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gio

03

ott

2013

Recensione SOULFLY - "Savages"

SOULFLY

Savages

Nuclear Blast

Release Date: 4 ottobre 2013

 

 

E’ fuor di dubbio che Max Cavalera sia, insieme ad una manciata di eletti, uno dei creatori di generi come il thrash metal e il death metal. Poi il fatto che il suo sangue sia al 100% italiano nonostante sia natio del Brasile, ha fatto si che la sua voglia di sperimentazione non si limitasse al campo estremo ma lo portasse anche in territori più radicati nella terra e poi verso le sonorità più moderne. Ora, con la sua creatura SOULFLY, dopo album che spaziano in tutte le direzioni, dall’industrial al tribale, è tornato su un discorso prettamente old style che ricorda molto i Sepultura del periodo migliore. Thrash metal fatto di riff pesanti come macigni scagliati da un cavalcavia, chitarre che creano ora muri impenetrabili per poi spaziare in distorsioni acide che non sono paragonabili neanche alla bile di un post sbronza epocale.

 

La sua voce urla, strepita, coinvolge l’ascoltatore come non mai, mentre Marc Rizzo gli ricama intorno con la chitarra l’ambientazione ideale e più consona. Alla batteria la novità che strizza l‘occhio al passato e che sa tanto di cuore e di famiglia. Perché se per tutti la vera anima dei Sepultura sono sempre stati i Fratelli Cavalera, rispettivamente Max alla chitarra ritmica e Igor alla batteria, ora il posto del fratellino è ricoperto da Zyon, figlio di Max e nipote di Igor, ottimo distruttore di bacchette e dotato anche lui di una growl notevolissimo, ma in fondo buon sangue non mente.

 

Le dieci canzoni che compongono questo “Savages” sono una commistione di tutto ciò che ama Max, quindi suoni che sanno molto di Black Sabbath e Slayer con un’apertura verso il genio di Trent Reznor e i suoi Nine Inch Nails, tutto in salsa piccante Cavalera original. Si passa così da song più lente, sabbathiane e dal basso slegato di Tony Campos come “Bloodshed”, a pezzi come “Cannibal Holocaust” o “Master of Savagery” dove il richiamo alle sonorità dei gemelli diversi Jeff Hanneman (R.I.P) e Kerry King è chiaro come un’alba polinesiana. Trovano poi spazio chicche come “Ayatollah Of Rock’N’Rolla”, lenta e veloce, un incedere che ricorda molto nel ritornello “Walk” dei Pantera, un inno in piena regola, o “This Is Violence” la tipica canzone no solution che va dritta per la sua strada mietendo vittime e raccogliendo accoliti e adulatori.

 

Album che colpisce nel segno senza apportare modifiche significative al percorso del “rasta” di Belo Horizonte, ma che coinvolge per l’imprinting e l’energia tipica e ormai trentennale insita nel DNA del personaggio. Album che adoreranno sia coloro che si fanno di thrash vecchia maniera, sia tutti quelli che apprezzano un discorso molto world music oriented. Max Cavalera uno di noi.

 

 

Recensione di Emiliano Vallarino

 

 

Tracklist:

01. Bloodshed

02. Cannibal Holocaust

03. Fallen

04. Ayatollah Of Rock’N’Rolla

05. Master Of Savagery

06. Spiral

07. This Is Violence

08. KCS

09. El Comegente

10. Soulfliction

 

Line Up:

Max Cavalera (lead vocals/guitar)

Mar Rizzo (Lead guitar)

Tony Campos (bass/backing vocals)

Zyon Cavalera (drums)

 

Link:

www.soulfly.com

www.facebook.com/pages/Soulfly/8616079092

twitter.com/TheSoulflyTribe