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Recensione ARTAIUS - Torn Banners

ARTAIUS

Torn Banners

Bakerteam Records

Data Pubblicazione: 19 Maggio 2015




Nati come band folk-metal, con introduzione di voce femminile dalle influenze liriche e violino e seguendo un’impostazione iniziale abbastanza standard, per questo genere, gli Artaius, dopo un disco d’esordio e qualche performance live importante (l’anno scorso di supporto ad Arcturus) che aveva messo in mostra discrete abilità ma anche alcune pecche ed una certa latitanza di carisma musicale, fanno un buon salto in avanti con il nuovo ‘Torn Banners’.


Con ‘Seven Months’ e ‘Daphne’, il seven-piece italiano dimostra di aver capito ciò che vuole e può fare: un metal-folk con alcune tinte sinfoniche e tanto black melodico (oltre a delle strizzate d’occhio allo speed melodico molto catchy), ma senza eccedere in ambiti tastieristico-progressivi che risultavano derivativi, privi di carattere ed anche un po’ lontani dalle loro capacità. ‘Pearls of Suffering’ oppure ‘By Human Claimed’ ne sono la prova, con un robusto ed ispirato comparto chitarre (Massimo Cannelli), sempre verso quell’ibrido folk-epico che sembra essere la pelle musicale del combo di Sassuolo, la prestazione ottima e, stavolta, ben valorizzata e contestualizzata di Elena Mirandola al violino (tra i migliori in campo) e la voce di Sara Cucci che, da elemento debole della band, fa un buon salto di qualità. Se prima la sua impostazione molto lirica, oltre a stridere sia nel contesto strumentale, sia nell’amalgama con i growl di Francesco Leone, risultava anche un po’ carente ed al di là delle sue caratteristiche, la scelta di un mood più folk e sognante, valorizza maggiormente le sue doti (cresciute anche queste) e s’incastra quasi alla perfezione con il suo compagno vocale e la musica degli Artaius. La song ‘Dualità’ (anche se l’italiano non convince molto in questo contesto) oppure ‘Leviathan’ sono un ottimo esempio dell’equilibrio raggiunto dal gruppo grazie anche alla sessione ritmica Bretoni basso/Agati batteria ed al buon lavoro di collante ed ispirazione melodica di Grandi alle tastiere.


Un buon album, non privo di pecche, ma che risulta ispirato, sentito, ben registrato e suonato con passione da musicista che sembrano aver trovato la loro strada, lontano dalle manie di emulazione e dalla sindrome copycat. Avanti così.



Andrea Evolti



Track List:

1. Seven Months

2. Daphne

3. Leviathan

4. Eternal Circle

5. The Hidden Path

6. Pictures of Life

7. Pearls of Suffering

8. Dualità

9. By Gods Stolen

10.By Humans Claimed

11.Torn Banners


Line-up:

Sara Cucci: Clean vocals

Francesco Leone: Scream and growl vocals

Elena Mirandola: Violin

Giovanni Grandi: Keyboard/Synth

Massimo Cannelli: Guitars

Enrico Bretoni: Bass guitar/Backing vocals

Alessandro Ludwig Agati: Drums/Percussions