CONDIVIDI

lun

02

feb

2015

 

Live Report RUSSKAJA @ Bloom, Mezzago (MB) – 30 Gennaio 2015

Report a cura di Andrea Evolti


Rimanere sorpresi può avere risvolti negativi e positivi ma, l’importante, è che questo porta sempre a conoscere qualcosa in più, sia da apprezzare, detestare o, semplicemente, osservare ed ammirare. I Russkaja, protagonisti al Bloom di Mezzago, venerdì 30 Gennaio, hanno sicuramente sorpreso e, al di là di quello che possono essere le impressioni personali, dimostrato, da una parte, la loro grande qualità di musicisti ed entertainer, dall’altro, il fatto che non bisogna mai fidarsi troppo di apparenze e voci di corridoio.


La band russo-tedesca, composta da 7 elementi e capitanata dal corpulento e gioviale frontman Georgij Makazaria, apre subito le danze (ed è il caso di dirlo), per un Bloom molto affollato e voglioso di scatenarsi in danze crossover polka/ska-rock…perché, a dispetto di varie agenzie ed articoli che presentano il combo europeo come una versione thrash-metal (dove?) dei Gogol Bordello o di Goran Bregovic, i Russkaja sono una formazione dedita allo ska-rock più scatenato, perfettamente fuso alla tradizione polka dell’est Europa, accenni di musica classica dovuti alla bravissima violinista Ulrike Müllner e tanto tradizione balcanica come, appunto, il genere proposto da Bregovic.


‘Energia’, il singolo più famoso del seven-piece russo-tedesco, scatena subito i presenti, grazie anche alla forza trascinante, le qualità da intrattenitore e la giovialità di Makazaria, dotato di una bella voce baritonale, possente e duttile e supportato da un comparto strumentale di primordine, perfettamente coeso (come la sezione ritmica Stübler/Miller) e dalla grande intesa. I brani, che sui loro album come l’ultimo ed osannato ‘Energia!’ o il precedente ‘Russian Voodoo’, apparivano più potenti e deliranti, dal vivo mostrano tutta la loro anima danzereccia e folk, con il chiaro intento di divertire prima ancora che creare una assalto sonoro che non sembra affatto nelle loro corde, come si sente (e si vede) nell’esecuzione di ‘Psycotraktor’, con vari siparietti in lingua italiana (made in Google translator) di Georgij. ‘Barada’ o la cover degli Avicii ‘Wake me Up’, mostrano ancora la dirompente e gioviale energia di una formazione che vanta i fratelli Gutterning ai fiati (tromba e potete), splendidi musicisti, e l’abrasiva chitarra ska/rock (di alta qualità) Engel Mayr, per una performance di grande valore artistico e d’intrattenimento ma che ci consegna dei Russkaja ridimensionati dal punto di vista di chi li voleva come la next big thing della musica crossover, una sorta di nuovi Phantomas o Skyclad dell’Est Europa.


I Risskaja si congeda, con ‘Gop-Stop’, da un pubblico in visibilio per loro, centrando l’obbiettivo di offrire musica d’intrattenimento, ironica e di qualità ma, forse, perdendo l’occasione di osare e mostrare una faccia più ‘aliena’ ed intrigante (o inquietante), che su CD era stata mostrata. Grandi musicisti, comunque, per una grande esibizione.


Un ringraziamento all’Hub Music Factory per aver organizzato questo evento.