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Recensione DROWNING POOL - "Hellelujah"

DROWNING POOL

Hellelujah

Long Branch Records / SPV

Release date: 5 Febbraio 2016

 

 

 

 Assenza giustificata quella dei Drowing Pool, durata ben tre anni quando, con "Resilience" inserirono Jason Moreno alla voce, apportardo il cambio definitivo ed il ritorno alle origini del gruppo ed al sound della famosissima "Bodies", per intenderci. Con "Hellelujah", senza fronzoli o aggiunte ridondanti, si torna allo stile radicale e devastante dei bei tempi con riff corposi, parti vocali di “lusso” e l'inconfondibile alternative metal/heavy rock aggressivo dalle sfumature post-grunge, delineando un ritorno di alta caratura.

           

 

Senza indugi “Push” detta i ritmi di un album senza riserve, sound “gonfio” e strofe irriverenti associati a bass dubbing profondi  come cannonate ad annunciare una delle Hit dell'album, ”By The Blood”. Entrerà subito nei processi neurali in maniera virale con un “sapore” leggermente futuristico ma dal tiro deciso ed incisivo. Ciliegina sulla torta è “Drop”, flashback alle origini della band, sound ruvido ed incalzante con un groove mozzafiato che viene stemperato dai BPM in mid tempo di un'altra song che balzerà ai primi posti delle Top 10 mondiali, “Hell to Pay”. Parte vocale che a primo impatto ricorda gli Alice in Chain di Jar of Flies ma evolve secondo il marchio di fabbrica Drowing Pool. Incalzante e come un maglio nelle gengive il ritornello che vede un sound engineering molto curato e ricercato. Un vecchio vinile anni 30 apre un'altra Top Track come “We Are the Devil”: una bomba!! Sound travolgente e trascinante ideale colonna sonora di sport estremi. Con “Snake Charmer” rimarremo incantati dalla sinuosità delle strofe e dal “velenoso” ritornello che nelle live performance della band diventerà un inno. Una doppietta d'eccezione la forniscono “My Own Way” e “Goddamn Vultures” brani da “pogo” a gomiti alti mentre la ballatona “Another Name”, vede Jason Moreno sfoderare una prestazione vocale eccezionale. Una boccata d'ossigeno durante lo scorrimento della tracklist con le orecchie che vengono accarezzate dalle strofe in sei corde acustica ed allietate da ottimi fraseggi intermedi. Giusto la durata di un brano e si riparte con il sound d'assalto di “Sympathy Depleted” immediatamente incalzata da “Stomping Ground” per arrivare ad una paradossale filastrocca cantata da bambini che introduce la “pastosa” e screamo “Meet the Bullet”, caratterizzata da parti di chitarra pesanti come martellate su incudini. La degna chiusura di questo ritorno ai massimi livelli viene affidata ad “All Saints Day”, brano che segue il trend di tutto il resto dell'album spingendo l'adrenalina musicale a livelli da cardiopalma.

           

Un ritorno strepitoso ed altisonante quello dei Drowing Pool che ha il sapore radicale del tipico sound della band che, seppur allineandosi alle nuove tendenze sonore, rimane inconfondibile e headliner di un genere dove solo loro possono essere riconosciuti senza ombra di dubbio. Paragonare "Hellelujah" a "Sinner" forse è un azzardo ma non si sbaglia nel metterlo quasi a pari livello. Assolutamente consigliato!

 

 

Review by Luca MonsterLord

 

 

Tracklist:

Push

By The Blood

Drop

Hell to Pay

We Are The Devil

Snake Charmer

My Own Way

Goddamn Vultures

Another Name

Sympathy Depleted

Stomping Ground

Meet The Bullet

All Saints Day

 

Line Up:

C.J. Pierce – Guitar

Stevie Benton – Bass

Mike Luce – Drums

Jasen Moreno – Vocals

 

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