CONDIVIDI

mar

11

mar

2014

Recensione GALLON DRUNK - "The Soul of The Hour"

GALLON DRUNK

The Soul of the hour

Clouds Hill

Release date: 7 marzo 2014

 

 

Dopo il successo di “The Road Gets Darker from Here” del 2012, i Gallon Drunk sono tornati in studio con il produttore Johann Scheerer per registrare il nuovo album “The Soul of the Hour”, piccola gemma composta da sette canzoni inedite, attraverso le quali la band infiamma con il  sound punk ruggente anni ’80 ormai divenuto il proprio marchio di fabbrica. Non per nulla, infatti, i Gallon Drunk hanno collaborato nel corso degli anni con artisti come Lydia Lunch, con cui hanno pubblicato “Big sexy Noise” (2009), e con Nick Cave (il leader dei Gallon, James Johnston, ha militato nei Bad Seeds).

 

In apertura del disco troviamo il primo singolo "Before the Fire", struggente brano di quasi 10 minuti di cui il regista Joachim Zunke ha realizzato un bellissimo e poetico video. La malinconia di "Before the Fire", accentuata anche dalla presenza del pianoforte nell’intro, viene però esorcizzata con la più funk/blues "The Dumb Room", brutale canzone euforica eletta a secondo singolo di "The Soul Of The Hour". Arrivando al terzo brano ci troviamo ad ascoltare “The Exit Sign”, che si apre con un’ottima sezione ritmica e ci presenta al meglio il nuovo bassista Leo Kurunis, sostituto del deceduto Simon Wring. La rauca e sofferente voce di Johnston ricorda molto, soprattutto in brani come questo, quella di Iggy Pop, il quale, per ammissione dello stesso cantante, è una delle sue prime ispirazioni.

 

La titletrack "The Soul of the Hour" vede la voce spettrale di Johnston interrotta dalla selvaggia esplosione della batteria; ma è in "Dust in the Light" che la batteria di Ian White fa da vera padrona: un sound improntato sui toni gravi di timpano, cassa e tom, che donano alla canzone un’atmosfera molto dark. Altro tratto distintivo dei Gallon Drunk è l’uso dei riverberi e di un mastering che conferisce sempre alle registrazioni un’impronta live. E questa caratteristica si nota soprattutto in "Over and Over", impregnata di sintetizzatori: una canzone onirica di angoscia e desiderio. In chiusura è tempo di "The Speed of Fear", brano psichedelico e ipnotico composto sotto l’influsso della musica europea, a cui i Gallon Drunk tanto si ispirano.

 

Recensione di Amelia Tomasicchio

 

Tracklist:

01 - BEFORE THE FIRE

02 - THE DUMB ROOM

03 - THE EXIT SIGN

04 - THE SOUL OF THE HOUR

05 - DUST IN THE LIGHT

06 - OVER AND OVER

07 - THE SPEED OF FEAR

 

Lineup:

Ian White - batteria

James Johnston - voce/ chitarra

Terry Edwards - sax

Leo Kurunis - basso

 

Link: 

www.gallondrunk.com

www.facebook.com/GallonDrunk