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lun

31

mar

2014

Recensione LACUNA COIL - Broken Crown Halo

LACUNA COIL

Broken Crown Halo

Century Media

Release Date: 31 Marzo 2014

 

 

 

Che, a volte, le cose più naturali e spontanee siano le più semplici da spiegare con i limitati mezzi della lingua scritta (di sicuro per colpa dello scriba di turno…come nel caso del sottoscritto!), è una verità giornalmente confermata dall’esperienza di ognuno. Questo mi viene da dire dopo l’ascolto dell’ultimo lavoro della band milanese dei Lacuna Coil, ‘Broken Crown Halo’ (titolo affascinante quanto profetico per il combo meneghino), che vede la defezione postuma di due componenti ormai storici, il chitarrista Cristiano Migliore ed il batterista Cristiano Mozzati.

 

Ma qual è il fattore così semplice da essere altrettanto arduo da illustrare a parole? Presto detto (si fa per dire): l’equilibrio di quest’album e la sua godibilità che lascia perplessi. Prima che facciate un clamoroso ‘facepalm’, è meglio addentrarsi subito tra le tracce di questo lavoro, soprattutto le prime 3: ‘Nothing Stands in Our Way’, ‘Zombies’ e ‘Hostage to the Light’. Tre esempi dello stile classico della band, soprattutto di quello dei primi album che sembrava essersi perso con gli ultimi due lavori ‘Shallow Life’ e ‘Dark Adrenaline’, visti sotto la luce delle esperienze finora vissute e con tante, tantissime influenze esterne, ma mai palesi o ingombranti. La voce di Cristina Scabbia e le sue linee vocali sono uno dei cardini di questo lavoro e dei tre pezzi sopraccitati: eteree e sognanti ma, allo stesso tempo, incisive e dal flavour spesso cupo (dolore nella dolcezza, come la chela meccanica che si nasconde sotto la corona infranta della copertina?), dove fanno capolino la Van Giersbergen (ex-The Gathering) ma anche Elisa (Toffoli), specie nella track conclusiva ‘One Cold Day’, dove fanno capolino nelle tastiere del bassista Coti Zelati (magistrale il suo lavoro in questo album) echi di Goblin e Depeche Mode, già assaporati nell’opener ‘Nothing stands in our Way’.

 

Andrea Ferro si riprende, giustamente, uno spazio come male vocal che si era andando un po’ perdendo nel corso delle precedenti release: dal growl degli esordi ad una voce roca da modern-alternative rock di tutto rispetto, che culmina nella track ‘Zombies’ (dal riff di partenza quasi Slipknot e dall’unico, e splendido, assolo del disco), dove in alcuni frangenti mostra un’influenza del Chuck Billy meno growl. Potenti ma mai eccessivamente ingombranti le chitarre del (ex) duo Migliore/Biazzi, dall’incedere tipico dell’alternative modern-metal attuale, ma con un piglio più vicino agli esordi gothic, tanto che all’attacco della track ‘I Forgive (but I won’t Forget your Name)’, dove compare un passaggio in lingua italiana (richiamo dello strumentale ‘Un Fantasma tra Noi’ dell’ep d’esordio?) viene subito da urlare al cielo plumbeo delle divinità gotiche ‘Paradise Lost!!!!’.

 

I richiami non finirebbero qui: l’incipit di ‘Victims’ fa correre orecchie, mente e cuore ai Novembre di ‘Wish I could Dream it again…’ e il pop/dark/wave degli ’80 permea molti passaggi di un lavoro calibratissimo, cesellato con cura e passione, con influenze ben diluite, durezze stimolanti e varietà su di un tipico incedere ritmico dell’attuale modern-metal. Il fulcro delle perplessità, di fronte a tutto questo materiale ed alla godibilità easy-listening di un lavoro non per questo assolutamente leggero o commerciale è: i Lacuna Coil hanno sfornate l’ennesimo album apprezzabile, con richiami al passato, ma sempre in linea con le nuove coordinate, o ci stanno lanciando un messaggio di una futura evoluzione, riutilizzando in chiave attuale le loro radici? Cosa si cela sotto ‘l’aureola della corona infranta?’. Forse la prossima evoluzione in pop-metal (e non è un termine dispregiativo il mio)? O cosa. Album gradevolmente inquietante e sottilmente enigmatico.

 

Andrea Evolti

 

Tracking List:

1) Nothing Stands in our Way

2) Zombies

3) Hostage to the Light

4) Victims

5) Die & Rise

6) I Forgive (But I Won’t Forget Your Name)

7) Cybersleep

8) Infection

9) I Burn In You

10) In the End I Feel Alive

11) One Cold Day

 

 

Line Up (CD):

Marco Coti Zelati: bass, keyboards

Cristina Scabbia: vocals

Andrea Ferro: vocals

Cristiano Migliore: guitars

Marco Biazzi: guitars

Cristiano Mozzati: drums

 

Link:

www.lacunacoil.it

www.facebook.com/lacunacoil?fref=ts