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mer

07

ago

2013

Recensione ZEBRAHEAD - "Call Your Friends"


ZEBRAHEAD

Call Your Friends

Rude Records

Data Pubblicazione: 12 Agosto 2013 (UK) ; 13 Agosto 2013 (resto d’Europa)

 

 

Rieccoli, da Orange County, gli ZEBRAHEAD e il loro nuovo album CALL YOUR FRIENDS, apparire a due anni di distanza da “Get Nice!” sempre in forma e allegramente pronti a fare casino. Che il loro sound sia destinato principalmente a un mercato d’oltreoceano oltre che a quello del Sol Levante già è risaputo, pertanto qui non troveremo delle grandi novità in quel senso ma verrà esaltato il bel tiro dell’insieme a conferma, prima di tutto, di un certo affiatamento percepibile nel modo di porsi e fare musica che sappia divertire tutti, loro in primis. Altro punto a favore è sicuramente l’uso della doppia voce, una normale accattivante - mettiamola così - e l’altra in cantato rap, che ringiovanisce e rende orecchiabili pezzi che rimangono. Poi il genere, che va dal pop punk leggero a un punk rock tirato, è tecnicamente ineccepibile, con solo di chitarra in evidenza, sempre al top e con una produzione di tutto rispetto affidata a CameronWebb(Pennywise, Megadeth, Motörhead).

 

Le quattordici tracce del disco sprigionano una voglia d’estate tipica del quintetto californiano. Il ritmo sciolto, veloce, adatto per essere la colonna sonora di una serie tv ambientata in un college americano così come di qualsiasi party sulla spiaggia, si fa subito potente con “Sirens”, pezzo dall’ atmosfera festaiola che prosegue con un paio di birre a fare serata insieme a qualche bella ragazza, come il video di “Call Your Friends” insegna (visibile qui). Nella seconda trance di canzoni la potenza aumenta di netto, si picchia di più e ci si esalta, “Murder On The Aiwaves” è un punk rock carichissimo sporcato di rock duro, con una grinta rap veloce e un magnetismo persistente, che prosegue con “Born To Lose” e le sue schitarrate rock, passando per la tirata “Nerd Amor” dai gran riff di chitarra, per la dura “Panic On The Streets”, per “Don’t Believe The Hype” fino a chiudere con una “Last Call” dal mash-up molto ma molto rock.

 

Beh, qui c’è tanta roba, del resto questi ragazzi è dal 1996 che sono in giro, hanno vendutooltre 2milioni di albumfino ad oggi, sono sopravvissuti acambi dietichetta, hanno ottenuto una nomination ai Grammyconi Motörheadper la migliore performance metal e hanno fatto il giro delmondonon-stop. Un motivo ci sarà per dire ancora una volta: “Party Time ? ……All The Time!”

 

 

Marghe Simonetti

 

 

Tracklist:

1. Sirens

2. I’m Just here For The Free Beer

3. With Friends Like These Who Needs Herpes

4. Call Your Friends

5. Murder On The Airwaves

6. Public Enemy Number One

7. Born To Lose

8. Stick Em Up Kids

9. Automatic

10. Nerd Amor

11. Panic On The Streets

12. Don’t Believe The Hype

13. Until The Sun Comes Up

14. Last Call

 

Line-up:

Ali Tabatabaee_voce/rapper

Matty Lewis_voce e chitarra

Dan Palmer_chitarra

Ben Osmundson_basso

Ed Udhus_batteria

 

 

Web site:

www.zebrahead.com

www.faceboom-com/Zebrahead

www.twitter.com/Zebrahead