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Recensione AKROTERION - "Commander of Wild Spirits"

AKROTERION

Commander of Wild Spirits

Andromeda Relix/GT Music Distribution

Release Date: 21 Marzo 2016

 

 

Strano, sia per il risultato finale che per lo stile. Davvero strano. Non stiamo cercando di attirare l'attenzione del lettore con questa ambigua premessa ma, semplicemente, raccontare cosa si prova nell'ascoltare le 7 tracce (5 più una intro ed una outro) del lavoro d'esordio della one-man-band italiana Akroterion.

 

 

'Commander of Wild Spirits' è, sostanzialmente, un disco che incrocia il thrash/black degli anni '80, il black dei primordi, specie Celtic Frost, Bathory, Venom, l'heavy metal classico italiano di Death SS, The Black, il dark rock, anche progressive, di formazioni quali i Black Widow, certe soluzioni alla Voivod e tante influenze delle soundtrack dei film horror italiani tra i '70s e gli '80s. Un bel mobilio per arredare una ieratica casa degli orrori lovecraftiani, non c'è che dire, solo che tra tarme, confusione, scarsa cura ed un senso della disposizione alquanto discutibile, l'interno appare più come il ripostiglio di un negozio di scherzi di Carnevale. Ma perché dico questo? Partiamo dal presupposto che, le cose migliori di questo disco, le abbiamo a livello atmosferico, nella commistione, apprezzabile in track come 'Strange Creatures in the Woods' o 'Surtr', dove il songwriting e le chitarre old-fashion (volute) di matrice thrash/black (primi Kreator e Necrodeath fanno capolino, assieme ai Celtic Frost) riescono a creare un alone di arcana alienazione che riporta alla mente le atmosfere di 'The Blair Witch Project' o 'Le Streghe di Salem' di Rob Zombie. Purtroppo la monoliticità del riffing, l'assenza di assoli ed una produzione vecchio stampo 'eccessiva', rendono il tutto stantio, noioso sulla lunga distanza e che, a causa di una drum-machine priva di variazioni e di una voce sciagurata, vanifichino le interessanti intuizioni atmosferiche.

 

Essere una one-man-band non è assolutamente una cosa facile ma, visto l'ottimo risultato in termini d'impatto emotivo dell'outro di tastiere 'Solitudo', una vera carezza di Azagthoth lungo la schiena, ci verrebbe da domandare a BP Gjallar, la mente unica de progetto, se non fosse il caso di avvalersi della collaborazione di altri musicisti, soprattutto di un vocalist, dato che la scelta di una voce urlata non distorta, allucinata, quasi in stile punk che richiama all'uso di vocal melody tipiche di Steve Silvester o, in qualche modo, di Denis Belanger dei Voivod, produce risultati quasi sempre disastrosi, tanto da cozzare con il mood musicale, specie in 'Samhain'.

 

Forse, con qualche collaborazione in più, il feeling di brani come 'Satan at the Gates of Earth' non sarebbe stato vanificato da un lavoro complessivo abbastanza povero sotto il profilo di una certa cura dei dettagli e l'ascolto generale avrebbe fatto emergere, con maggior forza, la feracità arcana latente in questo lavoro  che, purtroppo, non riesce a concretizzarsi per le troppe carenze realizzative e (anche) compositive.

 

 

Andrea Evolti

 

 

Tracklist:

1. SILENCE

2. SAMHAIN

3. STRANGE CREATURES IN THE WOODS

4. SHOUT OF TERROR

5. SATAN AT THE GATES OF EARTH

6. SURTR

7. SOLITUDO

  

Line-up:

BP Gjallar: guitars, bass, vocals, drums programming, keyboards.

 

Link:

www.facebook.com/akroterionband