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Recensione PAIN - "Coming Home"

PAIN

Coming Home

Nuclear Blast

Data pubblicazione: 9 Settembre 2016 

 

 

Lo so, lo so cosa state pensando: questo disco non è il mio genere, ed avete ragione. Va detto, però, che quando qualcosa è fatta bene e da menti superiori (sfido chiunque a dire che Tägtgren non lo sia....pensate solo alla quantità di progetti, produzioni oppure alla sua band principale, gli Hypocrisy), non si può far altro che ammetterne le qualità. Pertanto, possiamo affermare che, nonostante non sia un capolavoro o un disco eccezionale, 'Coming Home' nuovo, ibrido e felicemente malsano lavoro dei Pain, è di certo un disco che riesce ad entrarti sotto pelle ed inserirti i suoi circuiti ed interfacce sporche e ruvide, ma il tutto con un taglio easy-listening ed un mood melodico particolare, una sorta d'incrocio tra White Zombie ed Hardcore Superstar....o un borg sorridente con gli occhiali da sole, se amate Star Trek.

 

Fin dalla prima track 'Designed to Piss you off', passando per l'energicamente sintetica e dal mood quasi techno-dance+metal 'Pain In The Ass', si apprezza subito una scrittura dei pezzi molto rock/metal moderna, senza che l'alone elettronico/industriale venga messo da parte, ma con una spiccata tendenza alla melodia ed ad un approccio più guitar-oriented. 'Black Knight Satellite', per chi vi scrive una delle canzoni più riuscite del disco, è un esempio, assieme alla title-track ed alla conclusiva 'Natural Born Idiot', di un disco in cui le varie influenze ed una scrittura paradossalmente molto sanguigna ed istintiva per un lavoro di questo genere, riescono a sposarsi perfettamente ed ad abbattere eventuali barriere tra chi ascolta questo genere ed i fruitori non abituali. Attenzione però! Non stiamo dicendo che i Pain abbiano abbandonato la loro natura, sporca, tormentata ed amante delle oscure e malate atmosfere industrial/elettroniche: 'Absinthe Phoenix Rising' o 'Final Crusade' posseggono tutte le caratteristiche che il loro tetro ed ironico creatore (performer di tutti gli strumenti, tranne la batteria suonata dal fratello Sebastian), la cui voce, malinconica ma sarcastica, oltre che tagliente, si sposa perfettamente al bilanciatissimo sound, aggiungendo quell'agilità dinamica data da un songwriting molto rock moderno, connubio di chitarre potenti e ruvide con sintetizzatori dalle fredde e sporche melodie.

 

Un interessante viaggio, quello dei Pain, a metà strada tra 'Easy Rider' ed 'I Guardiani della Galassia', oppure una Harley Davidson con motore a curvatura. Un disco che consiglio anche a quelli che, come me, non si sognerebbero molto di acquistare un opera di questo genere musicale, ma che ne rimarrebbero gradevolmente stupiti.

 

Andrea Evolti

 

 

Tracklist:

Designed to Piss You Off

Call Me

A Wannabe

Pain in the Ass

Black Knight Satellite

Coming Home

Absinthe-Phoenix Rising

Final Crusade

Natural Born Idiot

Starseed

  

Line-up:

Peter Tägtgren - Vocals, Guitars, Bass, Keyboards

Sebastian Tägtgren - Drums

Joakim Brodén - Vocals ('Call Me')