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gio

17

ott

2013

Recensione RUBLOOD - "Star Vampire"

RUBLOOD

Star Vampire

Label Bakerteam Records

Release: 28 Ottobre 2013

 

 

 

Prodotto made in Italy i Rublood che, con il loro primo album “Star Vampire”, ci proiettano direttamente in un pianeta ove la luce è solo artificiale e le strutture sono cupe e di metallo. Ambientazione Dark Gothic con forte impronta Industrial e Digital Dubbing contornato da Heavy Riff di chitarra, il mix vincente della band. L'orientamento musicale si spinge gruppi come Rammstein, Depeche Mode e Joy Division, senza disdegnare il Guru e pioniere del moderno Industrial Metal, ossia Klayton Scott alias Celldweller.

 

Il viaggio inizia con la potente “Star Vampire” espressione della volontà del gruppo di imprimere corposità ed impatto sonoro grazie a potenti riff di “6 corde” e con Dubbing digitale compresso e compatto. In “Heart” un semplice ed accattivanete “giro” di tastiera è protagonista di tutto il brano andando a supportare la parte vocale, ben spinta ed impostata del ritornello. Prima Top Track dell'album è “Throught The Looking Glass”, song un pochino in stile Marilyn Manson di Mechanical Animal, ove il cantato clean viene affiancato ad uno in Screamo che ben si sposa ai riff granitici di chitarra. Power Track è la potentissima “Electro Starfucker” dal tiro micidiale e tritaossa, che imprime una velocità siderale ai neuroni impegnati in un energico Headbanging. Il suono del synth iniziale di “Rainfall” è proprio come pioggia che cade, ambientazione immediatamente spazzata via dalla rocciosità delle chitarre e dalla coralità del cantato in chiave deprimo/decadente. Atmosfere spazio-astrali con “True Blood”, altro brano a due voci e dal ritmo sostenuto e trainante che precede l'altra Top Track “Policy of Truth”. Si esatto la cover della celeberrima canzone dei Depeche Mode, riproposta in un'eccellente chiave Industrial. Nota di pregio è la scelta di mantenere il main riff di tastiera praticamente invariato, cambiandone solo il suono, ed appoggiando il tutto su chitarroni gonfi ed arroganti supportati da un Dub massiccio nel groove ritmico. Cassa in 4/4 dritta modello dance per “Negative Bride”, altra Top Track che con la sua semplicità arriva diretta e prorompente alle cellule neurali; uno squarcio di quiete e calma è offerta da “Goth Love”, Gothic Ballad in chiave malinconica e cupa. La pausa di relax finisce con le note della Nightwishana “Ignition” che ben sposa Dubbing profondi a tastiere e chitarre Dark; “In Love We Trust” si porta nel DNA lo stile Sister of Mercy, teletrasportato al futuro, grazie alle sonorità avveniristiche scelte.

 

Un album denso di ambientazioni musicali dalle caratteristiche molto interessanti. Scelte sonore e compositive pregevoli, dai risvolti piacevolmente Dark, che vanno ad abbracciare ottimamente la sfera delle nuove proposte musicali su più fronti. Il richiamo a Klayton Scott alias Celldweller è tangibile anche se i Rublood hanno caratterizzato bene il loro progetto. Unico appunto da sollevare riguarda la parte vocale che dovrebbe trovare un inquadramento più preciso nel contesto. La strada intrapresa è quella giusta!

 

 

Recensione a cura di Luca MonsterLord

 

 

Tracklist:

1.Star Vampire

2.Heart

3.Throught The Looking Glass

4.Electro Starfuckers

5.Rainfall

6.True Blood

7.Policy of Truth

8.Negative Bride

9.Goth Love

10.Ignition

11.In Love We Trust

 

Lineup:

Ruben Roll - Vocals & Keys

Billy Russian - Guitars

J.A.C. - Guitars

L Daniels - Bass

Demon G - Drums

 

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