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gio

20

ott

2016

Live Report FRANK CARTER & THE RATTLESNAKES + GOD DAMN + IF I DIE TODAY @ Legend Club, Milano - 19 ottobre 2016

 

FRANK CARTER non deve essere un personaggio facile, uscito dai Gallows, dove militava insieme al fratello, forma i Pure Love che scioglie dopo poco tempo, per arrivare al nuovo progetto, che speriamo duri un po’ di più dei precedenti, con i Rattlesnakes. Il sound è tornato ad un Hardcore moderno, più vicino ai lavori con i Gallows che con i Pure Love. Finalmente un loro tour approda anche in Italia, il precedente era stato annullato per problemi di salute dello stesso Frank.

 

Avevo già avuto il piacere di vedere la grinta che il nostro folletto tatuato esprime dal palco e sapevo cosa speravo di vedere. Aspettative rispettate in pieno. Non riesco a vedere la prima band in cartellone ed arrivo per le ultime canzoni dei IF I DIE TODAY, combo Italiano, noto al pubblico Milanese che esprime un hardcore urlato, ben suonato e di notevole impatto, li avevo già visti e anche stasera non hanno deluso.

 

Band di supporto alle date Europee sono i GOD DAMN (che potrebbe essere intesa come una bestemmia in lingua Anglosassone ), duo Inglese, in alcuni casi, come questo, con l’aiuto di un terzo membro al synt e chitarra. Suonano un'alternative Rock potente, urlato, con punte stoner, un po’ confusionario ma decisamente d’impatto. La loro esibizione dura poco più di mezz’ora ed è un buon preludio a quello che ci aspetta dopo.

 

Puntuale alle 23 una musichetta rilassante annuncia l’arrivo sul palco degli THE RATTLESNAKES, poco dopo il rosso Frank in un completo composto da giacca e pantaloni dalla stoffa floreale si posizione nel mezzo del palco. Parte il muro di suoni che agita le nostre orecchie ed i corpi delle prime file, il locale è pieno -non strapieno - la risposta c’è stata, molti giovani, come previsto. Frank è un grillo, salta, urla, non si risparmia; le sue espressioni, gli occhi che si agitano, gli danno l’aria di un pazzo con il microfono, un buon pazzo, che coinvolge e vuole essere coinvolto dalla platea. Durante “juggernaut” si lancia sul pubblico chiedendo di farsi sostenere in piedi sulle loro spalle, ci riesce e prosegue cantando sopra (letteralmente) le spalle di alcuni spettatori. Difficile descrivere un loro concerto a parole, la grinta e potenza che esprimono vanno vissute sul posto. La scaletta non è lunghissima (hanno solo un album alle spalle e uno in uscita a gennaio 2017) . Una nuova canzone viene dedicata alla figlia rimasta a casa con la mamma di origine spagnola, la dolcezza con cui ne parla è tipica di un papà innamorato del suo frutto. Il concerto prosegue con il buon aiuto dei presenti che promuovono continui stage diving dal palco, alcuni non proprio riusciti bene, un circle pit richiesto da Frank e ritornelli cantati in coro. Il nostro iper tatuato cantante continua ad urlare tutta la sua rabbia anche contro il recente risultato della Brexit e di chi l’ha proposta, il tutto accompagnato da un ottimo supporto strumentale. Siamo al bis con “Snake Eyes” introdotta da un assolo di batteria per passare alla bella “Devil Iside Me”. L’ ultimo pezzo è dedicato a quelle persone che non hanno nulla da fare se non interessarsi a quello che fai tu, oppure a qualcuno che non sopporti talmente da augurargli il peggio, naturalmente Carter ci ricorda che quel “qualcuno” potresti essere tu -“I Hate You” - nel suo sound “leggero” esprime tutta la rabbia che il testo racchiude.

 

Dopo un ora e dieci circa fine delle danze. il folletto scende dal palco, attraversa la sala, stringendo mani e regalando abbracci. Contento e soddisfatto mi avvio verso l’uscita, al banchetto del merchandising c’è la band che firma cd, vinili e poster. È un vero piacere raccontare tutto questo. Grazie a HellFire booking  per l’ospitalità ed aver creduto in questa serata ed al Legend Club di Milano per l’accoglienza.