpirlo. Fu il giorno prima dello showcase ed io dissi: “Grandioso, vuoi uccidere il tuo batterista il giorno prima dello showcase? Perfetto!”
 

 

SLASH: “Odiavo il Gazzarri's. Non volevo metterci piede. Ma una volta suonammo lì con i Guns n’ Roses, dopo aver firmato il contratto con l’etichetta e Paul Stanley ci aiutò con il suono, perché a quei tempi voleva farci da produttore. Quando Tom Zutaut [uomo della Geffen A&R] stava cercando gente che lavorasse con i Guns n’ Roses nell’’85, ’86, nessuno voleva lavorare con noi; tutti quelli che incontravamo sparivano. Ci incontravano e poi andavano al bagno e non tornavano mai più”. 
 

 

DUFF McKAGAN: “Finalmente, alla fine dell’aprile 1986, firmammo un contratto. C’era un grande interesse da parte di tutte le majors, cinque o sei. Contrattammo con loro”. 
 

 

IZZY STRADLIN: “Eravamo in un posto con un telefono, loro chiamavano e lasciavano messaggi. Noi dicevamo: “Ok, abbiamo parlato con Capitol, EMI e Geffen, li incontreremo a Le Dome. Sì, per cena. Parleremo ancora”. Mangiammo burrito con fagioli, carne ed aragoste per un paio di giorni. Le ultime due settimane ci eravamo scocciati e dicemmo: “E’ meglio se ci decidiamo a firmare con qualcuno”. La Geffen ne sapeva in fatto di rock and roll. C’erano etichette con cui volevamo firmare, ma che non sapevano chi fossero gli Aerosmith. Eravamo in questo ufficio con grandi piante, un tavolo, qualcuno parlò di Steven Tyler e non sapevano chi fosse”. 

 

AXL ROSE: “Firmammo per sei album. Fu ottimo perché volevano di più e noi non saremmo durati così a lungo. Quell’accordo fu la cosa migliore che potevamo sperare e non avremmo avuto supporto migliore da un’altra etichetta”. 
 

 

SLASH: “Conosco David [Geffen] da quando ero bambino. Mio padre lavorò per Geffen & Roberts, una compagnia di management e, per altro, vivevamo accanto a Joni Mitchell”. 
 

 

AXL ROSE: “Spesi il mio anticipo comprando vestiti. Portai fuori tutti quelli che conoscevo. Ogni volta che uscivamo pagavo io perché in passato loro avevano fatto lo stesso per me”. 
 

 

RIKI RACHTMAN: “Axl era l’uomo, questa è la parola chiave. Se c’era l’opportunità di aiutare un amico, lui lo faceva. Axl e Doug Goldstein [manager dei GN’R] chiamò MTV per farmi fare un’audizione per Headbangers Ball. Per l’audizione, Axl venne da me a New York. Facemmo il volo insieme, mi pagò anche l’hotel, il Mayflowers. Quando arrivai all’audizione, entrai con Axl”. 
 

 

VICKY HAMILTON: “L’ultima volta che vidi Axl fu all’Hamburger Hamlet e fece finta di non vedermi, il che fu meglio che urlarmi contro. “Ti ucciderò, puttana”, mi lasciò questo messaggio in segreteria. Presi la cassetta della segreteria e dissi a Janiss Garza [amica e giornalista]: “Mettila da qualche parte. Se qualcosa va storto, portala alla polizia”. Penso la abbia ancora da qualche parte”. 
 

 

STEVEN ADLER: “Amo Vicky. Firmammo un contratto grazie a lei. Fu grazie a lei che facemmo l’accordo con l’etichetta, e poi Axl ed i ragazzi vollero cacciarla. Ero devastato perché la adoravo e lei faceva tutto per noi, e loro volevano cacciarla perché era una ragazza. Erano gli anni ’80 e qualcuno ancora pensava che le donne non fossero forti come gli uomini. Era una minchiata. Ero davvero deluso dalla band perché lei meritava di restare con noi”. 
 

 

VICKY HAMILTON: “Il giorno in cui Axl urlò che mi avrebbe ucciso, fu per qualcosa che avevo detto a Musician Magazine. Penso che la frase fosse: “Axl ha due personalità distinte: una è quella del ragazzo dolce, divertente ed amabile, l’altra è quella di un demone”. Ma questo non fu quello che causò la rottura. La rottura avvenne quando Tom Zutaut propose Alan Niven come manager della band. La ragione dell’accordo con Tom era: “la band ha bisogno un management da major”. Divertente come io fossi da major abbastanza da fare l’A&R per un’etichetta major come la Geffen, ma non abbastanza da major per fare il manager di una band che avevo portato io”.

 

Traduzione a cura di Amelia Tomasicchio 

 

Qui per acquistare in libro, per ora disponibile soltanto in lingua inglese