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Live Report L7+ WHITE MILES @ Trezzo Sull’Adda (MI), Live Club – 4 settembre 2016

E anche le L7 non hanno resistito al “fascino” della reunion, così dopo 14/15 anni, nel 2015 decisero che era il momento di tornare sul palco con la formazione originale quella con la bassista Jennifer Finch; dopo qualche apparizione a vari festival eccole impegnate in un vero tour che tocca, per un unica data, anche l’Italia. Il gruppo è la maggiore espressione femminile del Grunge anni novanta, un solo album di grande successo e tanta energia durante i loro “vecchi” show. Il look fatto da jeans a vita alta, stracciati sulle ginocchia e camice a quadri ha lasciato il posto ad uno stile più misto e personale, ma sempre rock’n’roll. Ma ora torniamo alla musica.

 

Il Live Music Club di Trezzo è sempre un bel posto dove vedere un concerto (mi ripeto, lo so). Arrivo tardi per il primo gruppo in scaletta, i romani Acid Muffin che mi riferiscono aver suonato leggermente oltre i tempi consentiti; non ho riscontri sulla loro performance per cui non posso esprimere giudizi.

 

Fortunatamente non mi perdo gli WHITE MILES duo austriaco formato da chitarra e batteria (sembra di moda ultimamente). Fin dalle prime note ho la conferma di quello sentito e trovato in rete, suoni potenti ed energici, un power rock sporco e decisamente hard. La cantante e chitarrista Medina Rekic è una cavalletta sul palco, salta, suda, canta e suona; look aggressivo, chiodo, sotto solo il reggiseno, jeans e anfibi. Il loro suono viene applaudito dal pubblico che, piano piano, comincia a riempire il locale. Davvero una bella scoperta, andate a cercarvi i loro video, meritano. Limitati nel tempo dopo 30/40 minuti devono salutare. Spero di rivederli presto.

 

Puntuali, come tutti i concerti dovrebbero essere, arrivano le quattro Californiane L7, cariche e pronte a regalarci il loro Grunge con punte Metal e Punk, due generi più presenti nei brani dell’album di debutto che nelle loro hit.  Età dei presenti- figli dell’adolescenza anni novanta - per cui over 30 con qualche eccezione sia in alto che in basso. Le Riot Girrrls (movimento rock femminile e femminista del tempo) portano tutta l’esperienza di anni sul palco, non deludono, la carica è inalterata e fanno felici i fans accorsi. Le Hit vengono snocciolate una dopo l’altra dando preferenza agli album più conosciuti come “Bricks Are Heavy”, il loro maggior successo discografico, e “Hungry For Stink”. Jennifer ha un basso con il logo dei Misfits ed è immancabilmente scalza, come al solito, è la più agitata delle quattro. Donita Sparks ci regala un “Dio Bono” che probabilmente ha imparato da qualche buontempone suggeritore di frasi ad effetto in italiano. I ventilatori ai piedi delle L7 agitano molta aria in una serata torrida, sopra e sotto il palco, il pubblico canta e salta nonostante la temperatura da forno. Nessuna sbavatura evidente, sanno il fatto loro, suonano bene.

 

Dopo una quindicina di brani è tempo di pausa e di bis con l’attesissima “Pretend We’re Dead” e l’ultima, dedicata a tutte le donne in sala, “Fast and Frightening”. Ringraziamenti e saluti.

 

Set List:

Deathwish

Andreas

Everglade

Monster 

Scrap

Fuel My Fire

One More Thing

I Need

Slide

Crackpot Baby

Must Hve More

Drama

Freak Magnet

Shobe 

Shirley

Shit List

 

Bis

American Society

Pretend We’re Dead

Fast and Frightening

 

 

Prima di uscire vedo gli WHITE MILES seduti vicino al banchetto del Merchandise, nessuno se li fila, mi avvicino e gli faccio i complimenti per lo show, ringraziano, ringrazio, saluto. Li vedo contenti del mio saluto, purtroppo non ho fatto foto che provi questo…vabbè.

 

Bella serata, la musica live resta sempre e comunque una bella cosa! 

 

 

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