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Recensione SLAYER - Repentless

SLAYER

Repentless

Nuclear Blast Records

Release date: 11 Settembre 2015





Potremmo esordire con la solita frase melensa, trita e ritrita, “finalmente uscita la dodicesima fatica degli Slayer!” eccetera eccetera, ma, per l’appunto, stiamo parlando degli Slayer, non certo pizza e fichi e visto che erano sei anni che aspettavamo questo “Repentless”, la parola noia è abolita completamente.




Parto lungo, lunghissimo e non poteva essere altrimenti, la morte di Hanneman è stata un duro colpo per tutti i thrasher e metallari in generale, figuriamoci per i suoi amici e colleghi con i quali condivideva palchi e vita da trenta anni. Se a questo aggiungiamo l’ennesimo addio da parte di uno dei più virtuosi batteristi di sempre, tal Dave Lombardo, risulta quasi incredibile, ritrovarsi nuovamente a parlare di un altro album degli Slayer. Forse non avrebbero più pubblicato niente o almeno così la pensava Araya qualche anno fa, ma quantomeno era doveroso ricordare Jeff in qualche modo ed eccoci così arrivati ad oggi.



Gli ultimi lavori erano caratterizzati da una stanchezza generale e si sentiva tutta, ma nel momento in cui vi immergerete mente e corpo in questo album, l’intro “Delusions Of Saviour”, vi trasporterà in quel mondo iperveloce, caotico e dissennato che è caratteristico da sempre del combo californiano. La title track è il tributo personale di Kerry all’amico scomparso, riffone di matrice hardcore tanto cara ad Hanneman e velocità da rapinatore in fuga. “Take Control”, con i suoi cambi di tempo nervosi ci piace parecchio e troverà sicuramente spazio nelle nuove scalette live. Araya torna a ruggire, la sua voce è quella del bimbo agli albori di “Hell Awaits”, notevoli le sue performances in “Vices” o in “Cast The First Stone”. Il giro di chitarra ipnotico di “When The Stillness Comes”, l’incedere mid tempo di “Implode” che sfocia in una corsa senza soste, la coerenza compositiva di “Atrocity Vendor” e “You Against You”, perchè, è bene ricordarlo, gli Slayer suonano Slayer da sempre, non c’è nessun trucco nella loro musica.


Sono passati sei anni, morti, defezioni ma cazzo, gli Slayer non passano mai. In qualche limbo esoterico, in questo preciso momento, c’è un barman che sta servendo whisky e birre come se non ci fosse un domani ad un ragazzotto dai lunghi capelli biondi, con indosso una maglia da football americano, che, aldilà di una vita troppo al limite, ha l’espressione felice di chi sa di aver cambiato la musica per sempre e noi gliene saremo sempre grati.


In memory of Jeffrey John “Jeff” Hanneman (Oakland, 31 gennaio 1964-Los Angeles. 2 maggio 2013)



Recensione a cura di Emiliano Vallarino



Tracklist:

01. Delusions Of Saviour

02. Repentless

03. Take Control

04. Vices

05. Cast The First Stone

06. When The Stillness Comes

07. Chasing Death

08. Implode

09. Piano Wire

10. Atrocity Vendor

11. You Against You

12. Pride In Prejudice


Line up:

Tom Araya (voce, basso)

Kerry King (chitarra)

Gary Holt (chitarra)

Paul Bostaph (batteria)


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