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Recensione THE JULIET MASSACRE - "Human Abuse" 

THE JULIET MASSACRE

Human Abuse

Autoprodotto

Data di pubblicazione: 26 Maggio 2015

 

 

 

 

Al secondo lavoro, dopo l’esordio del 2012 ‘Pray fora n Afterlife’, gli abruzzesi The Juliet Massacre ci presentano un secondo lavoro che punta su un devastante impatto sonoro, come ci si aspetterebbe da una formazione deathcore che si rispetti ma anche su di una cura per i particolari ed il songwriting e la ricerca di soluzioni particolari, che in molti casi possono richiamare, con i dovuti distinguo dei casi, i Cephalic Carnage.

 

‘Human Abuse’, fin dalla sua opener, la title track, e già attraverso le successive due track ‘Earh Annihilation’ e ‘Chocking the Last Breath’ ma soprattutto con ‘Her Violated Body’ (uno dei pezzi migliori e più rappresentativi del lavoro) la band di vasto mostra un guitar-work feroce, d’impatto ma estremamente curato ed anche vario, che passa dal feroce impatto alla Slipknot di ‘Iowa’ e seguendo anche una linea aggressiva molto più death metal classica, tipo Immolation o Malevolent Creation, al senso di tensione melodica riscontrabile in molti combo swedish death o death/black. Infatti, il lavoro delle 6 corde di Sab e Killer, pur risultando praticamente privo di assoli, riesce a svariare su moti campi del riffing estremo, chiamando in causa sovente e specialmente nell’attacco di ‘Freedom Speech’ gli At the Gates di ‘Slaughter of the Soul’, grazie anche al supporto del meraviglioso e fluido drumming di Pelle, che sfoggia blast-beat ed uso di doppia cassa che non sfigurerebbero sul di un disco di Vader o Morbid Angel ma che riesce a dare quella dinamico drammatico-sinfonica in stile black/death moderno che potrebbe ricordare le parti più lineari dei troppo sottovalutati inglesi Akercocke.

 

La matrice core, importante per l’impatto, appare, però, un po’ ingombrante, delle volte, quasi che frenasse la band nello sviluppo della sua vena drammatica nella ferocia manifestata, anche se quella tipica schizofrenia delle band deathcore/grind più virtuose dà un gran nerbo al senso di tensione e disagio di pezzi come ‘Drown in the Dust’, ma quando, con la conclusiva ‘Gli Anni di Piombo’, dove il cantato in italiano, pur non facendo faville, non stona, appare l’unico assolo del disco e la drammaticità dello swedish-death permea la matrice deathcore (ed a volte anche un po’ black/death del six-piece abruzzese) della composizione, si capisce cosa potrebbero fare i The Juliet Massacre, se si lasciassero andare ed abbandonassero certi eccessi degli stilemi core come un doppio cantato brutale, isterico e splendidamente eseguito ma anche un po’ troppo simile e con inserti di growl ‘aspirato’ tipicamente brutal che appaiono, senza nulla voler togliere all’ottima prova della coppia Alex Gore ed Antomega, un po’ posticci e forzati.

 

Bel disco, al di là di tutto, appesantito da una certa riluttanza ad abbandonare alcune stereotipi per lasciare spazio ad una personalità che pulsa sotto la coltre delle influenze ed ha già raggiunto un ottimo grado di maturazione. Se sapranno avere coraggio (dato che capacità e talento non mancano loro) i TJM potranno offrirci, in futuro, lavori di una nuova visione del death/brutal a 360°. Per i vostri incubi metropolitani ed anche per accompagnare la visione della serie ‘Romanzo Criminale’

 

 

Andrea Evolti

 

 

Tracking List:

1. Human Abuse

2. Earth Annihilation

3. Chocking the Last Breath

4. Drown in the Dust

5. Suffering in a Lake of Solitude

6. The Tragedy of the Guns

7. Beaten & Killed

8. Her Violated Body

9. Freedom of Speech

10. Slam Against the Injustice

11. Gli Anni Di Piombo

 

 

Line-up:

Sabatino "Sab" -Guitars

The Killer - Guitars

Jubbino - Bass 

Pelle - Drums 

Antomega- Vocals 

Alex Gore- Vocals 

 

Link:

www.facebook.com/thejulietmassacre