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Recensione EMBRYO - "Embryo" 

EMBRYO

Embryo

Logic(Il)logic Records

Data Pubblicazione: 27 Febbraio 2015




Romanticismo digitale e malinconia in formato parsec, per riuscire a tratteggiare l’interessante e coinvolgente terzo atto, omonimo, della band cremonese degli Embryo. Spostati i propri lidi da un death melodico ma dalla violenza made in USA, sulla linea dei primi Fear Factory, il quintetto lombardo che unisce la quadratura ritmico/compositiva degli In Flames tra ‘Clayman’ e ‘Come Clarity’ (vale a dire prima del suicidio/mutazione in hipster dalle chitarre vitaminizzate), con la magniloquenza siderale delle tastiere splendidamente gestite da Simone Solla, mostra con gli asteroidi che danzano walzer spaziali di ‘The Pursuit of Silence’ o la malinconicamente epica (degna delle più struggenti scene di solitudine spaziale di ‘Gundam’ o ‘Tekkaman’) ‘The Door to the Abyss’ che, benché non si tratti ancora del lavoro/simbolo del combo italiano e che sopravvivano delle pecche in questa sua seconda vita artistica, la strada nella ricerca di un equilibrio tra chirurgica e agorafobica violenza delle chitarre del più moderno cyberdeath (Fear Factory, Mudwayne) e magniloquenza metal è quella giusta.


I tempi medio/veloci la fanno da padrone, ma le accelerazioni alla Dark Tranquillità di ‘Character’ o ‘Fiction’ sono ben presenti e ben gestite da una sessione ritmica di gran valore, guidata dal drummer Enea Passerella. ‘My Pounding Void’ e ‘The End of the Beginning’ mostrano, nel bene e nel male, la vera natura di questo omonimo lavoro: lo splendido comparto ritmico delle chitarre di Eugenio Sanbasile, unito al già citato lavoro del resto della band ed alla duttile e formidabile voce estrema di Roberto Pisolini crea uno scenario splendido dove, però, non spiccano dettagli, primi piani e protagonisti veri e propri: grande atmosfera, che intriga e stimola sentimenti ed immagini, ma lascia tragedia, epica e riflessione solamente abbozzati, non solo per l’assenza di assoli sia di chitarra che di tastiera, ma anche di una tessitura compositiva più articolata e varia che, sfortunatamente, rischia di rendere confondibile brani quali ‘Fragments of Utopia’ simili a quelli di molte altre band che si muovono su questi canoni, come Chimaira, ma molto meno dotati dei ‘nostri’ Embryo.


Il punto è che questo, fondamentalmente: questo lavoro è un notevole e splendido ‘stream of consciouness’, dove, però, mancano quei momenti, quelle increspatura, vortici, onde e rapide che ne caratterizzano l’unicità: come avevo detto, uno splendido paesaggio ma con pochi punti di riferimento riconoscibili, una sala da ballo stellare dove i danzatori sono pochi e non si mettono molto in luce e, visto il talento del quintetto di Cremona e la sua capacità di sferrare ottimi colpi di ‘light-sabre’ emotivi, è un vero peccato che non affondino i colpi e non osino assalti più arditi. Il Lato Oscuro richiede anche coraggio e, credo, gli Embryo sapranno mostrarcelo tutto nel prossimo lavoro. Per ora, una buona prova, ricca di spunti ma che ha ancora bisogno dell’affondo finale.



Andrea Evolti


Tracking List:

1. An Awkward Attempt

2.The Pursuit of Silence

3. Manipulate My Consciousness

4.Insane Lucidity

5.The End of the Beginning

6.Embryo

7.The Touch of Emptiness

8.The Door to the Abyss

9.My Pounding Void

10.Fragments of Utopia

11.I Am Pure Hate


Line-up:

Simone Solla - Keyboards

Eugenio "Uge" Sambasile - Guitars 

Roberto Pasolini - Vocals 

Nicola Iazzi - Bass 

Enea Passarella - Drums 


Link: 

www.facebook.com/EMBRYO.DeathMetal