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Live Report ANGRA + Sailing to Nowhere + Stage of Reality @ Circolo Colony, Brescia - 19 Ottobre 2016

Sono passati 25 anni dalla pubblicazione di 'Holy Land', uno dei capolavori degli Angra e del metal in generale, gemma dello speed/sinfonico e progressivo dalle molte sfaccettature, e la band brasiliana ha deciso di festeggiare con un minitour di 15 date in Europa, che si è concluso proprio ieri sera al Colony di Brescia, con una prestazione davvero stellare del combo fondato da Bittencourt.

 

Ad aprire la serata, il quintetto degli Stage of Reality (che riusciamo ad osservare solo nella parte finale del suo show), formazione dedita ad un heavy/hard rock di scuola americana, potente ed orecchiabile. La prestazione appare buona e lo spettacolo gradevole anche se, appare chiaro, che abbiano bisogno ancora di tempo per maturare al livello di personalità artistica.

 

I Sailing to Nowhere, seven-piece romano dedito allo speed/power sinfonico, dalle ariose melodie e dalla caratteristica della doppia voce (tutte due di tipo melodico e basate sul metal classico), precedono lo show degli Angra e, con il buon successo dell'album di debutto 'To the Unknown', ci offrono uno spettacolo di buon impatto visivo, coinvolgente e con brani  a tratti accattivanti e dallo spiccato carattere melodico, anche se le influenze (Epica, Avantasia, Gamma Ray, Savatage) appaiono ancora un po' smaccate ed ingombranti, specie sui pezzi lenti, quando la band sfoggia il meglio di sé con i brani più veloci. Sugli scudi, di certo, i due singer, Marco Palazzi e Daniela Dato, ed il chitarrista solista Emiliano Tessitore.

 

 

Due ore di spettacolo che, per i fan della prima ora degli Angra (soprattutto lo scribacchino che sta pistonando or ora sulla tastiera), sono state un grandissimo spettacolo ed hanno spiazzato chi (come il suddetto scribacchino), non era molto convinto (in sede live – 'Secret Garden' si è dimostrato un ottimo album) dell'amalgama tra Fabio Lione e la band sudamericana: mea culpa dovuto. Il quintetto di San Paolo, accompagnato dal funambolico percussionista Dedè Reis, ha eseguito tutto Holy Land in maniera strepitosa, unendo energia, tecnica stellare (questo era risaputo) ed un gusto per lo spettacolo e le emozioni incredibile. Benchè orfani di Kiko Loureiro, attualmente impegnato in tour con i Megadeth, il combo carioca, con il session  alla sei-corde Marcelo Barbosa, grandissimo protagonista della serata assieme a Bittencourt e Lione, dà il massimo, passando in rassegna, oltre all'album celebrato, anche brani storici come 'Wings of Reality', 'Time' ed estratti dall'ultimo lavoro come 'Newborn me' e 'Final Light'. Bittencourt duella divinamente con Barbosa e si dimostra musicista a 360°, con una grande prestazione ai cori e come voce solista in pezzi come 'Make Believe' o le due acustiche da brivido 'Lullaby for Lucifer' e 'Deep Blue'. Lione, da parte sua, è ormai il singer della band a tutti gli effetti, perfettamente amalgamato con il resto dei componenti e con lo spirito degli Angra, bravissimo nel riuscire a rendere sia i brani di Matos che di Falaschi, tecnicamente ed espressivamente, mettendoci molto della sua personalità (anche se alcuni acuti di tipo epico non erano propriamente in linea con il mood di certi brani.....ma li ha eseguiti splendidamente, quindi ha ragione lui!), eseguendo 'Nothing to Say', 'Silence and Distance' e la superba, meravigliosa 'Carolina IV', apice della serata, con energia e passione, oltre che con una tecnica inappuntabile (ed un'ottima pronuncia inglese, cosa che, ogni tanto, era il suo tallone d'Achille).

 

Bruno Valverde, dietro le pelli, corre come il vento, mentre il mostruoso Felipe Andreoli tesse meraviglie di linee basse, colorando i passaggi più lenti ed atmosferici ed esaltando la voce di Lione in questi frangenti, i quali appaiono intensissimi grazie al lavoro fatto da un timbro vocale molto duttile. A completamento di uno spettacolo di livello stellare (anche se con qualche problema di volumi alle voci, soprattutto all'inizio), oltre al supporto del percussionista Reis (già attivo con Jovanotti), che si dimostra anche performer di capoeira dalle grandi doti atletiche, ancora gli splendidi assoli della coppia Barbosa/Bittencourt (vestito come Mr.Crocodile Dunde e stanamente simile a Viggo Mortensen!!!) ed una band mirabilmente affiatata, guidata da un singer che ha fatto ricredere molte persone su questa collaborazione, cosa che da anche un certo senso d'orgoglio nazionale. Colori, suoni, potenza della Natura e del genio umano: gli Angra, per fortuna, sono tornati fra noi.