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Live e Foto Report - JENNIFER BATTEN & KING OF POP @ Fuorionda, Cura Carpignano – Prado (PV) - 23 Ottobre 2014

Report a cura di Andrea Evolti 


Foto a cura di Valeria Portinari

 

La possibilità di vedere in azione una chitarrista del calibro di Jennifer Batten, famosa ai più per essere stata la chitarrista che più a lungo ha collaborato con Michael Jackson, soprattutto in sede live, non capita tutti i giorni, specie se accompagnata da un tribute band di Michael Jackson, i King of Pop, composta da musicisti di altissimo livello e con all'attivo collaborazioni da turnisti e progetti vari, che impressionano, quanto la qualità mostrata sul palco del Fuorionda, locale alle porte di Pavia, specializzato, da tempo, in tributo con guest d'eccezione (Chris Slade, Paul di Anno etc.).


Dopo i primi tre brani eseguiti solo dai componenti del tributo piemontese, in cui spiccano il lead singer e ballerino Vittorio Masullo, supportato da altri due coristi danzatori (notevole la cura di vestiario e coreografie), fa il suo ingresso la Batten, con il brano 'Dirty Diana' e si può subito notare una delle caratteristiche fondamentali della guitar-hero americana: la duttilità. Di estrazione hard-rock e neoclassical-metal, la Batten riesce ad amalgamarsi benissimo con i brani di Jackson, ricchi di pop, soul e funky che impregnano song di fama mondiale come 'Heartbreaker Hotel' (famosa cover di Elvis Presley) o 'Smooth Criminal', grazie anche all'apporto dell'irrequieto basso di Fabio Longo e dell'altra ax-woman dalla precisione chirurgica Roberta Raschellà. I pezzi da 90, però, in cui Jennifer può far emergere maggiormente le sue qualità di shredding-Goddess, sono la monumentale 'Thriller', la storica cover dei Beatles (nel video della quale appare proprio l'ossigenata chitarrista) 'Come Together' ed il classico di Jackson per eccellenza amato dai chitarristi, 'Beat it', dove la musicista di New York si lancia nella sua precisa e rovente versione dello storico assolo di Eddie Van Halen, il tutto suggellato dal metronomo umano della batteria, Fiamma Cardani. Dopo alcuni medley dei Jackson Five, in cui non partecipa Jennifer, ci si avvia alla fine capendo che la speranza di poter sentire anche un solo brano di creazione della chitarrista nordamericana era stata, dall'inizio, velleitaria, in quanto ospite dei King of Pop. Finale, però, con Jennifer sul palco che, duettando (con una sintonia notevole per una collaborazione limitata a così poche date) con la sei-corde di Raschellà, ci offre una robusta e dinamica versione di 'Balck or White', brano al quale partecipò Slash.


E' vero, non si è potuto sentire nulla dei lavori solisti 'Monumentum', 'Above, Below and Beyond' e 'Whatever', ma questo concerto, di certo insolito per essere riportato sulle nostre pagine, ci ha mostrato non solo l'eterogeneo talento di Jennifer Batten e la qualità cristallina di maestri musicali italiani impegnati in un repertorio difficile, ma ci ha anche ricordato quanto fosse vasto e influenzato dal rock, il background di un artista del calibro di Michael Jackson, un vero e proprio genio della musica pop.