CONDIVIDI

LiveReport ROCK MEETS CLASSIC 2015 @ Olympiahalle, Monaco di Baviera (GER) - 21 Marzo 2015

Report e foto a cura di Fabrizio Tasso


Appuntamento imperdibile quello del Rock Meets Classic 2015 che per il quarto anno di seguito ci delizia con la sua formula vincente. Rispetto alle precedenti edizioni (raccontate dall'Hallenstadion di Zurigo) questa volta la culla della fortunatissima kermesse è l' Olympiahalle di Monaco di Baviera. Situata a non troppa distanza dal centro cittadino e perfettamente servita dalla metropolitana, questa struttura rappresenta un vero e proprio fiore all'occhiello della città bavarese. Come di consueto i posti sono rigorosamente a sedere, ma noi non avendo nessuna fila alle spalle siamo rimasti in piedi per tutta la durata dello show per non perdere il nostro spirito rock. Spirito che purtroppo si è manifestato ben poco negli spettatori tedeschi. L'età media (over 50) ha sicuramente influito, ma ad averci stupito (della serie non si finisce mai di imparare) è stata la diversa accoglienza riservata ad uno dei protagonisti rispetto agli altri. Ma proseguiamo con ordine.


Quest'anno i cantanti che formano la struttura portante dello show sono Marc Storace (Krokus), Johh Wetton (Asia, King Crimson, Uriah Heep), l'eterno ragazzino Eric Martin (Mr. Big), Rick Parfitt (Status Quo), l'inossidabile Ian Gillan (Deep Purple) e come very special Guest la nostra connazionale Gianna Nannini. In più le solite garanzie di qualità sono, come al solito, la band di Mat Sinner (direttore artistico di questo progetto) e la Bohemian Symphony Orchestra di Praga capitanata dal maestro Bernhard Wunsch.


La prima parte del concerto è affidata alla grinta di Marc Storace che tra la cover di “Thundestruck” e la celeberrima “Long Sticks Goes Boom” dei Krokus cerca di scaldare gli animi degli spettatori. Buona prova anche se un paio di pezzi in più sarebbero stati meglio. John Wetton e la sua delicata ugola ci hanno seriamente incantato. Soprattutto nei pezzi targati Asia. Le versioni di “Only Time Will Tell” e “Heat Of The Moment” sono impreziosite dall'orchestra e puntano dirette al cuore. Dal canto suo Eric Martin dimostra di essere il solito professionista regalandoci le versioni di “Just Take My Heart” e “Green Tinted 60's Mind” come non le avevamo mai sentite. Voce cristallina e la sua innata simpatia completano poi l'opera rendendo il suo show incredibile.


Ora però la situazione cambia diametralmente. Il boato che introduce la Nannini sul palco ci lascia senza parole. Non vogliamo discutere della sua prestazione (che tra l'altro è stata pure buona) ma veniamo a scoprire (parlando con alcuni spettatori) che Gianna in Germania è un vero e proprio idolo. Alla nostra domanda “ma capite quello dice?” la risposta che ci viene fornita è che non importa perché è il timbro della sua voce la cosa importante. Modi di pensare diversi in un contesto che in Italia non conosce un suo corrispettivo. In effetti il pubblico italiano (specialmente di una certa età) non è avvezzo a determinate sonorità (il rock in genere) ed è per questo che il Rock Meets Classic ha successo solo in luoghi dove la lingua tedesca la fa da padrone.


L'intervallo spezza le nostre riflessioni prima che Rick Parfitt ricominci ad esaltarci. Le canzoni degli Status Quo non sono certamente facili da reinterpretare a livello sinfonico, più che altro perché puntano tutto sulla semplicità intrinseca del pezzo. Comunque canzoni come “Whatever You Want” o “Down Down” posseggono una carica realmente dirompente.


Headliner della serata, come detto, è Ian Gillan. Il singer dei Deep Purple è indubbiamente in forma rispetto alla serata della scorsa estate in quel di Barolo. Ciononostante gli acuti di “Highway Star” rimangono a carico dei coristi perché oramai non sono più nei suoi registri. In compenso nelle varie “Perfect Strangers”, “Black Night” e soprattutto “When I Blind Man Cries” il vecchio leone dimostra ancora di saper ruggire in maniera divina. Chiusura affidata a “Smoke On The Water” con tutti gli artisti sul palco per un finale pirotecnico. In definitiva una serata divertente, che ha lasciato qualche punto di riflessione e che comunque è riuscita a soddisfare anche i palati più fini.


Almeno una volta nella vita partecipate ad un Rock Meets Classic e allargate i vostri confini mentali, non può che giovarvi!


Set list

--Marc Storace---

01. Thunderstruck (Ac/Dc)

02. Long Sticks Goes Boom


--John Wetton---

03. Don't Cry

04. The Smile Has Left Your Eyes

05. Only Time Will Tell

06. Heat Of The Moment


--Eric Martin---

07. Take Cover

08. Wild World / Just Take My Heart

09. To Be With You

10. Green Tinted 60's Mind


--Gianna Nannini--

11. America

12. Bello e Impossibile

13. Dio è Morto

14. Latin Lover

15. Nel Blu Dipinto di Blu


intervallo


--Orchestra---

16. I'do Anything For Love (But I Won't Do That) (Orchestra & Band, Meat Loaf cover)


--Rick Parfitt---

17. Whatever You Want

18. In The Army Now

19. Rain

20. Down Down

21. Rocking All Over The World


--Ian Gillan---

22. Highway Star

23. Strange Kind Of Woman

24. Perfect Strangers

25. When I Blind Man Cries

26. Hush

27. Black Night

bis

28. Smoke On The Water


Band

Ian Gillan Voce

Rick Parfittt Voce – Chitarra

Eric Martin – Voce

John Wetton – Voce

Marc Storace – Voce

Gianna Nannini – Voce

Mat Sinner – Basso

Oliver Hartmann – chitarra

Jimmy Kresic – tastiere

Moritz Muller – batteria

Alex Beyrodt – chitarra

Amanda Sommerville – coro

Kolinda Brozovic – coro

Tiffany Kirkland – coro

Sascha Krebs - coro