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mer

13

gen

2016

Recensione RHAPSODY OF FIRE - Into The Legend

RHAPSODY OF FIRE

Into The Legend

AFM Records

Release date: 15 Gennaio 2016

 

 

 

C’era una volta un gruppo symphonic metal che faceva “magie” musicali in giro per il mondo. Tutti ammiravano i Rhapsody Of Fire per la loro bravura, la loro tecnica sopraffina e il fatto di venire da un paese come l’Italia, ne moltiplicava i meriti e gli elogi ascrittigli. Ma dove sussistono più maghi di eccelsa bravura, prima o poi lo spettacolo finisce in malo modo, perché ognuno va alla ricerca della sua platea, alla quale mostrare i propri trucchi mirabolanti. Ma nonostante una prima prova, dopo l’uscita del "prestigiatore" Luca Turilli, onestamente, non del tutto appagante con “Dark Wings of Steel”, i Rhapsody hanno tirato fuori il mai passato di moda, coniglio dal cilindro.

 

 

Ebbene si, “Into The Legend” è un disco di una bellezza spiazzante. Il sound vede il ritorno alle sonorità power symphonic degli albori, cori, epicità da colonna sonora e un Fabio Lione di una bravura disarmante all’ennesima potenza. L’incedere epico dell’intro “In Principio” ci proietta da subito dentro un mondo antico, medievale e onirico. Con “Distant Sky” è la chitarra di De Micheli che furoreggia, ben supportato dall’interpretazione di un Lione che non disdegna un cantato a tratti “poetico”. La title track ha varie sfaccettature, da richiami folk e lirici, ad un’apertura alla melodia, sempre ben coadiuvata dalla preziosa chitarra di De Micheli. “Winter’s Rain” vede aperture a delicati arpeggi sostenuti dalla voce di Lione e da splendidi cori lirici, mentre “A Voice in the Cold Wind” è caratterizzata da un riuscito assolo di flauto. “Valley of Shadows”, vede l’ottimo lavoro alle pelli di Holzwarth e strofe cantate in latino, per un refrain medievale di alto impatto, per poi lasciare campo alla meravigliosa ballad “Shining Star”, dove Lione dà prova di essere sempre un punto di arrivo per la maggior parte dei cantanti italiani. “Realms of Light” con uno Staropoli sugli scudi e “Rage of Darkness”, dove la chitarra accompagna Lione su note altissime, ci tengono per mano, prima di lasciarci alla maestosità della suite finale “The Kiss of Life” che parte lenta e lirica, per lasciare poi campo ad uno stupendo riff, sul quale Lione disegna con tutta la maestria che gli appartiene ricami vocali rari. Il brano poi volge ad un assunto acustico, caratterizzato dall’unico stralcio cantato in italiano, per poi ributtarsi a capo fitto sulle sonorità che caratterizzavano l’inizio del brano, creando una sorta di “infinito”.

 

Sia chiaro a tutti che “Into The Legend” è un disco per palati fini, perché musicisti di questo calibro non lasciano niente al caso e il lungo processo che ha portato a questo risultato, ha dato frutti che vanno di molto aldilà di ogni più rosea aspettativa. Rhapsody of Fire, il Made in Italy del quale andare fieri.

 

 

Recensione a cura di Emiliano Vallarino

 

Tracklist:

01. In Principio

02. Distant Sky

03. Into the Legend

04. Winter’s Rain

05. A Voice in the Cold Wind

06. Valley of Shadows

07. Shining Star

08. Realms of Light

09. Rage of Darkness

10. The Kiss of Life

 

Line up:

Fabio Lione (voce)

Roberto De Micheli (chitarra)

Alessandro Staropoli (tastiere)

Alex Holzwarth (batteria)

Alessandro Sala (basso)

 

Link

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