CONDIVIDI

Recensione ANGELS OF BABYLON - "Thunder God"

ANGELS OF BABYLON
Thunder God
Scarlet Records
Release date: 18 Giugno 2013

 

 

Cinque anni per il ritorno degli Angles of Babylon che con "Thunder God" tentano di saziare la sete dei tanti ammiratori. Dopo aver sostituito Ethan Brosh con Alex Stephens ed aver integrato anche Jesse Ringo al basso, la band capitanata da Kenny “Rhino “ Earl, ex Manowar, si chiude in sala prove e produce il nuovo disco per la Scarlet Records. Il loro debut album con Dave Ellefson dei Megadeth fu un discreto successo che Rhino vuole replicare schierando in campo una collezione di brani Epic, Melodic ed Heavy Metal che i veri fan del Metal ricorderanno a lungo. L'ispirazione dei brani è volta a gruppi come Rainbow, Savatage e Black Sabbath, in vero old style Metal.

 

L'esplosione di potenza offerta dallo Speed Metal di “Thunder God” lascia senza fiato! Ritmi pompatissimi e travolgenti ed un ritornello che diventa immediatamente un urlo di guerra. Top track è sicuramente “Sondrio” dai ritmi più pacati ma dalla struttura melodica più armonizzata anche grazie al massiccio intervento delle tastiere che “riempiono” l'ambiente musicale, in chiaro e marcato stile Savatage. Pregevole l'interlude che anticipa un solo ben strutturato anche se non ricercatissimo; una mitragliata di batteria ed una cavalcata di 6 corde tipicamente Metal per “Queen Warrior”, tipico brano destinato ai live per via dei cori con cui il pubblico potrà facilmente interagire con il gruppo. Dopo un bell'intro veloce di chitarra, lo spazio viene lasciato a basso e tastiere in una quasi marcetta per “What Have You Become” ove spicca la voce di Rhino, calda e sabbiata, supportata, nel ritornello, da un riff di chitarra granitico e carico che raggiunge il culmine in un assolo moderato ma melodicamente ben bilanciato. “White Star Line” va a gonfie vele con il suo intro in arpeggio su chitarra classica trasformandosi, poi, in bel Power Metal in stile Savatage, ove pregevole è la tastiera in appoggio. Bel duetto Heavy Metal per “The Enemy” e “True Brothers” dal ritmo incalzante e deciso, frenato poi dalla mid tempo “Redemption”, una sorta di opera musicale più orientata sui toni Gothic/Dark ed a sprazzi Metal. Ruvidità e velocità caratterizzano l'epica “Kill of All Kings” dove emerge a pieno titolo la tecnicità di Alex Stephens che, a più riprese, ruba il primo piano a Rhino, motore ritmico alla batteria e voce. Momento di quiete apparente in “Turning to Stone”, inno melodico con sonorità surreali per una Ballad morbidissima ove si fa largo uno struggente solo che offre un pathos più marcato introducendo l'altra top track “Bullet”. Il main riff ricorda inverosimilmente “Rose of Sharyn“ dei Killswitch Engage seppur la song si orienti ad un Heavy Metal con interlude di chitarra taglienti come lamette ed un cantato vigoroso.

 

L'album presenta dei brani di ottimo calibro e fattura, buone armonizzazioni e ottime melodie, soprattutto sui lenti. Dire che alcuni brani rimarranno nella memoria degli aficionados del Heavy Metal appare un pochino azzardato. La duplice funzione di Rhino, batteria e voce, penalizza lievemente il cantato che non sempre appare melodico, assumendo più la fattura di una prosa melodizzata. Ottimo il supporto ritmico basso/batteria menrte le parti di chitarrra non sempre sono ben ottimizzate con il resto del brano.

 

 

Recensione a cura di Luca MonsterLord

 

Tracklist:

1. Thundergod
2. Sondrio
3. Queen Warrior
4. What Have You Become
5. White Star Line
6. The Enemy
7. True Brothers
8. Redemption
9. King Of All Kings
10. Turning To Stone
11. Bullet

 

Lineup:

Kenny "Rhino" Earl – Drums/Vocals

Alex Stephens - Electric Guitar

Jesse Ringo - Bass

 

 

Contacts:

Official Facebook Page

ReverbNation Official Page