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mer

17

dic

2014

 

LiveReport MESHUGGAH, Car Bomb, Semantik Punk @ Live Club, Trezzo sull’Adda (MI) – 16 dicembre 2014

Report a cura di Andrea Evolti


Foto a cura di Paolo Rossi


Tornano in Italia, dopo una lunga assenza e per festeggiare i 25 anni di carriera, i thrasher del futuro dominato dalle biomacchine, quei MESHUGGAH che, fin dalla loro uscita, hanno sconvolto il mondo del metal con un thrash progressivo, violentissimo e cerebrale….ed al Live Club non hanno assolutamente smentito la loro fama di alieni del metal estremo.


Come primo opening-act, una band che appare veramente fuori luogo e non solo per un mero fatto di immagine. I Semantik Punk, band polacca che ha qualche riferimento ai Meshuggah, ma più indirizzata verso un hardcore-alternative, si distingue, sostanzialmente, per un sound non certo originale o coinvolgente, oltre che per una presenza scenica veramente fredda e con una certa spocchia da hipster dell’ultima ora. Si salva la sessione ritmica, mentre abbiamo un anonimato artistico per la chitarra ed un enorme punto interrogativo per lo stranissimo (e veramente poco azzeccato), harsh vocal del singer, che tende a strappare più risate e perplessità che applausi. Da dimenticare, come il taglio di capelli del singer.


Con i Car-Bomb si cambia registro e si va verso un sound metal estremo molto derivato da Meshuggah (ovviamente), primi Fear Factory ed anche qualche acceno alle melodie vocali, nella violenza brutal-thrash, dei Periphery. Anche loro non originalissimi ma con molte più frecce al loro arco: capacità tencica, energia, passione. Grazie a questi elementi, la prova del quartetto americano lascia il segno sul nutrito pubblico accorso nel locale milanese e ci consegna una band che, di certo, deve ancora trovare totalmente la propria identità ma che ha molta materia grezza su cui poter lavorare.


Il Culto della Biomacchina è tornato sul suolo italiano e, quando i 5 tecnomanti svedesi dei Meshuggah fanno il loro ingresso su di un palco con fondali gigeriani e luci da Cargo Nostromo (Alien), il pubblico si prepare e poi…..esplode! Il combo scandinavo colpisce all’ipotalamo con una ‘Future Breed Machine’ perfetta, devastante, asfittica e virtuosa, come si dimostrerà tutto il loro concerto. ‘ObZen’ e ‘Do Not Look Down’ trascinano il pubblico in un gorgo cosmico di ossessioni, scandite dall’orologio atomico asimmetrico Haake e scolpite dai riff di Kidman e Thordendal, mentre qust’ultimo crea le sue nenie siderali e cucisce membra con circuiti grazie ai folli assoli di sapore fusion che ci conducono ad un passato glorioso della band (anche se non sempre adeguatamente considerato) come ‘Cadaverous Mastication’ e ‘Gods of Rapture’. I Meshuggah sono spietati, implacabili e monumentali, come un monolite di ossidiana in cui sono intagliati contorti e complessi glifi alieni…che spesso hanno occhi che ti fissano. E’ una sorta di prova dell’anima questo concerto, tanto è violenta la band guidata dai beluini e precisi harsh di Hagström, che ci conduce alle esplosioni di violenza cerebrale di ‘Bleed’ ed alla straordinaria ‘new Millenium Cyanide Christ’. Sempre senza sosta, con solo qualche parola di ringraziamento, per non togliere minuti all’estatico supplizio, si arriva verso la conclusione del rito, con il trittico ‘Mind’s Mirror’, ‘In Death – is Life’ e ‘In Death -is Death’, sigilli digitali, codici a barre sulla carne per una prova debordante per una band unica, a volte ostica, ma, proprio per questo, sempre stimolante, affascinante e che scardina porte nell’anima e nella mente di chi la ascolta. Al prossimo supplizio per il culto della Bio-macchina.

Car Bomb

Semantik Punk