CONDIVIDI

Recensione NECRODEATH - The 7 Deadly Sins

NECRODEATH

The 7 Deadly Sins

Scarlet Records

Release date: 12 Maggio 2014

 

 

L’evoluzione dell’orrore di questa società, la decadenza del terzo millennio cantata da Erinni cibernetiche. Il nuovo lavoro della leggendaria band ligure, i Necrodeath, ci offre la formazione guidata da Peso e Flegias in ottima forma, con idee fresche ed arrangiamenti intriganti e dinamici, dove il loro consueto e tellurico thrash/black si è, ormai, avviato a tecnicizzarsi, con una scrittura del brano complessa ed eterogenea merito, sicuramente, di Pier Gonella, chitarrista veloce, potente ma anche tecnico e creativo.

 

Con queste premessa, la resa artistica del tema di questo album, The 7 Deadly Sins -

i sette peccati capitali - risulta molto più attuale, non stereotipata o prevedibile: l’opener ‘Sloth’, come anche la superba ‘Lust’ (una delle migliori in assoluto del disco) o la terremotate ‘Wrath’ ci mostrano un thrash selvaggio e nervoso, arricchito da un riffing articolato e virtuoso che, se da una parte lascia indietro il consueto carico di cupezza apocalittica che la band ci ha insegnato ad apprezzare, dall’altro ci offre la panoramica dei sette vizi capitali visti in una chiave attuale, inseriti o, meglio, incistati nel ventre della società del XXI secolo. ‘Pride’ e la variegata ed esaltante ‘Gluttony’ ci prendono e ci trascinano con forza e dinamica, più che con la seduzione del male, dove la voce di Flegias diventa più isterica e meno demoniaca, producendosi in molte parti di cantato in lingua madre, estremamente efficace con le tecniche harsh vocal.

 

Dinamica ed eclettismo compositivo, oltre che tensione e nervosismo, dominano l’album, non solo nel lavoro di chitarra di Gonella, splendido anche negli assoli vorticosi e calibrati (elemento ormai consolidato dei Necrodeath 3.0), ma anche nel drumming di Peso, camaleonte delle pelli nel riuscire perfettamente ad adattarsi a questo nuovo passo, Grazie anche al lavoro delle corde basse di GL, prezioso collante ed elemento di equilibrio per il four-piece italiano; tutto questo senza che il lavoro dietro le pelli del batterista di Recco perda la sua tipica impostazione da ‘tempesta di ghiaccio’, che tutto travolge e distrugge. Perfetta anche la produzione, che esalta tutte le sfumature compositive e dell’esecuzione strumentale, con la sola, piccola pecca di tralasciare un po’ troppo il flavor cupo ed apocalittico, marchio di fabbrica dei Necrodeath.

 

Un album fresco, stuzzicante e che sconvolge piacevolmente, senza perdere quella regale malignità selvaggia che il combo italiano ci aveva fatto conoscere. Chicche finali, le rivisitazioni di ‘Thanatoid’ (‘Fragments of Insanaty’) e ‘Graveyards of Innocents’ (‘Into the Macabre’), con la formazione attuale, per un risultato moderno ma che non perde l’oscuro e malsano fascino dei brani originali. Una prova splendida è un intrigante punto di svolta.

 

 

Recensione a cura di Andrea Evolti

 

 

Tracking List:

01. Sloth

02. Lust

03. Envy

04. Pride

05. Wrath

06. Gluttony

07. Greed

08. Thanatoid

09. Graveyard Of The Innocents

 

Line-up:

Flegias: vocals

Pier Gonella: guitars

GL: bass

Peso: drums

 

Link:

www.necrodeath.net

www.facebook.com/necrodeath.official