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Live Report 2CELLOS @Fabrique, Milano - 14 Dicembre 2014 

Live Report e foto a cura di Marghe Simonetti



In una piovosa serata di questo 2014 che sta volgendo al termine, non poteva mancare la presenza di Rock Rebel Magazine a un concerto sui generis, quello di Luka Šulić e Stjepan Hauser, i due violoncellisti sloveno-croati più noti come 2CELLOS, che, reduci da alcune date sold out nel nostro paese, approdano al FABRIQUEdi Milano sempre per un tutto esaurito meritato. Entrambi con un background fatto di studi classici importanti, i nostri, con l’appoggio, da metà concerto in poi sulle note di “Thunderstruck”, dell’ottimo batterista Dusan Kranjcche li accompagna nel tour, devono la loro fama all’arrangiamento di brani di artisti e band contemporanee fatti in chiave pop e rock, solo con l’uso dei due scarni violoncelli elettrici, realizzando cose che se non si vede non ci si crede.


Ma veniamo a noi. Alle 21,30, minuto più minuto meno, ecco salire sul palco i 2CELLOS, vestiti di nero, belli come modelli, introducendo il “Benedictus” di Karl Jenkins, un dolcissimo brano-dedica alle vittime della guerra in Kosovo, per poi passare ad altro, con la cover di “Where the streets have no name” degli U2 seguita da “Viva la Vida” dei Coldplay e da un’intima “Shape of my heart” di Sting. La prima parte è dedicata al pop, i due, tra un pezzo e l’altro salutano e fanno battute un po’in italiano e un po’ in inglese intrattenendo il pubblico, ma soprattutto dando spazio alla musica, a una “With or without you” chiusa da “Con te partirò” di Bocelli.


È da metà concerto in poi che l’anima rock dei ragazzi esplode in tutta la sua totalità e da lì prevarrà solo il puro piacere. Inutile è elogiarne il talento, quello è indubbio, quello che più colpisce è la tenuta del palco, la presenza scenica, è come se essi stessi fossero parte integrante dello strumento che posseggono e stringono a sé. Luka è molto concentrato e tecnico mentre Stjepan è l’artista “pazzo”, il fantasista, insieme sono perfetti, sono una cosa sola, così diversi e così uguali.

Da “Thunderstruck”, seguita da “Voodoo People” e da “Smells like teen spirits” il ritmo aumenta sempre più e gli archetti si assottigliano a vista d’occhio, il pubblico risponde con passione. Si chiude con “(I can’t get no) Satisfaction” cantata da tutti, per poi riprendere con gli encore finali, con l’Ouverture del “Guglielmo Tell” di Rossini che lascia spazio all’immensa “The Trooper” degli Iron Maiden unita alla promessa di tornare il prossimo anno, fino a congedarsi sulle note di “Fields of gold” di Sting che è come se abbracciasse la folla salutando con entusiasmo.


Sinceramente non si pensava di rimanerne così estasiati, ora non resta che ascoltare il nuovo album “Celloverse”, in uscita il prossimo Gennaio 2015, che sarà una piacevole conferma. Tutto partì un giorno dal rifacimento di “Smooth Criminal” di Michael Jackson e da lì in poi è solo un successo meritato.


Un ringraziamento particolare va al FABRIQUE di Milano e alla BARLEY ARTS per l’accoglienza e la sempre impeccabile disponibilità. Intanto il nostro viaggio continua …




Setlist:

  1. Benedictum (Karl Jenkins)

  2. Where The Streets Have No Name (U2)

  3. Viva la Vida (Coldplay)

  4. Shape of my heart (Sting)

  5. Resistance (Muse)

  6. Californication (Red Hot Chilly Peppers)

  7. With or without you (U2)

  8. Human nature (Michael Jackson)

  9. Smooth Criminal (Michael Jackson)

  10. Welcome to the Jungle (Guns N’ Roses)

  11. Thunderstruck (AC/DC)

  12. Voodoo People (The Prodigy)

  13. Smells like teen spirit (Nirvana)

  14. You shook me all night long (AC/DC)

  15. Highway to hell (AC/DC)

  16. (I can’t get no) Satisfaction (The Rolling Stones)


Encore:

  1. Back in Black (AC/DC)

  2. The Trooper + “Ouverture” dal Guglielmo Tell (Iron Maiden – Gioacchino Rossini)


Encore 2:

  1. Fields of gold (Sting)