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lun

27

ott

2014

Recensione HELL IN THE CLUB - Devil On My Shoulder 

HELL IN THE CLUB

Devil On My Shoulder

Scarlet Records

Release date: 04 novembre 2014




Finalmente! Finalmente! Finalmente! Gli HELL IN THE CLUB tornano con un album nuovo di zecca. Se nel 2011 il loro album d'esordio ci arrivò tra capo e collo, facendoci sobbalzare sulla sedia con il suo hard rock melodico di classe, questo seguito “Devil On My Shoulder” era attesissimo proprio per merito della qualità delle canzoni contenute nel primo lavoro ma anche per quello che questo quartetto è riuscito a fare nei palchi italiani ed europei, con un solo disco all'attivo.


Vanno ricordate le loro partecipazioni al Glam Fest, all'Heineken Jammin' Festival ed al Sonisphere Festival Italy nel 2011, al COQ Rock Festival in Belgio, al Tribal Festival in Francia ed al tour con Crashdiet/JettBlack in UK. 



Le aspettative vengono soddisfatte ed anzi le tredici canzoni contenute in questo nuovo lavoro proseguono il discorso iniziato con “Let The Game Begin” e lo portano ad un piano superiore. Ricerca delle melodie, riff curati, sezione ritmica precisa, ottimi cori, Dave assolutamente a suo agio in queste sonorità, sono queste le armi vincenti della band, alle quali va aggiunta una maggior cura negli arrangiamenti. Se per innamorarci dell'esordio sono bastati due ascolti, complici anche le chiare influenze in esso contenute, in questo caso gli ascolti occorrenti sono maggiori, ma il risultato finale è identico. Canzoni che ti si ficcano in testa e difficilmente si tolgono. Ne è un esempio il primo singolo-video “Proud”, scelta azzeccata anche per merito di un chorus riuscitissimo (“...cry out loud, singing proud... ...in the night, we unite...”) ci mette un attimo ad essere memorizzata. La divertente “Beware Of The Candyman” sembra rubata alla colonna sonora di Rocky Horror Picture Show. “Bare Hands” posta in apertura è un altro brano vincente, l'omonima “Devil In My Shoulder” come “No More Goodbyes” possiedono una linea melodica nel coro fantastica.


Siamo di fronte ad un lavoro riuscito dall'inizio alla fine, senza filler di nessun tipo, solo musica di qualità. Più lo si ascolta, più si percepisce e riconosce l'identità della band che non richiama alla mente nessuna altra band in particolare ma conferma il proprio spazio ritagliatosi nel tempo. Si arriva alla fine dell'album con stampato in faccia un sorriso tipo clown o simile al diavolo in copertina (ad opera di Justin Osbourne).


Il desiderio è quello di non spezzare l'incantesimo proprio come non si deve fare con un sonnambulo…… lasciateci divertire ancora un po' con gli Hell In The Club in attesa di rivederli su qualche palco al più presto. 


 

Recensione di Andrea Lami



Tracklist:

01. Bare Hands

02. Devil On My Shoulder

03. Beware Of The Candyman

04. Proud

05. Whore Paint

06. Pole Dancer

07. We Are The Ones

08. Save Me

09. Toxic Love

10. Muse

11. Snowman Six

12. No More Goodbye 

13. Night


Line up:

Dave – vocals

Andy – bass

Picco – guitar

Fede - drums


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