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lun

02

set

2013

Recensione CARCASS - 'Surgical Steel'

CARCASS

Surgical Steel

Nuclear Blast

Release date: 13 settembre 2013

 

 

Perchè si chiama Heavy Metal, questo universo musicale (genere lo considero un termine riduttivo, quasi banalizzante)? Forse perchè, al di là della reale pesantezza della musica, la definizione presa in prestito da William Seward Burroughs esprime un qualcosa di alieno che riesce mirabilmente a farci comprendere le cose che accadono qui, sulla terra, attorno a noi ed in questo istante. Visti, quindi, i tempi che ci troviamo a vivere, la pubblicazione di 'Surgical Steel', che segna il ritorno sulle scene dei monumentali Carcass, ha un che di simbolico, se non profetico.

 

Dopo l'intro '1985', la 'biomacchina di Liverpool' riprende a tagliare riff, suturare ritmi ed incidere melodie con l'opener 'Thrasher's Abatoir', che mette subito in chiaro i punti fermi di questo album: i Carcass di 'Necroticism..' ed 'Heartwork' sono ancora qui, ma loro ed il mondo sono anche cambiati....ma non hanno dimenticato. Il riffing tipico del combo britannico è ben presente nella composizione di questo brano o di altre track quali 'The Master Butcher's Apron', ma è diventato più fluido, con una maggiore presenza di melodie, specie negli assoli, tutti opera (e che opera) di Bill Steer, che si occupa in toto di tutte le parti di sei-corde; questo, se da una parte dona una maggiore dinamica thrash ai brani del lavoro, permette, allo stesso tempo, di ripescare le pesantezze ed i grovigli di riff di 'Necroticism...' senza virare eccessivamente al claustrofobico, ma dando anche maggior respiro alle track. La magniloquenza tipica dei Carcass appare, grazie all'operato di basso ed al rantolo demoniaco e sardonico di Walker, in brani come 'Noncompliance to ASTM F 899-12 Standard' oppure '316 L Grade Surgical Steel', mentre sono i pezzi come il singolo 'Captive Bolt Pistol' a spingere maggiormente sull'acceleratore e sulla melodia, non solo con riferimenti ad 'Heartwork' ma anche al melodic-death di stampo scandinavo di cui il four-piece inglese è stato, a modo suo, ispiratore. A far da collante ma anche a donare quel quid in più che permette a questo disco ed a track come 'Unfit for Human Consumption' di essere una corazzata che di muove con la grazia di un delfino, Daniel Wilding, il nuovo batterista della band: se da una parte velocità, dinamismo e effervescenza thrash e death-melodic sembrano essere la sua firma d'autore, la capacità di inserire alcuni intricati passaggi e conferire pesantezza alle atmosfere per lo più adrenaliniche delle track fa di lui la sorpresa del disco e, forse, un punto di partenza su cui lavorare ulteriormente in futuro.

 

E' vero, come diranno in molti, che questo disco non è virtuosamente ossessivo come 'Necroticism...', ferale come 'Reek...' e 'Symphonies...' e neppure visionario come 'Heartwork', ma la capacità dei Carcass di riuscire a dare nuovo respiro a tutte le loro caratteristiche peculiari, cercando di farle convergere in un album che mostri come un certo, particolare tipo di death metal sia assolutamente attuale, offre sicuramente un lavoro che sa essere pesante e leggero al contempo, oltre che fresco e sentito. Non è ancora tutto calibrato, ma riesce lo stesso ad annichilire, infiammare ed essere sarcastico e pungente: un ottimo ritorno ed uno stimolante punto di partenza per un futuro che dovrà essere cupo, avrà la colonna sonora giusta per affrontarlo.

 

 

Andrea Evolti

 

 

Tracklist:

1. "1985" (Intro)

2. "Thrasher's Abattoir"

3. "Cadaver Pouch Conveyor System"

4. "A Congealed Clot of Blood"

5. "The Master Butcher's Apron"

6. "Noncompliance to ASTM F 899-12 Standard"

7. "The Granulating Dark Satanic Mills"

8. "Unfit for Human Consumption"

9. "316 L Grade Surgical Steel"

10. "Captive Bolt Pistol"

11. "Mount of Execution"

 

  

Line-up:

Jeff Walker: bass/vocals

Bill Sterr: lead and rhytm guitars

Daniel Wilding: drums

Ben Ash: rhythm guitars (live)

 

Link:

carcass-ss-nb

facebook.com/OfficialCarcass

twitter.com/CarcassBand