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lun

17

feb

2014

Recensione CREMATORY - Antiserum

CREMATORY

Antiserum

Steamhammer

Data pubblicazione: 24 Febbraio 2014

 

 

Straniante, a tratti gradevoli ed, in altri frangenti, irritante….ma non per una ricerca musicale voluta. ‘Antiserum’, la 12esima fatica dei Crematory, ci ridà, solo parzialmente, quel piccolo e sottovalutatissimo gioiello di band prime-mouver dell’originale e primigeno gothic/metal, con influenze progressive, che aveva visto la sua sfolgorante genesi all’inizio degli anni ’90. Dico ‘solo parzialmente’, perché, e questo è naturale, le inclinazioni dark ed electro/industrial messe in mostra dal combo tedesco negli ultimi 10-15 anni, specie da ‘Klagebilder’ in avanti, sono ancora presenti nelle note di questo lavoro, soprattutto nell’impostazione e nell’uso delle tastiere fatte da Katrin Jüllich, la tastierista storica della formazione di Mannheim, solo occasionalmente vicine alle sonorità sognanti di ‘Awake’ o ‘Illusions’ e più volta a creare sottofondi industriali e modernisti elegantemente malati.

 

Bisogna soffermarsi su brani quali ‘If You Believe’ o ‘Inside your Eyes’ per poter riassaporare i Crematori più originali, quelli che si possono ritenere i migliori e più ricchi di personalità ed idee, possiamo sentirli in maniera più estesa ed in un po’ tutte le tracce, grazie al lavoro di chitarra di Matthias Hechler, massiccio, lineare e quasi scevro di assoli, ma mai monotono: piuttosto, potremmo dire funzionale ai brani, sia a quelli più vicini alle origini, sia quelli di stampo industrial/dark ed anche vagamente dance alla Rammstein, come ‘Virus’, dove la batteria di Markus Jüllich si produce in un drumwork dall’incedere EBM e danzereccio-dark, invece che nelle più articolate strutture mid-tempo tipiche del gothic/doom metal. La voce di Felix, infine, è uno degli elementi (assieme alla chitarra) più convincenti e costanti, ottima nel suo growl profondo e coinvolgente nelle parti clean.

 

Per il resto, un album che lascia perplessi, non tanto per una scarsa qualità esecutiva o di composizioni: i brani hanno, comunque, carattere e l’anima dei vecchi Crematori li salva dal triste sgabuzzino dei CD del ‘voglio ma non posso’: più che altro è la constatazione che gli elementi electro/industrial sembrano essere poco compatibili con la natura dei Crematory e spingono, pertanto, questo lavoro verso un futuro che ha per capolinea il dimenticatoio. Un vero peccato.

 

 

Andrea Evolti

 

 

Tracklist:

 1. Apocalyptic Vision

2. Until the End

3. Shadowmaker

4. If You Believe

5. Inside Your Eyes

6. Kommt Näher

7. Irony of Fate

8. Virus

9. Back from the Dead

10. Welcome

11. Antiserum

 

Line-up:

Markus Jüllich: drums

Felix: vocals

Katrin Jüllich: keyboards

Haral Heine: bass

Matthias Hechler: guitars