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mar

03

giu

2014

Recensione MAINPAIN - The Empirical Shape of Pain

MAINPAIN

The Empirical Shape of Pain

My Graveyard Productions

Release date: 31 Maggio 2014

 

 

God bless true power metal! No, piano, non sto parlando di quello che molti (erroneamente) definiscono power intendendo lo speed melodico di scuola europea (Stratovarious, Sonata Artica, ma anche i nomi grandiosi di Helloween e Gamma Ray). Io parlo di quello nato dallo sviluppo della NWOBHM e del primo speed metal in territorio nord americano (Exciter, Tank) che ha dato i natali a band come Vicious Rumors, Helstar, Metal Church, Sanctuary, Savatage delle origini e formazioni più recenti come Iced Earth, Eidolon, Oracle, alcuni molto underground altre più inserite nel mainstream. Qui, però, parliamo di una gemma di album che, anche se con qualche pecca, è l’opera di una formazione italiana, i Mainpain che, assieme a combo come Endless Time o ex-Red Warlock (ora Negacy), sono esponenti di una scuola italiana di power metal virtuosa ed originale.

 

Questo secondo lavoro della formazione piemontese, dal criptico titolo, che fa pensare a Blake, di ‘The Empirical Shape of Pain’, dopo l’intro magniloquente e dal sapore di epica cosmologica di ‘The Arrival’, ci investe con tutta la sua glorioso potenza chitarristica U.S. power di ‘The Healer’ e ‘Blood Arena’: ritmiche tecniche, rocciose, dall’incedere antemico e da un flavor melodico molto NWOBHM, dove la bellissima e tonante voce di Ronnie Borghese si fa notare per timbro possente, impasto vocale teatrale ed imperioso ed un personalità, unità ad un’ottima prestazione tecnica che ricorda molto David Bower degli Hell e Marco Piu dei Negaci precedentemente citati. Questo lirico sacerdote oscuro narra i poemi dei tormenti del cosmo interiore sugli intrecci e gli assoli splendidi forgiati dalla coppia Dave Valli/Paolo Raffaello, con il primo a dargli man forte negli scream più estremi. Nascono così, accompagnati da una buonissima e roboante sessione ritmica, ad opera della coppia Tamburini/Ponenti pezzi da incorniciare come ‘Cleopatra’, vera e propria mini-suite dalle mille sfaccettature ritmiche e melodiche, dove emerge la potenza onirica dei Metal Church di ‘Watch the Children pray’, unita a quel senso ‘esoterico’ delle band NWOBHM quali Tigers of Pang Tang, Angel Witch e Witchfinder General.

 

Il disco è una summa di influenze da intenditori, digerite, metabolizzate ed impiegate per creare e non imitare, mettendo un proprio marchio di fabbrica, cosa che rende, assieme alle chicche degli assoli e della voce di Borghese, questo ‘The Empirical Shape of Pain’ un disco da avere assolutamente, nonostante ci siano alcune pecche che non posso essere taciute come un suono di batteria a volte troppo rimbombante e dall’effetto plastificato (povero rullante) e, grave cosa per il sottoscritto (ma solo perché parliamo di un recensore fissato con l’inglese) una pronuncia non sempre perfetta; davvero un peccato perché Borghese, quando non sbaglia, ha una buonissima ed evocativa accentazione da bardo ossianico.

Dettagli che vogliono anche dire molto ma che non inficiano il risultato di un lavoro di alto livello. Che la forma del dolore porti a voi l’illuminazione!

 

 

Andrea Evolti

  

Tracking List:

1. The Arrival (Intro)

2. The Healer

3. Blood Arena

4. Kiss of Death

5. Cleopatra

6. On the Run

7. The Spiral

8. Wake up Sleeping Giant

9. Reflex of Events

10. The Empirical Shape of Pain (Strumentale)

 

 

Line up:

Ronnie Borgese: vocals

Dave Valli: guitars, screams, backing vocals

Paolo Raffaello: guitars, backing vocals

Daniele Tamborini: bass

Gianmarco Bonenti: drums, backing vocals

 

Link:

www.mainpain.it

www.facebook.com/mainpain